{"id":1130,"date":"2020-01-29T23:51:29","date_gmt":"2020-01-29T22:51:29","guid":{"rendered":"http:\/\/ucid.it\/sezionegenova\/?p=1130"},"modified":"2020-01-29T23:51:29","modified_gmt":"2020-01-29T22:51:29","slug":"rassegna-stampa-avvenire-12-gennaio-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezionegenova\/2020\/01\/29\/rassegna-stampa-avvenire-12-gennaio-2020\/","title":{"rendered":"Rassegna Stampa &#8211; Avvenire 12 gennaio 2020"},"content":{"rendered":"<p class=\"abody\"><span class=\"Fid_21\">Evidenze e domande su spirito del capitalismo e suoi rapporti parassitari<\/span><\/p>\n<p class=\"abody\"><span class=\"Fid_0\">Il Novecento ci ha lasciato in eredit\u00e0 un ricco e duro dibattito sul capitalismo. \u00c8 stato qualcosa di pi\u00f9 e di diverso di un dibattito intellettuale o accademico. \u00c8 stato sangue e carne, vita e morte, paradiso e inferno. I critici del capitalismo sono sempre stati molti, ma il capitalismo ha mostrato una sorprendente capacit\u00e0 di adattamento al mutare delle condizioni di contesto. Ha saputo cambiare forme assorbendo le istanze dei suoi critici, e come tutti i grandi imperi \u00e8 stato fatto pi\u00f9 grande e forte dai nemici inglobati nelle proprie truppe e nella propria cultura. \u00c8 cambiato al punto che oggi la stessa parola \u201ccapitalismo\u201d ha perso forza \u2013 la continuo a usare per mancanza di parole migliori. In questi ultimissimi anni, per\u00f2, alcuni cambiamenti globali, drammatici e repentini hanno complicato gli scenari, ma hanno anche fortemente ridotto e semplificato i dibattiti sulla valutazione etica di questo capitalismo. Perch\u00e9 \u00e8 fin troppo evidente che per quanto riguarda alcune variabili fondamentali della vita individuale e sociale, il capitalismo non ha mantenuto le sue promesse di progresso e benessere. Lo stato di salute dei beni comuni, dei beni relazionali e della Terra ci dicono ormai chiaramente e concordemente che esiste una incompatibilit\u00e0 radicale tra la loro salvaguardia e la logica capitalistica. Da queste prospettive, sempre pi\u00f9 decisive, non sta aumentando n\u00e9 la ricchezza delle nazioni n\u00e9 la pubblica felicit\u00e0. Su questo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla di serio da dibattere. Dobbiamo semplicemente cambiare logica, ci servono nuovi paradigmi, e soprattutto dobbiamo fare presto: il tempo \u00e8 scaduto, o siamo in piena \u201czona Cesarini\u201d del pianeta e delle comunit\u00e0 umane.<\/span><\/p>\n<p class=\"abody\"><span class=\"Fid_0\">Il capitalismo ha conosciuto valutazioni molto diverse anche all\u2019interno delle Chiese cristiane e del cattolicesimo. Un tema costante riguardava (e riguarda) la pretesa natura cristiana dello spirito del capitalismo. Che il capitalismo sia in qualche modo \u201ccristiano\u201d \u00e8 tautologico, essendo qualcosa nato e cresciuto in Europa, e dire Europa significava dire, fino a pochi decenni fa, essenzialmente cristianesimo. Da questa prospettiva, \u201ccristiani\u201d erano la modernit\u00e0 e l\u2019illuminismo, ma anche i fascismi e il comunismo. Ma dicendo questo non diciamo nulla. Non aiuta molto, quindi, parafrasando il celebre incipit di \u201cTeologia politica\u201d di Carl Schmitt (1922), affermare che tutti i concetti pi\u00f9 pregnanti della economia moderna sono concetti teologici secolarizzati. Le cose pi\u00f9 interessanti iniziano quando proviamo a porci domande \u201cseconde\u201d: che cosa del cristianesimo \u00e8 entrato nel capitalismo? Che cosa \u00e8 rimasto fuori? Come \u00e8 