Categorized | Attività

Veglia dei lavoratori – 30 aprile 2021 h. 20,30

Quando
30/04/2021
20:30 - 22:30

Categoria


Cari soci, cari amici,

 

con la presente desideriamo condividere l’invito per la veglia di preghiera dei lavoratori, che l’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro e la Parrocchia di Villaggio Primo Maggio organizzano nella serata di venerdì 30 aprile, alle ore 20.30 (nel volantino allegato trovate maggiori dettagli). Come membri dell’Ucid di Rimini, riteniamo importante partecipare a questo evento promosso dalla Diocesi.

Per chi non fosse nelle condizioni di partecipare di persona, è possibile seguire la veglia sul sito Facebook della parrocchia.

 

 

In riferimento alla video-conferenza dello scorso mercoledì, nell’ambito del ciclo “FARE RETE: INSIEME PER RICOSTRUIRE IL NOSTRO PAESE

PARTENDO DAGLI INSEGNAMENTI DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA”, è possibile rivedere il video, tramite il seguente link https://youtu.be/mQ2GmhipZm8.

 

Infine, dal Presidente del Gruppo Marche Remo Fiori riceviamo e volentieri condividiamo la consueta “Pillola settimanale della Dottrina Sociale della Chiesa”.

I lavoratori stranieri e le conseguenze dei flussi migratori

Un altro aspetto meritevole di attenzione, trattando dello sviluppo umano integrale, è il fenomeno delle migrazioni. È fenomeno che impressiona per la quantità di persone coinvolte, per le problematiche sociali, economiche, politiche, culturali e religiose che solleva, per le sfide drammatiche che pone alle comunità nazionali e a quella internazionale.

Nessun Paese da solo può ritenersi in grado di far fronte ai problemi migratori del nostro tempo. Tutti siamo testimoni del carico di sofferenza, di disagio e di aspirazioni che accompagna i flussi migratori. Il fenomeno, com’è noto, è di gestione complessa; resta tuttavia accertato che i lavoratori stranieri, nonostante le difficoltà connesse con la loro integrazione, recano un contributo significativo allo sviluppo economico del Paese ospite con il loro lavoro, oltre che a quello del Paese d’origine grazie alle rimesse finanziarie. Ovviamente, tali lavoratori non possono essere considerati come una merce o una mera forza lavoro. Non devono, quindi, essere trattati come qualsiasi altro fattore di produzione. Ogni migrante è una persona umana che, in quanto tale, possiede diritti fondamentali inalienabili che vanno rispettati da tutti e in ogni situazione. (C.V. n. 62)

L’immigrazione può essere una risorsa, anzichè un ostacolo per lo sviluppo. Nel mondo attuale, in cui si aggrava lo squilibrio fra Paesi ricchi e Paesi poveri e in cui lo sviluppo delle comunicazioni riduce rapidamente le distanze, crescono le migrazioni di persone in cerca di migliori condizioni di vita, provenienti dalle zone meno favorite della terra: il loro arrivo nei Paesi sviluppati è spesso percepito come minaccia per gli elevati livelli di benessere raggiunti grazie a decenni di crescita economica. Gli immigrati, tuttavia, nella maggioranza dei casi, rispondono a una domanda di lavoro che altrimenti resterebbe insoddisfatta, in settori e in territori nei quali la manodopera locale è insufficiente o non disposta a fornire il proprio contributo lavorativo   (COMP n. 297)

L’attenzione delle organizzazioni sindacali verso i lavoratori dei Paesi in via di sviluppo

Il contesto globale in cui si svolge il lavoro richiede anche che le organizzazioni sindacali nazionali, prevalentemente chiuse nella difesa degli interessi dei propri iscritti, volgano lo sguardo anche verso i non iscritti e, in particolare, verso i lavoratori dei Paesi in via di sviluppo, dove i diritti sociali vengono spesso violati. La difesa di questi lavoratori, promossa anche attraverso opportune iniziative verso i Paesi di origine, permetterà alle organizzazioni sindacali di porre in evidenza le autentiche ragioni etiche e culturali che hanno loro consentito, in contesti sociali e lavorativi diversi, di essere un fattore decisivo per lo sviluppo. (C.V. n. 64)

Le istituzioni dei Paesi ospiti devono vigilare accuratamente affinchè non si diffonda la tentazione di sfruttare la manodopera straniera, privandola dei diritti garantiti ai lavoratori nazionali, che devono essere assicurati a tutti senza discriminazioni. La regolamentazione dei flussi migratori secondo criteri di equità e di equilibrio (Carta dei diritti della famiglia art. 12) è una delle condizioni indispensabili per ottenere che gli inserimenti avvengano con le garanzie richieste dalla dignità della persona umana. Gli immigrati devono essere accolti in quanto persone e aiutati, insieme alle loro famiglie, ad integrarsi nella vita sociale (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2241). Nello stesso tempo, per quanto è possibile, vanno favorite tutte quelle condizioni che consentono accresciute possibilità di lavoro nelle proprie zone di origine (Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 66)   (COMP n. 298)

Legenda:

–          COMP – Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa (2004)

–          C.V.   – Enciclica Caritas in Veritate (2009)

–          E.G.  –  Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium (2013)

–          L.S.   –  Enciclica Laudato Sì (2015)

Per approfondimenti:

Compendio dottrina sociale chiesa http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html

Laudato sii http://www.vatican.va/content/dam/francesco/pdf/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si_it.pdf

Evangelii Gaudium : http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html

Caritas in veritate : http://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate.html

 

Cordialmente.

 

Massimo Gennari

Presidente Ucid – Sezione Rimini

 

VegliaLavoro2021

Economia e sociale

Prossimi Impegni

Pubblicazioni

Gallery