L’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti ha convocato i suoi vertici all’annuale assemblea nazionale che quest’anno si è svolta, con una formula particolare, in terra friulana lo scorso 4 giugno con un seguito di carattere culturale il giorno successivo.
I lavori assembleari si sono svolti presso la Hypo Bank di Tavagnacco (UD), e sono stati trasmessi in diretta web con una cospicua partecipazione a distanza (tra cui anche il Past Presidente Merloni che per motivi personali ha seguito da casa l’assemblea). Importante poiché è stata l’ultima assemblea dell’attuale presidenza nazionale, che ha proceduto ad avviare un processo di transizione in favore della prossima squadra, avendo nominato i cinque saggi per individuare i possibili candidati alla carica di Presidente Nazionale per il triennio 2011-2013.
La sala colma di associati provenienti da ogni parte d’Italia, dopo il saluto di Mons. Bruno Andrea Mazzuccato (arcivescovo di Udine), vi è stata l’intensa introduzione del Card. Salvatore de Giorgi (consulente ecclesiastico nazionale dell’associazione), che ha posto l’accento sulla necessità di affidarsi alla guida divina, ritrovando un nuovo coraggio per uscire con forza dalla crisi, senza farsi scoraggiare dagli eventi negativi.
La corposa ed intesa relazione del Prof. ANGELO FERRO ha illustrato le attività svolte e le attività in programma sino alla fine dell’anno, articolate attraverso i gruppi di lavoro, e contenendo i tre paradigmi essenziali del PARTECIPARE, ACCOMPAGNARE, DISCERNERE.
Il primo punto ha riguardato la realizzazione del nuovo Rapporto UCID Triennale, che rientrerà come volume della collana istituita presso la LEV: per ricostruire una società etica, è necessaria una forte tensione trascendente che si fonda sul dialogo tra Dio e l’uomo, fatto a sua immagine e somiglianza. Il legame tra etica e religione è fondamentale per fondare l’etica delle virtù, rispetto all’etica delle sanzioni e dei premi e, in generale, delle regole.
Il canovaccio presentato ruota intorno a quattro capitoli fondamentali: il primo capitolo sull’internazionalizzazione responsabile per la costruzione del bene comune nell’era della globalizzazione (coordinato da Ferdinando Cavalli). Il secondo capitolo riguarda la responsabilità imprenditoriale per la costruzione del bene comune (Piergiorgio Marino); segue il capitolo sul lavoro come dono e sulle buone pratiche imprenditoriali per la costruzione del bene comune (a cura di Alessandro Crespi). Il quarto capitolo, dedicato al microcredito e alla microfinanza, coordinato dal responsabile del relativo gruppo di lavoro, Manlio d’Agostino. Tutti i quattro capitoli presentano delle chiavi di lettura dei temi trattati alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa e, in particolare, dell’enciclica sociale di Benedetto XVI, Caritas in Veritate.
Dopo i numerosi interventi dei principale attori delle attività nazionali ed internazionale, sono stati diffusi i risultati delle inizitive del Comitato Scientifico presieduto dal Cav. Francesco Merloni e coordinato dal segretario Giuseppe Accorinti. Sono previsti nel corso dell’anno due ulteriori appuntamenti a Roma con il Card. Camillo Ruini il 20 ottobre e a Genova con il Card. Angelo Bagnasco il 19 novembre. Il metodo originale, di avere due relatori, uno espressione del mondo imprenditoriale, l’altro nella Gerarchia Ecclesiastica, ha dimostrato validità sul piano della reciproca conoscenza e di un più valido approfondimento.
Prima di passare alla sessione straordinaria per l’approvazione delle modifica statutarie, con un collegamento video da Shangai, Alberto Carpinetti, Vicepresidente delegato al Movimento Giovanile, ha comunicato che l’esito delle consultazioni territoriali ha espresso unanime consenso in favore di Manlio d’Agostino (definendolo “un pozzo inesauribile di idee proposte e iniziative che ha dimostrato avere la capacità di portare avanti con successo”) che gli è subentrato nella carica. Momento topico ed importante poiché si affianca all’attuale direttivo nazionale, diventando – di fatto – ponte di congiunzione “tra la vecchia e la nuova gestione”.
Il 5 giugno è dedicato alla terza giornata Wojtyla : “Il lavoro come Dono”, che quest’anno svoltosi in Carnia: nello spirito della valorizzazione del ruolo dei Gruppi Regionali dell’Ucid, come fattori trainanti di sviluppo dell’Ucid e della diffusione dei valori del Vangelo e della Dottrina Sociale della Chiesa sul territorio, il Convegno è organizzato assieme al Gruppo Friuli Venezia Giulia, si pone come momento di discussione e di dibattito a livello locale sulla coscienza imprenditoriale nella costruzione del bene comune, soprattutto con riferimento alla “buone pratiche” imprenditoriali nello spirito della testimonianza dei valori cristiani. Si tratta di esempi, da portare a conoscenza di tutti, di come sia possibile coniugare positivamente le esigenze dell’efficienza economica e produttiva dell’impresa e lo sviluppo del territorio. In questi casi l’impresa viene vissuta come una comunità di persone in cui l’autorità è esercitata come servizio per la costruzione del bene comune, con carità e disponibilità. Le persone che lavorano in azienda e le loro famiglie vengono poste al primo posto. Quindi più famiglia e più impresa per rafforzare il tessuto connettivo del territorio. Uno dei pilastri portanti di questo modello è la formazione del capitale umano, indispensabile per offrire prodotti di alta qualità e di eccellenza.
Dopo i rituali saluti dei rappresentanti e delle autorità locali, il coordinatore Alessandro Crespi ha avviato la tavola rotonda con i 5 imprenditori che si sono distinti nella gestione etica dell’organizzazione del lavoro. A Sara Saturno, Antonio Maria Bardelli, Alessandro Pierobon, Carlo Micignat, Martina Felice sono state rivolte le domande del Segretario Nazionale dell’UCID, Giovanni Scanagatta, precedendo il discorso centrale del Presidente Nazionale, di Mario Gollino e di Andrea Ghedina.
A margine delle relazioni sono stati consegnati gli attestati di benemerenza ai cinque imprenditori.
Nel pomeriggio, gli ospiti si sono spostati ad Illegio, per la visita alla mostra “Angeli volti dell’invisibile” dove sono stati ammirati i capolavori di Botticelli, Lippi, Melozzo, Garofalo, Ghirlandaio, Correggio, Veronese, Savoldo, Gentileschi, Bernini, Rubens e Tiepolo.

