La visione UCID della RIBC

Scritto il 1 marzo 2010 da Staff UCID.it in Centro Siri

Schema di valutazione delle esperienze aziendali volte al Bene Comune, articolato su quattro aspetti:

A – I valori

B – L’impegno personale

C – I risultati

D – La rendicontazione

Integrazioni in corsivo dei riferimenti alla Enciclica Caritas in Veritate (paragrafi sottolineati tra parentesi)

A – I valori

Valori orientati al Bene Comune e fondati sulla dignità umana

Principi e valori :

Il Bene Comune (Par.. Enciclica 7, 36/1, 42) trova fondamento nel principio della dignità umana e insieme sono mirati allo sviluppo umano  integrale, inteso come vocazione al servizio dello sviluppo, integrando i diversi livelli del sapere umano (Par. Enciclica 9/2, 10, 15, 18, 30, 31,  76, 78)

Il Bene Comune si accompagna agli altri principi cardine della

- sussidiarietà  (Par. Enciclica 57, 58)

- solidarietà, intesa secondo il principio di gratuità (logica del dono/reciprocità), che si basa sulla relazione e alimenta la speranza cristiana (Par. Enciclica 34, 36/2, 38, 53, 54)

Valori fondamentali che si trovano in rapporto di reciprocità con i precedenti:

la verità, (Par. Enciclica 1,3,5,9/1)

la libertà, (Par. Enciclica 17)

la giustizia, sia commutativa che distributiva, per un funzionamento del mercato basato sulla fiducia reciproca (Par. Enciclica 6, 35)

l’amore/carità (Par. Enciclica 2, 4, 19)

Contenuti del Bene Comune :

pace e progresso (sviluppo) (Par. Enciclica13,16, 23, 72). Modalità:

convivenza sociale, rimozione delle cause che originano i conflitti bellici e dei problemi che possono alimentare il terrorismo: ingiustizia, miseria, sfruttamento (per questo l’altro nome della pace è lo sviluppo), riduzione disuguaglianze, pace basata sui valori

tutela ambiente (creato) (Par. Enciclica 48) Modalità:

tecnologie rispettose ambiente, utilizzo equilibrato risorse naturali,riduzione inquinamento

rispetto diritti dell’uomo (Par. Enciclica 21/1, 27, 28,29, 44, 55, 61, 75)

Tipologie:

rispetto della vita e centralità della famiglia,alimentazione, abitazione, lavoro, educazione e accesso alla cultura, trasporti, salute, libera circolazione delle informazioni e della libertà religiosa

Fonte = Compendio della DSC (CAP.III,IV,VI,IX,X,XI)

B  L’impegno personale

Impegno personale dell’imprenditore per lo sviluppo sostenibile, valorizzando i talenti di tutti gli stakeholders

B 1 obiettivo corporate identity

garantire che l’azienda crei valore per tutti gli stakeholders, in quanto ciascuno di essi, a proprio modo, ha “investito” nella azienda il proprio capitale: materiale (capitale da azionisti e altri finanziatori), o immateriale (es. competenze, esperienze, know-how e impegno dai dipendenti, continuità degli acquisti dai clienti, fiducia e servizi dalla comunità, fedeltà e garanzie dai fornitori) (Par. Enciclica,40, 70, 79)

B 2 organizzazione e corporate governance :

– Assetto proprietario

– Struttura e modalità funzionamento CdA

– Rapporti fra proprietà , CdA e management

– Tutela azionisti di minoranza

– Offerte pubbliche di acquisto

– Trasparenza e indipendenza organi di controllo/comitati ausiliari

B 3 ambiti di intervento

Sostenibilità economica

1) innovazione tecnologica, finalizzata alla soddisfazione dei bisogni reali (competitività della impresa per creare nuove risorse ed opportunità di crescita ed occupazione) (Par. Enciclica, 21/2, 65, 69)

2) legalità, rettitudine, responsabilità, rispetto dei diritti e doveri (risposta ai dettami della coscienza, nel e oltre il rispetto della legge) (Par. Enciclica 22, 43)

3) cultura, educazione, formazione (valorizzazione dei talenti) (Par. Enciclica 26)

Sostenibilità sociale

4) uguaglianza, pari opportunità e sicurezza occupazione (promozione sociale e al lavoro per tutti, in particolare per giovani, donne, immigrati) , anche tramite il microcredito (Par. Enciclica 32, 62, 63, 65/2)

5) partecipazione (fiducia reciproca e condivisione decisioni e costi/benefici con tutti, in particolare con i dipendenti) (Par. Enciclica 39,41)

6) giustizia e trasparenza e sicurezza da infortuni (onestà verso se stessi e gli altri, nel rispetto degli accordi) (Par. Enciclica 37)

7) solidarietà e sicurezza sociale (verso categorie deboli in stato di bisogno: madri, disabili, generazioni future) (Par. Enciclica 25, 38)

Sostenibilità ambientale

8) Salvaguardia salute/vita (in particolare sui posti di lavoro ) (Par. Enciclica 51/2)

9) Rispetto della natura (conservazione e tutela delle risorse naturali del creato) (Par. Enciclica 49,50)

10) Nuovi stili di vita ( vivere con sobrietà, temperanza e autodisciplina)

(Par. Enciclica 51/1,66)

Fonte B1 e B2 = Il “Bilancio sociale” del Sole 24 ore, a cura di L.Hinna, CAP.5.5

Fonte B3 = Ricerca dell’UCID su casi di aziende riportati nel Rapporto  “Imprenditori Veneti per il Bene Comune”

C – I risultati

da creazione di valore economico/sociale per tutti gli stakeholders nel lungo periodo (v. riferimenti a paragrafi Enciclica riportati al punto 4)

  • · Obiettivo : evidenziare tipologie di comportamenti coerenti o non coerenti con la visione UCID, attraverso specifici indicatori, esemplificate di seguito:.

