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La carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro: le politiche attive, le strategie, proposte e percorsi – Roma, 7 maggio 2010

Ieri 7 maggio 2010 si è svolto a Roma il secondo incontro del Comitato Promotore e dei partners della carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro. Il primo incontro si è svolto a Milano presso Assolombarda il 5 ottobre 2009, con la Presidenza della Dott.ssa Diana Bracco. L’Ucid fa parte del Comitato Promotore assieme a Sodalitas, Aidda, Aidaf, Impronta Etica.

L’incontro è stato presieduto da Laura Frati Gucci, Presidente Nazionale Aidda, con interventi istituzionali di Alessandra Servitori, Consigliere Nazionale di Parità del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e di Simonetta Matone, Capo Gabinetto del Ministro per le pari opportunità. Sono seguiti gli interventi dei rappresentanti del Comitato Promotore della Carta: Ruggero Bodo di Sodalitas, Giovanni Scanagatta dell’Ucid, Gioacchino Attanzio di Aidaf, Marisa Parmigiani di Impronta Etica.

Giovanni Scanagatta nel suo intervento ha sostenuto che la Carta per le Pari Opportunità e l’Uguaglianza sul Lavoro ha come obiettivo primario l’impresa nelle sue diverse forme che opera in tutti i campi di attività. Essa costituisce l’attore fondamentale dello sviluppo per la diffusione del bene comune. Giovanni Paolo II, nella grande Enciclica sociale del 1991 Centesimus annus, parlava di economia di impresa, preferendola come definizione all’economia capitalistica o all’economia di mercato.

La Carta mira all’unità e alla coesione nella diversità intesa in senso lato: di genere, di razza, di abilità, di provenienza, di cultura, di religione. A questo riguardo, è utile ricordare che il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, pubblicato nel 2004 dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ora presieduto da un Cardinale del Ghana, afferma che la seconda grande sfida a cui si trova di fronte l’umanità all’inizio del terzo millennio è la comprensione e il governo a livello mondiale delle differenze e delle disuguaglianze che si sono sprigionate con la globalizzazione: sul piano storico, culturale, religioso, delle condizioni e dei modelli di sviluppo economico e sociale.

Si guarda all’impresa soprattutto come comunità di persone che sono unite da un medesimo obiettivo per uno sviluppo sostenibile e giusto nel lungo periodo.  In questa visione,  la persona umana viene posta al centro dei modelli di sviluppo, con i suoi valori di libertà, responsabilità, dignità, creatività.  Non dobbiamo mai dimenticare che il comportamento etico, per essere vero e credibile, deve nascere dal radicamento nella cultura e nella coscienza delle persone che sanno distinguere il bene dal male.

Dal momento del lancio della Carta, l’iniziativa ha saputo svilupparsi in modo soddisfacente, pur nella specificità dei ruoli e delle missioni dei componenti del Comitato Promotore, acquisendo un buon livello di visibilità. Se ci riferiamo ad esempio al motore di ricerca Google, le entrate attuali della Carta si avvicinano alle 400 mila. Un risultato di tutto rispetto che è in linea con gli indicatori di visibilità delle principali associazioni italiane.

A sette mesi dal lancio ufficiale della Carta, le sottoscrizioni volontarie superano la cinquantina di imprese, di cui il 10% circa proveniente dalla nostra associazione di imprenditori cristiani.

In prospettiva, quando il numero delle imprese aderenti alla Carta sarà sufficientemente significativo, emergerà la grande utilità di un’analisi di confronto tra il gruppo delle imprese aderenti alla carta e un gruppo di controllo formato da imprese non aderenti. Sarà possibile, in questo modo, con opportuni strumenti statistici, individuare l’insieme di variabili quantitative e qualitative che discriminano a certi livelli di probabilità i due gruppi dicotomici di imprese. Una base utile per le politiche attive, le strategie, le proposte e i percorsi.

Siamo fermamente convinti che fare impresa in modo eticamente responsabile è fare un patto per la crescita e lo sviluppo del territorio con tutte le sue specificità e vocazioni.

L’Italia, come si legge nel sito internet della Carta per le Pari Opportunità,  è l’ultimo Paese in         Europa per tasso di occupazione femminile (46%) e per tasso di fertilità (1,4 figli per donna). Il traguardo fissato dalla Strategia di Lisbona – 60% di occupazione femminile entro il 2010 – è lontano.

La donna è una risorsa fondamentale per lo sviluppo e non possiamo più permetterci di farne a meno, a partire dalla sua forza e determinazione per uscire dalla crisi. Le donne hanno un modo più pragmatico e diretto per affrontare e risolvere i problemi , più trasparente e meno incline ai compromessi. Proprio quello di cui abbiamo bisogno per uscire dall’attuale crisi e per impostare e avviare un nuovo modello di sviluppo per la diffusione del bene comune.

Il Dott. Scanagatta, al termine del suo intervento, ha presentato le imprese dell’Ucid candidate alla firma della Carta: Telcom Spa di Ostuni; Centro Servizi Impresa Srl di Tito (Potenza); Variazioni Sas di Potenza; Antonio Peretti Spa di Potenza.

Sono seguite le testimonianze delle imprese aderenti, dei rappresentanti dei tavoli di concertazione, gli interventi delle parti sociali.

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UCID Letter n°3/2010