{"id":1170,"date":"2020-04-30T15:32:23","date_gmt":"2020-04-30T13:32:23","guid":{"rendered":"http:\/\/ucid.it\/sezionegenova\/?p=1170"},"modified":"2020-04-30T16:08:15","modified_gmt":"2020-04-30T14:08:15","slug":"lemergenza-coronavirus-esperienza-e-riflessioni-del-gruppo-iren","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezionegenova\/2020\/04\/30\/lemergenza-coronavirus-esperienza-e-riflessioni-del-gruppo-iren\/","title":{"rendered":"L\u2019emergenza Coronavirus: esperienza e riflessioni del Gruppo Iren"},"content":{"rendered":"<p>di Antonio Andreotti Direttore Personale, Organizzazione e Sistemi Informativi Iren SpA<\/p>\n<p>Due premesse.<\/p>\n<p>Il Gruppo Iren \u00e8 un gruppo multi-utility, che opera soprattutto nel Nord-Ovest dell\u2019Italia nei settori della distribuzione dell\u2019energia elettrica e del gas naturale, del ciclo idrico integrato, del servizio ambientale integrato (dallo spazzamento allo smaltimento e al recupero dei rifiuti), della produzione di energia elettrica e di servizi di teleriscaldamento, dei servizi di global service a Enti Locali e Comunit\u00e0, della commercializzazione di gas, energia elettrica e nuovi prodotti per cittadini\/clienti.<\/p>\n<p>Nato dalla funzione di diverse Aziende ex municipalizzate e da successive aggregazioni, ha in forza a fine marzo circa 8.100 dipendenti, di cui circa 4.200 operai.<\/p>\n<p>Da quando \u00e8 emersa la questione coronavirus, nella seconda met\u00e0 di febbraio (con i primi casi che hanno colpito anche il nostro Gruppo in Provincia di Piacenza), ci siamo posti due obiettivi principali: 1) garantire la continuit\u00e0 dei servizi pubblici essenziali da noi gestiti; 2) tutelare la salute e al sicurezza del nostro personale, delle loro famiglie e delle loro comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Per conseguire tali obiettivi abbiamo anzitutto istituito un\u2019Unit\u00e0 di Crisi, con la partecipazione del Management di primo livello, del Servizio Prevenzione e Protezione e Protezione e dei Medici Competenti, e messo a punto progressivamente una serie di misure organizzative e preventive, individuando il personale di cui era richiesta la presenza \u201cfisica\u201d in servizio, quello che poteva operare da remoto e il personale che non rientrava in tali casistiche.<\/p>\n<p>Per il personale cui era richiesta la presenza fisica in servizio (circa il 55%) abbiamo adottato specifiche procedure operative, con l\u2019individuazione di tutte le misure di sicurezza necessarie, e definito gli scenari che si potevano presentare in caso di diffusione del contagio, in modo da garantire sempre i servizi essenziali e la continuit\u00e0 degli adempimenti aziendali.<\/p>\n<p>Per il personale che poteva operare lavorare da remoto abbiamo lavorato su estensione e diffusione di tale modalit\u00e0 di lavoro, consentendone l\u2019utilizzo 5 giorni su 5 alla settimana e passando in un mese da circa 1.000 smart workers agli attuali 3.000.<\/p>\n<p>Per coloro cui non era richiesta la presenza fisica in servizio n\u00e9 potevano operare da remoto, dopo prime azioni emergenziali (concessione di specifici permessi), abbiamo raggiunto un accordo con le Organizzazioni Sindacali che prevede la possibilit\u00e0, una volta smaltite le ferie disponibili, di recuperare le assenze con le ore di straordinario successivamente effettuate o di attingere a un fondo di \u201cferie solidali\u201d, costituito dalle ferie donate volontariamente da dipendenti e da ferie messe a disposizione dall\u2019Azienda nella stessa misura, con la garanzia aziendale di tutelare comunque i casi di bisogno che emergessero. L\u2019accordo, peraltro, \u00e8 stato concepito anche per evitare il