entrato? La nuova serie di articoli che oggi iniziamo \u00e8 un tentativo di risposta a queste (e altre) domande. Prima per\u00f2 dovremmo prendere coscienza che la storia del rapporto tra cristianesimo ed economia \u00e8 veramente complessa, probabilmente pi\u00f9 complessa di quella che chi ha scritto finora su questo tema ci ha raccontato. Innanzitutto perch\u00e9 le categorie teologiche (cristiane e bibliche) che la<\/span> <span class=\"Fid_0\">modernit\u00e0 ha trasformato, secolarizzandole, in categorie economiche, erano state a loro volta influenzate da categorie economiche. La teologia che ha ispirato l\u2019economia era stata prima ispirata dall\u2019economia. Lavorando in questi anni su economia, Bibbia e teologia, abbiamo scoperto intrecci improbabili e imprevisti tra questi ambiti della vita, e all\u2019inizio con notevole stupore abbiamo affermato pi\u00f9 volte che il primo<\/span> <span class=\"Fid_2\"> homo oeconomicus<\/span> <span class=\"Fid_0\"> \u00e8 stato l\u2019homo<\/span> <span class=\"Fid_2\">religiosus.<\/span> <span class=\"Fid_0\">Il<\/span> <span class=\"Fid_2\">do ut des,<\/span> <span class=\"Fid_0\">prima di essere la regola aurea del commercio, \u00e8 stata la legge ferrea dei sacrifici offerti agli d\u00e8i: \u201cEcco il mio burro: dove sono i Tuoi doni?\u201d, troviamo nel rituale braminico delle offerte al tempio. Molte categorie su cui nella modernit\u00e0 si \u00e8 fondata poco alla volta la scienza economica \u2013 come prezzo, scambio, valore, debito, credito, merito, ordine, dono, tributi, premio, la stessa oikonomia \u2013 sono state ereditate dalla religione e dall\u2019umanesimo medioevale ebraico\u2013cristiano; ma se scaviamo pi\u00f9 in profondit\u00e0, ci accorgiamo che quelle stesse categorie teologico\u2013 religiose si erano a loro volta formate in uno scambio constante con la vita economica delle comunit\u00e0. Alle radici delle societ\u00e0 antiche troviamo monete nei sarcofagi per accompagnare i morti per pagare il prezzo d\u2019ingresso nell\u2019aldil\u00e0, o il linguaggio economico applicato alle colpe, ai debiti,<\/span> <span class=\"Fid_0\">alle penitenze. La stessa Bibbia ebraica e poi i Vangeli e Paolo fanno abbondante uso di immagini e linguaggio economici per parlare della fede. Siamo dentro una contaminazione reciproca, dove non \u00e8 semplice capire chi abbia influenzato chi, n\u00e9 quale sia la direzione del nesso causale.<\/span><\/p>\n<p class=\"abody\"><span class=\"Fid_3\">L<\/span> <span class=\"Fid_0\"> a tesi pi\u00f9 probabile \u00e8 che con la rivoluzione agricola i commerci e le religioni si siano sviluppati insieme, e che il matrimonio tra l\u2019economia e il sacro sia avvenuto naturalmente all\u2019alba delle grandi civilt\u00e0. La nascita e lo sviluppo delle monete sono avvenuti attorno ai templi, furono usate per misurare sacrifici, colpe e meriti, e da l\u00ec il loro uso si \u00e8 via via allargato all\u2019ambito economico profano. Il latino<\/span> <span class=\"Fid_2\">pecus<\/span> <span class=\"Fid_0\"> (gregge) da cui deriva pecunia, indicava primariamente i capi di bestiame offerti nei sacrifici, contati e contabilizzati nei rapporti commer-<\/span> <span class=\"Fid_0\">ciali con la divinit\u00e0. Era il sacro a offrire il necessario contesto di fiducia-fede perch\u00e9 le monete potessero avere il loro corso. Il primo luogo di valorizzazione di \u201ccose\u201d \u2013 animali e piante \u2013 destinate per natura alla morte, fu l\u2019altare: presentarli in offerta rituale li esonerava dalla