1) Autolesionismo =

Da eliminare , in quanto relativo a comportamenti destinati a compromettere la competitività, che al tempo stesso contrastano con determinati interessi collettivi.

° Categorie di indicatori che aumentano il rischio :

massimizzazione redditività a breve termine di azionisiti speculatori e compensi

da parte di managers mercenari; minimizzazione impegno dipendenti lassisti

° Categorie di indicatori che riducono il rischio :

tutela/soddisfazione principali stakeholders (clienti, fornitori chiave), investimenti

dedicati  alla tutela e al rafforzamento del “patrimonio strategico” dell’impresa

(capitale umano, capitale organizzativo, capitale tecnologico, capitale relazionale),

minimizzazione livello di rischio finanziario (grado e qualità dell’indebitamento);

° Categorie di indicatori di coesione interna:

- Assenza di equità nella distribuzione Valore Aggiunto tra azionisti, managers e dipendenti (Es. tasso di dividendo, divari retributivi tra i livelli organizzativi, ecc)

- Pericolo su tensione solidale (turnover , clima interno)

2) Cinismo =

Da minimizzare, in quanto relativo a comportamenti che perseguono la competitività ma che penalizzano interessi collettivi. Esempio di scelte :

delocalizzazione in paesi più permissivi dal punto di vista socio-ambientale,

produzione di beni o servizi dannosi materialmente o moralmente, ricorso

sistematico a lavoro precario, ricadute su occupazione e condizioni di lavoro da

crisi aziendali che ricadono solo sui lavoratori o altri soggetti legati all’impresa

(fornitori, ecc), mancata tutela della sicurezza del lavoro/ambiente (al massimo

quanto previsto dalle normative)

° Categorie di indicatori per l’impresa o la singola iniziativa:

- i benefici economici a fronte degli effetti negativi prodotti o poducibili rispetto a determinati interessi collettivi (es. occupazione, salvaguardia dell’ambiente, ecc.);

- il divario, in termini di benefici economici e costi sociali e ambientali, tra  scelte dell’impresa e alternative che sul piano economico risulterebbero più convenienti.

3) Mecenatismo

Da trasformare nella tipologia 4), in quanto relativo a comportamenti penalizzanti come competitività, ma a beneficio di finalità socio-ambientali

° Categorie di indicatori di sensibilità socio/ambientale:

desumibili da quelli già disponibili nella rendicontazione sociale tradizionale. Da

identificare criteri, schemi , indicatori e loro ricadute sulla competitività

dell’impresa (es. benefici di immagine, di motivazione, di sviluppo del capitale

umano, relazionale e tecnologico, ecc)

4) Imprenditorialità per il bene comune (Par..Enciclica 21/3,33,37,40,46, 47

Da massimizzare, in quanto relativo a comportamenti che creano valore  economico e insieme generano benefici socio-ambientali (soluzione win, win) .

° Categorie di indicatori specifici, relative ad iniziative che:

- promosse dalla ricerca della competitività, consentono al tempo stesso di dar luogo a benefici significativi sul piano sociale e ambientale (Comprese iniziative che minimizzano le ricadute negative da ristrutturazioni)

- per la sensibilità dell’imprenditore verso istanze socio ambientali, generano opportunità per rafforzare/consolidare la competitività aziendale.

Fonte = Modello del Comitato Scientifico basato su documento Prof. Donna

D  La rendicontazione

Rendicontazione dei risultati trasparente e condivisa da parte di tutti gli stakeholders (Par.  Enciclica 45)

Metodologie/Strumenti tradizionali seguenti da considerare come base di partenza (1), da verificare se adeguati per assicurare la condivisione della gestione e dei risultati da parte degli stakeholders :

graduazione coinvolgimento stakeholders:

passività

informazione

consultazione

coinvolgimento

autorizzazione

processi di rendicontazione

GRI, AA1000, GBS

tipo di certificazione

SA 8000, EMAS, ISO 14001, LGS 231/2001

forma delle rendicontazioni formali:

bilancio sociale, di sostenibilità, di missione

canali di comunicazione con gli stakeholders:

incontri, presentazioni, newsletter o mail, comunicati stampa, pubblicazioni cartacee, sito internet

forme di dialogo con gli stakeholders

interviste single, questionari, focus group, dialogo on line

supporto verifica con altre organizzazioni

ONG, associazioni consumatori, sindacati

(1) Fonte Metodologie/Strumenti tradizionali :

- Il “Bilancio Sociale” del Sole 24 ore, a cura di L.Hinna

- La “Responsabilità Sociale d’Impresa per le PMI” del Sole 24 ore, a cura di M. Molteni ed A. TodiscoIL MOMENTO CONCETTUALE

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