Seminario di Formazione Superiore per Imprenditori, Dirigenti e Professionisti – Sintesi

Scritto il 15 aprile 2010 da Staff UCID.it in Centro Siri

Seminario di Formazione Superiore per Imprenditori, Dirigenti e Professionisti, organizzato da Sezione UCID di Udine e Centro Siri di Genova su “La Responsabilità Imprenditoriale per il Bene Comune” (RIBC) – Il Modello UCID e la sua concreta applicazione nelle aziende

Sintesi argomenti trattati nella prima sessione del 19 marzo 2010

Introduzione di Piergiorgio Marino sulla Attività del Centro Siri.

“Il Centro Cardinale Giuseppe Siri si prefigge la finalità di accompagnare imprenditori e dirigenti, specie quelli aderenti all’UCID, a ricercare, sperimentare e perseguire la costruzione del Bene Comune nello svolgimento delle attività aziendali, nonché a formare le giovani generazioni su questi valori” (da Statuto C. Siri).

Per il perseguimento di questa finalità l’attività del Centro Siri si articola nelle seguenti fasi:

- Conoscenza, relativa a) alla Dottrina Sociale della Chiesa, per individuare i valori ed i principi che devono guidare la gestione etica dell’economia e quindi dell’impresa, anche attraverso le presentazioni e gli approfondimenti del mondo accademico sulla Enciclica Caritas in Veritate; b) alle pratiche aziendali esistenti; c) agli studi ed applicazioni di strumenti/metodologie tradizionali .

- Innovazione, sotto gli aspetti:

* concettuale, delineando d) un modello caratterizzato da un lato da una visione UCID articolata in “valori”, “impegno personale”(coerenti  e quindi anche supportati dalle indicazioni emergenti dalla Caritas in Veritate), “risultati” e “rendicontazione”, e dall’altro da linee guida culturali-comportamentali, come sarà meglio illustrato dal Prof. Donna.

* applicativo, evidenziando e) esperienze pratiche delle aziende per il Bene Comune, e sperimentando f) miglioramenti a metodologie/strumenti in grado di dimostrare che la RIBC è un investimento economico sia per l’azienda che per la società, g) validandole attraverso il Centro Siri.

- Divulgazione, tramite i) le Giornate Siri, h) i seminari di formazione,  rivolti sia ai giovani che agli imprenditori/dirigenti e professionisti (come quello attuale), l) le pubblicazioni

Relazione del Prof. Giorgio Donna, incentrata sulla:

- Attualità della Responsabilità Sociale delle Aziende,  così come emerge dal “Decalogo dell’economia” definito dal G8 dell’Aquila e dalla Enciclica Caritas in Veritate, che ripropone il rapporto tra Etica e Scelte Aziendali attraverso delle domande scomode su:

* i rapporti tra l’azienda ed i fornitori (es. trasparenza su rischi di prodotto, scelta dei sub-fornitori, rispetto termini di pagamento); l’azienda tra breve e lungo termine (es. manutenzione degli impianti, spese per la ricerca, formazione del personale); l’azienda verso i dipendenti (es. premi/punizioni legate alle prestazioni di lavoro, logica clientelare o relazionale, lavoro precario, sicurezza, assenteismo, spreco risorse); l’azienda verso la normativa (es. limitazione al rispetto delle norme e prescrizioni, violazione norme per motivi etici, elusione delle imposte)

gli ambiti fondamentali della tutela dell’ambiente, rapporti di lavoro, sviluppo della comunità

* che cosa è conveniente fare (la prospettiva economica), è lecito fare (la prospettiva giuridica), è giusto fare (la prospettiva etica)

* le chiavi operative, definendo valori e priorità, obblighi e divieti, indicatori, impatto economico,  comunicazione trasparente, comportamenti (da miopia a tensione al futuro, da lassismo a miglioramento continuo, da individualismo a senso di appartenenza, da parrocchialismo a integrazione organizzativa, da autoreferenzialità a orientamento al servizio, da ingordigia a equità, da cinismo a responsabilità sociale)

- definizione di un Modello caratterizzato dai seguenti principi generali, in linea con la Enciclica Caritas in Veritate: la ricerca del profitto (creazione di valore economico) è un obiettivo “sano”, a condizione che venga prodotto nel “rispetto del Bene Comune” e venga utilizzato avendo il “Bene Comune come fine ultimo”.

A tale scopo occorre, in particolare:

1) “Fare bene l’Impresa”, cioè creare durevolmente valore economico.

Beneficiari: tutti gli stakeholders (azionisti, manager, dipendenti, clienti, fornitori, territorio, erario)

Indicatori: di rischio (es. investimenti e soddisfazione clienti) e di coesione sociale (es. divario retributivo, turnover, assenteismo)

Il vizio da evitare: la voracità

2) “Creare valore nel rispetto del Bene Comune”, cioè ricercare, insieme alla creazione di valore economico, benefici dal punto di vista sociale e ambientale (lo sviluppo integrale), non limitandosi al rispetto della legalità

Beneficiari: dipendenti, categorie sociali svantaggiate, territorio

Indicatori: entità degli investimenti per fini sociali e ambientali e relativi benefici realizzati

Il vizio da evitare: il cinismo

3) “Utilizzare il valore creato a vantaggio del Bene Comune”, cioè ad attività o iniziative finalizzate a obiettivi di natura sociale o ambientale

Beneficiari: categorie sociali svantaggiate, territorio e comunità

Indicatori: risorse impiegate al sostegno di tali iniziative e benefici indotti

Il vizio da evitare: l’avarizia

4) “Coniugare valore economico e bene comune”, cioè identificare e promuovere iniziative con significativa valenza sociale/ambientale e che permettono anche di creare valore economico.

Beneficiari: dipendenti, categorie sociali deboli, comunità, territorio

Indicatori: impegno finanziario sostenuto, beneficio sociale  o ambientale , competitività

Il vizio da evitare: la pigrizia

In conclusione  le regole di comportamento per Coniugare Imprenditorialità e Bene Comune sono:

1) Difendere la competitività dell’impresa (evitare l’autolesionismo economico)

2) Affrontare scelte che comportano trade-off tra valore economico e valore sociale e ambientale (minimizzare il cinismo economico)

3) Destinare parte del valore creato a iniziative sul piano sociale e ambientale (elargire generosità)

4) Identificare e promuovere iniziative capaci di coniugare la creazione di valore economico (la competitività dell’impresa) e la creazione di valore sociale/ambientale (imprenditorialità sociale)

- Impieghi del modello

Da strumento di comunicazione della Visione UCID (valori, impegno, risultati, rendicontazione), a strumento di gestione della stessa Visione da parte della azienda, finalizzato a:

- “agire” i valori aziendali, traducendoli in azioni, obiettivi e risultati

- creare e diffondere comittment non solo economico all’interno della compagine aziendale

- contribuire alla definizione di una non generica “strategia” per il Bene Comune

- consentire un più incisivo governo di tale strategia

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