ordinaria sorte dei mortali. Venendo poi al rapporto tra cristianesimo e capitalismo, dovremmo tenere molto presente che l\u2019etica economica che ha informato di s\u00e9 la<\/span> <span class=\"Fid_2\">christianitas<\/span> <span class=\"Fid_0\"> medioevale era molto pi\u00f9 simile alla cultura economica del tardo Impero romano che ai principi economici dei Vangeli. Vedremo che l\u2019operazione che oggi il capitalismo sta facendo con il cristianesimo (prendere il suo posto), il cristianesimo lo aveva fatto a partire dal IV-V secolo con la religione e l\u2019etica dei romani \u2013 con la sola differenza che nella seconda sostituzione non ci sono stati secoli di persecuzioni e martirio: il Costantino del capitalismo \u00e8 stato Nerone o Erode, perch\u00e9 accolto con entusiasmo fin dal suo primo apparire. Le domande allora si complicano: quale etica economica cristiana sarebbe allora entrata (supposto che sia entrata) nel capitalismo moderno? \u00c8 entrato pi\u00f9 Cicerone o pi\u00f9 il Vangelo, pi\u00f9 l\u2019etica stoica delle virt\u00f9 o quella delle beatitudini?<\/span><\/p>\n<p class=\"abody\"><span class=\"Fid_3\">N<\/span> <span class=\"Fid_0\"> ella nostra ricerca non partiremo n\u00e9 da Max Weber n\u00e9 da Amintore Fanfani o Giuseppe Toniolo, ma da un filosofo tedesco, Walter Benjamin, pi\u00f9 volte incontrato e discusso in questi anni di esplorazioni. In un brevissimo e profetico testo, \u201cIl capitalismo come religione\u201d (1921), diversamente da Schmitt, Benjamin non parla<\/span> <span class=\"Fid_0\">per il capitalismo di \u201csecolarizzazione\u201d delle categorie teologiche, ma di una nuova religione: \u00abIn Occidente il capitalismo si \u00e8 sviluppato parassitariamente sul cristianesi-mo\u2026 Il cristianesimo nell\u2019et\u00e0 della Riforma non ha agevolato il sorgere del capitalismo, ma si \u00e8 tramutato nel capitalismo\u00bb. Qui troviamo due concetti-immagini in tensione. Perch\u00e9 da una parte Benjamin afferma che il capitalismo \u00e8 un parassita del cristianesimo; dall\u2019altra, dice che il cristianesimo \u00e8 diventato, come in una metamorfosi, il capitalismo. Immagini entrambe forti, che, sebbene prese solo come prima approssimazione, ci costringeranno comunque ad esercizi che potranno rivelarsi fruttuosi. Fruttuosi e parziali, fruttuosi perch\u00e9 parziali. Si potrebbero infatti dire altre cose interessanti partendo dalla tesi di Weber o di altri autori pi\u00f9 \u201cclassici\u201d. Il parassita e la metamorfosi sono immagini estreme e quindi molto discutibili. Ma, come spesso (non sempre) accade, se bene usate le metafore estreme possono far vedere aspetti della realt\u00e0 pi\u00f9 generativi delle metafore moderate.<\/span><\/p>\n<p class=\"abody\"><span class=\"Fid_3\">P<\/span> <span class=\"Fid_0\"> er questo prendiamo molto sul serio la tesi di Benjamin, preferendo per\u00f2 la metafora del parassita a quella della metamorfosi. Dalla biologia sappiamo che la metamorfosi consiste nella trasformazione che lo stesso insetto (od organismo) subisce passando dalla fase larvale a quella adulta. Il bruco che diventa farfalla, perch\u00e9 il processo \u00e8 iscritto nel ciclo di vita dell\u2019insetto. Il parassitismo, invece, \u00e8 un fenomeno profondamente diverso, che assume, a sua volta, molte forme. La parola nasce in Grecia per descrivere alcuni comportamenti sociali, quali il godere di benefici senza sostenere costi, come gli approfittatori che si infilavano nei banchetti pubblici. Il parassitismo \u00e8 molto diverso dal mutualismo