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LE CINQUE C: CORRUZIONE, COMPETITIVITÀ,CIVILTÀ, COSTITUZIONE, CARITÀ

Da un progettodi Marco Vitale e Marco Garzonio – Mercoledì 12, 19 e 26 Maggio 2010 Ore 17,00

La corruzione, con tutti i suoi effetti devastanti, fa parte della storiadell’uomo, ma quando essa occupa spazi troppo vasti e profondi, si ali-menta da ed alimenta conflitti di interesse endemici, si salda con la penetrazione sempre piùincisiva della malavita organizzata nel tessuto sociale ed economico, allora è necessario lan-ciare un grande campanello d’allarme e reagire. Noi pensiamo che questo punto sia statoampiamente raggiunto e superato in Italia, e che ciò che fa più paura non sia tanto la corruzionein se, ma la mancanza di reazione. E’nostra convinzione, suffragata da tanti esempi storici, chequando il male diventa tanto profondo come da noi, la reazione deve diventare comunitaria ecoinvolgere tutti gli uomini di buona volontà e le principali funzioni ed attività economiche,sociali, culturali, religiose. E’un tema troppo serio per lasciarlo solo alla politica, tanto più chela politica sembra, da noi, profondamente disinteressata allo stesso, se non vocata a cavalcarloe ad approfittarne. Abbiamo incominciato a ragionare sulla corruzione e sui suoi effetti e cosìsiamo arrivati alle cinque C. La Corruzione infatti, quando è così diffusa e diremmo accettata,mina la nostra Competitività, internazionale; attacca il nostro modello di Civiltà, che è, fonda-mentalmente, basato sulla fiducia, il rispetto reciproco, l’onestà (“honesty is best policy”) chesta alla base del nostro modello di convivenza; disgrega il pattodemocratico della nostra Costituzione; spegne in noi ogni sentimentodi Carità, riportandoci ad uno stadio primitivo di lotta di tutti contro tutti, perché tre sono “lecose che rimangono: la fede, la speranza e la carità, ma di tutte più grande è la carità” (1 Cor.13). Abbiamo invitato a testimoniare e ragionare insieme (e ci auguriamo che questa riflessionerappresenti solo l’inizio di un lungo cammino) studiosi, testimoni di frontiera che vengono atestimoniare personalmente come è difficile vivere ed operare in territori dominati dalla corru-zione saldata con la malavita organizzata e come tale  saldatura sia inevitabile, ed esponentidella vita economica, sociale culturale, religiosa per porre loro una domanda semplice ed essen-ziale: e tu ed il mondo che rappresenti che cosa potete e siete concretamente disposti a fare permigliorare la situazione? Il nostro desiderio ed auspicio è che questi incontri non si riducano aduna denuncia, ma diventino una proposta alla quale ognuno contribuisca per la sua parte e si impegni a portare il proprio granello di sabbia.

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UCID Letter n°3/2010