Seminario di studio sulla “Custodia del Creato” dell’Ufficio Nazionale per il Problemi Sociali e il Lavoro e del Servizio Nazionale per il Progetto Culturale (CEI)

Scritto il 23 marzo 2010 da Giovanni Scanagatta in Attività Segretario Gen.

Si è svolto a Roma il 20 marzo scorso, presso il Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi, un Seminario di studio sulla “Custodia del Creato”, organizzato dall’Ufficio Nazionale per il Problemi Sociali e il Lavoro e il Servizio Nazionale per il Progetto Culturale della CEI. Al Seminario hanno partecipato le numerose aggregazioni laicali che fanno capo alla CEI e per l’Ucid nazionale il sottoscritto. Dopo la preghiera di apertura condotta da Mons. Angelo Casile, Direttore dell’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro, si sono svolte al mattino due relazioni introdotte dal Prof. Simone Morandini della Fondazione Lanza. La prima relazione è stata presentata da S.E. Mons. Mario Toso, Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, sul tema “Il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2010: Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. La seconda relazione è stata curata dal Prof. Roberto Zoboli, Professore Straordinario di Politica Economica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Cattolica di Milano, sul tema “Energia e risorse ambientali”. Le relazioni del pomeriggio sono state tenute dal Dott. Paolo Beccegato della Caritas Italiana e da Le Quyen Ngo Dinhh, Responsabile Area Immigrati della Caritas di Roma, sul tema “Rifugiati ambientali”. Vengono qui di seguito illustrate in modo sintetico relazioni presentate al Seminario.

  1. S.E. Mons. Mario Toso, “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”

Il nuovo Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha presentato un’analisi del discorso di Benedetto XVI sulla crisi ecologica del 1° gennaio 2010.   I punti salienti hanno riguardato: a) il contesto, i destinatari, il significato; b) il messaggio 2010 come documento del magistero sociale; c) i criteri per il discernimento e la progettualità riguardanti l’odierna crisi ecologica; d) la proposta di una nuova etica ecologica, basata sul fondamento che Dio; e) la crisi ecologica come crisi di solidarietà e di giustizia e le prospettive da approfondire per la ricerca dell’etica che deve normare lo sviluppo integrale; f) prospettive per l’impegno politico; g) un’alleanza educativa.

Mons. Toso ha evidenziato la relazione negativa che esiste tra la sostenibilità economica (aumento del reddito pro-capite) e la sostenibilità ambientale (inquinamento) nel lungo periodo. Essa può essere superata attraverso il progresso scientifico e tecnico che consente di elevare la sostenibilità economica, grazie allo sviluppo per la costruzione del bene comune, senza peggiorare la sostenibilità ambientale o migliorandola. Occorre per questo investire molto nello studio scientifico dei problemi, con un approccio di tipo orizzontale che deve superare le eccessive specializzazioni e le incomunicabilità tra i diversi settori della scienza (frammentazione). Dobbiamo in sostanza raccogliere e attualizzare il messaggio della Fides et Ratio di Giovanni Paolo II che lamentava l’eccessiva attenzione delle scienze al fenomeno e alla parcellizzazione del sapere rispetto allo studio dei fondamenti con un approccio integrale. Ne consegue la necessità di un crescente investimento nel capitale umano e di un’alleanza educativa tra la famiglia, la scuola, l’impresa, i corpi intermedi e di tutti gli altri soggetti che hanno cuore il futuro della società e delle giovani generazioni.

  1. Prof. Roberto Zoboli, “Energia e risorse ambientali”

Il Prof. Zoboli ha articolato la sua relazione in cinque punti, cui sono seguite le conclusioni. Di tratta dei seguenti punti: 1) gli scenari globali per l’energia e per il clima; 2) le risorse non rinnovabili e l’equità intergenerazionale; 3) la responsabilità comune e l’equità intragenerazionale; 4) l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili; 5) energia, ambiente e green economy.

Nelle conclusioni, il Prof. Zoboli ha sottolineato la forte attenzione alla crisi energetica e climatica e la scarsa considerazione della crisi degli ecosistemi (risorse biologiche, ecosistemi terrestri e marini, problema dell’acqua e cicli idrici e via dicendo). Questo problema emergerà in futuro con sempre maggiore forza. Sono necessarie nuove riflessioni sulla cultura e l’etica del bisogno, anche per meglio definire i consumi eccessivi, i consumi non necessari, i consumi sostenibili.

  1. Rifugiati ambientali. Quali sbocchi in Europa e in Italia?

Secondo i due relatori, i cambiamenti climatici sono destinati ad avere sempre più ripercussioni nel contesto delle migrazioni, costringendo singoli, nuclei ma anche intere popolazioni a lasciare i luoghi di origine, alla ricerca di spazi più idonei per vivere. Da qui l’importanza crescente che avranno in futuro le migrazioni ambientali.

Questi i punti trattati nelle due relazioni: a) i rifugiati nell’Unione Europea nel 2008 e nel primo semestre 2009; b) il diritto di asilo in Italia: risorse e criticità; c) difficoltà nell’iter di riconoscimento della protezione internazionale in Italia.

Gli autori sottolinenano il fatto che le direttive europee, recepite nel 2007 e nel 2008 nella normativa italiana, contemplano nel contesto della protezione internazionale, di cui lo staus di rifugiato costituisce la forma più elevata, una categoria di protezione definita sussidiaria, riconoscibile in caso di danno grave. Diversamente da altri Pesi che non la prevedono su base normativa, l’Italia garantisce anche la protezione temporanea in caso di “rilevanti esigenze umanitarie, in occasioni di conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità in Paesi non appartenenti all’Unione Europea”. E’ un fatto positivo, sottolineano gli autori, che questa misura possa applicarsi in modo esplicito alla categoria che ci interessa di rifugiati ambientali.

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