della simbiosi. La simbiosi \u00e8 un \u201cgioco a somma positiva\u201d, mentre il parassitismo \u00e8 un \u201cgioco a somma zero\u201d, una relazione disarmonica, perch\u00e9 il parassita si nutre a spese dell\u2019ospite, senza reciprocit\u00e0 nei vantaggi. Il parassita, poi, non usa soltanto l\u2019ospite per nutrirsi, ma lo utilizza come propria \u201cnicchia ecologica\u201d cui affida un compito regolativo dei suoi rapporti con l\u2019esterno (il virus non ha l\u2019apparato per la sua riproduzione). In certi casi (chiamati parassitoidi) l\u2019asimmetria \u00e8 radicale e il rapporto finisce con la morte dell\u2019ospite. Perch\u00e9 ai parassiti manca l\u2019intelligenza per capire che uccidere il corpo che li ospita va contro il loro stesso interesse; ma nel corso della loro evoluzione alcuni hanno allungato il loro ciclo di vita presso l\u2019ospite \u2013 lo uccidono pi\u00f9 lentamente: nessun scroccone intelligente vuole la morte degli<\/span> <span class=\"Fid_0\">organizzatori dei banchetti.<\/span> <span class=\"Fid_3\">I<\/span> <span class=\"Fid_0\"> l rapporto tra capitalismo e cristianesimo contiene elementi di tutte queste forme di parassitismo, incluso l\u2019allungamento della vita del suo ospite al fine di continuare a nutrirsene; come contiene altri elementi non catturati dalla metafora del parassita \u2013 ci sono aspetti anche di mutualismo e perfino di figliolanza. La metafora del parassita non ci fa vedere tutto, ma ci consente di scoprire qualcosa di nuovo. Tra le molte possibili forme di parassitismo, il parassitismo del cuculo \u00e8 molto utile come strumento per indagare il nesso cristianesimo\u2013 capitalismo. Il cuculo pratica il parassitismo di cova: depone il suo uovo nel nido di altri uccelli (la capinera o la cannaiola, ad esempio), e l\u2019uccello ospite a sua insaputa lo cova a causa della somiglianza tra quell\u2019uovo estraneo e le sue proprie uova. Alla schiusa, il piccolo del cuculo si sbarazza delle altre uova presenti nel nido rimanendone l\u2019unico occupante. L\u2019uccello madre nutre il piccolo cuculo come fosse un proprio nidiaceo. Uno dei tanti errori di cui si serve la legge della vita. Il capitalismo\u2013 cuculo ha deposto il suo uovo in molti nidi cristiani (cattolici, luterani, calvinisti, anabattisti&#8230;). Non li ha deposti in nidi di altre religioni perch\u00e9 sarebbero stati respinti immediatamente. Il cristianesimo ha allevato l\u2019uovo capitalista perch\u00e9 gli somigliava molto, e questa grande somiglianza dei gusci ha ingannato le madri. Lo hanno covato e protetto per secoli, nel lungo tempo in cui le uova sembravano tutte uguali. Finch\u00e9 solo recentemente, nel tempo della schiusa, quell\u2019uccello diverso e pi\u00f9 grosso sta iniziando a buttare fuori dal nido gli altri uccellini fratellastri. Ma, come in natura, questa madre, ritrovatasi soltanto con questo unico figlio, lo nutre ignara della sostituzione e dell\u2019imbroglio. Perch\u00e9 la vita \u00e8 pi\u00f9 grande, e trasforma in valore ci\u00f2 che dovrebbe morire. Non \u00e8 il figlio della capinera, ma \u00e8 figlio dello stesso bosco.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Evidenze e domande su spirito del capitalismo e suoi rapporti parassitari Il Novecento ci ha lasciato in eredit\u00e0 un ricco e duro dibattito sul capitalismo. \u00c8 stato qualcosa di pi\u00f9 e di diverso di un dibattito intellettuale o accademico. \u00c8 stato sangue e carne, vita e morte, paradiso e inferno. 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