ricorso agli ammortizzatori sociali per la sospensione\/riduzione delle attivit\u00e0 che si \u00e8 gi\u00e0 verificata non solo in attivit\u00e0 amministrative-gestionali, ma anche operative, in modo da lasciare pi\u00f9 risorse pubbliche a settori maggiormente in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 da subito emerso che per attuare le misure organizzative e preventive di cui sopra e assicurare i servizi e la continuit\u00e0 aziendale sono fondamentali la responsabilit\u00e0 individuale e il coinvolgimento sia dei singoli sia delle Organizzazioni sindacali.<\/p>\n<p>A tal fine si \u00e8 svolta una capillare attivit\u00e0 di informazione e formazione, istituendo ad esempio un\u2019apposita casella di posta elettronica per la segnalazione di casi e la gestione delle domande, e sono stati istituiti in tutti i Territori in cui opera il Gruppo i Comitati previsti dal Protocollo Governo\/Parti sociali del 14 marzo 2020, avviando un costante e costruttivo confronto.<\/p>\n<p>In altri termini, non basta \u201cimporre\u201d il rispetto delle norme, occorre cercare di farle il pi\u00f9 possibile comprendere, lavorando sul concetto imprescindibile di bene comune.<\/p>\n<p>Stiamo attraversando un\u2019esperienza nuova, difficile, che per\u00f2 ci sta facendo comprendere l\u2019importanza di quanto stiamo facendo e ci costringe a individuare modalit\u00e0 organizzative che non si ritenevano possibili, in particolare per quanto riguarda il lavoro da remoto.<\/p>\n<p>Se \u00e8 evidente che il lavoro da remoto \u00e8 una tendenza inarrestabile, \u00e8 altrettanto chiaro che non si pu\u00f2 parlare di \u201csmart working\u201d se non si ripensano processi di lavoro, relazioni capi\/collaboratori e approccio al lavoro da parte dei singoli e che la tecnologia \u00e8 un fattore abilitante necessario ma non sufficiente.<\/p>\n<p>L\u2019aver gi\u00e0 dotato tutto il personale di smartphone, sviluppando numerose \u201capp\u201d di uso comune, e l\u2019aver gi\u00e0 maturato una significativa esperienza sullo smart working ci ha consentito di affrontare l\u2019emergenza senza rilevanti cali di produttivit\u00e0 e qualit\u00e0 in tutti i settori, ma ci ha fatto anche comprendere che occorre ulteriormente accelerare il programma di digitalizzazione e cambiamento culturale in atto, concentrandoci ad es. sulla dematerializzazione dei processi.<\/p>\n<p>Il distanziamento sociale e le limitazioni ai movimenti cui siamo tenuti, inoltre, ci hanno fatto capire con forza quanto i contatti diretti siano insostituibili per costruire la \u201ccomunit\u00e0 aziendale\u201d e che l\u2019utilizzo dello smart working non deve essere un fine, ma \u00e8 \u201csolo\u201d uno dei mezzi da utilizzare per migliorare competitivit\u00e0 aziendale e qualit\u00e0 della vita e dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>L\u2019adesione che si \u00e8 avuta al fondo ferie solidali, a partire dai dirigenti, dimostra che il nostro grande patrimonio \u00e8 proprio la \u201ccomunit\u00e0 aziendale\u201d, cementata da valori e storie condivise.<\/p>\n<p>Ci prepariamo ora alla c.d. Fase 2 con grande attenzione, avendo chiari gli obiettivi e il percorso che ci attende, anche se non \u00e8 possibile prevedere quando e come finir\u00e0 l\u2019emergenza e tutti gli impatti che ne saranno derivati, non solo per il Gruppo ma per tutta la Comunit\u00e0 nazionale e internazionale..<\/p>\n<p>\u201cDopo\u201d saremo sicuramente diversi e (speriamo) pi\u00f9 attenti all\u2019essenziale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Andreotti Direttore Personale, Organizzazione e Sistemi Informativi Iren SpA Due premesse. 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