{"id":1224,"date":"2021-01-28T14:29:05","date_gmt":"2021-01-28T13:29:05","guid":{"rendered":"http:\/\/ucid.it\/sezionegenova\/?p=1224"},"modified":"2021-01-28T14:40:57","modified_gmt":"2021-01-28T13:40:57","slug":"riflessioni-su-enciclica-fratelli-tutti-di-papa-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezionegenova\/2021\/01\/28\/riflessioni-su-enciclica-fratelli-tutti-di-papa-francesco\/","title":{"rendered":"Riflessioni su Enciclica &#8220;Fratelli tutti&#8221; di Papa Francesco"},"content":{"rendered":"<p><strong>Innanzitutto sono riconoscente a Papa Francesco per il dono di questa Enciclica <em>\u201cFratelli tutti\u201d,<\/em> focalizzata sulla <em>\u201cfraternit\u00e0 e amicizia sociale\u201d,<\/em> che ci fa capire la situazione in cui viviamo ma specialmente il modo con cui migliorarla.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Anche per questa enciclica Papa Francesco si ispira in particolare alle opere di San Francesco verso i poveri e gli emarginati, come per la precedente enciclica \u201c<em>Laudato si\u201d<\/em> nei confronti della natura, seguendo gli insegnamenti di Ges\u00f9 Cristo, con particolare riguardo alla parabola del \u201cbuon samaritano\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019 enciclica inizia evidenziando le attuali <em>\u201combre di un mondo chiuso che ostacolano lo sviluppo della fraternit\u00e0 universale (Par. 9), <\/em>riguardanti <em>\u201cle ideologie di diversi colori,..la mancanza di speranza,&#8230; gli sprechi,\u2026la mancanza di figli,\u2026il razzismo,\u2026regole economiche per la crescita ma non per lo sviluppo umano integrale,..diritti umani non sufficientemente universali (donne, schiavit\u00f9),\u2026guerre, conflitti, muri anzich\u00e9 incontri,\u2026pandemie e mancata tutela dell\u2019ambiente,\u2026migrazioni,\u2026apparenza di \u00a0socievolezza dei rapporti digitali anzich\u00e9 amicizia, fanatismi, incapacit\u00e0 di ascolto,..prevaricazione Paesi forti su Paesi poco sviluppati,\u2026speculazione finanziaria,..asservimento dei media ai potenti. (Par. da 10 a 53)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u201cMalgrado queste dense ombre\u201d..<\/em><\/strong><strong>il Papa <em>\u201cdesidera dare voce a tanti percorsi di speranza\u201d (Par 54)<\/em> che gi\u00e0 esistono e che, anche attraverso le <em>\u201cbuone pratiche\u201d<\/em> <em>(Par.177),<\/em> servono a <em>\u201cpensare e generare un nuovo mondo aperto\u201d<\/em> <em>(Titolo Cap. Terzo),<\/em> che persegua la <em>\u201ccarit\u00e0\u201d<\/em> attraverso i due principi inseparabili della<em> \u201csolidariet\u00e0\u201d e \u201csussidiariet\u00e0\u201d (Par. 187) <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Infatti<em> \u201cl\u2019affermazione che come esseri umani siamo tutti fratelli e sorelle\u2026 ci pone una serie di sfide che ci muovono, ci obbligano ad assumere nuove prospettive e a sviluppare nuove proposte\u201d (Par.128)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Ovviamente non ho la pretesa n\u00e9 di sintetizzare i contenuti della enciclica, anche perch\u00e9 questo \u00e8 gi\u00e0 stato fatto nella <em>\u201cguida alla lettura\u201d<\/em> iniziale, n\u00e9 di fare delle valutazioni di merito sulla stessa, ma mi ripropongo solo di evidenziare alcune riflessioni per cercare di capire come questo nuovo mondo potrebbe essere realizzato ed in questo modo cercare di sostenere la validit\u00e0 della stessa enciclica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>LE MODALITA\u2019<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come primo passo, seguendo la successione dei diversi capitoli, ho cercato di individuare le modalit\u00e0 che l\u2019Enciclica invita a \u00a0seguire, evidenziando i passaggi che ritengo maggiormente significativi per rappresentare con le parole del Papa le \u201c<em>nuove prospettive e proposte<\/em>\u201d, suffragate dai \u201c<em>percorsi di speranza<\/em>\u201d indicati dalla stessa enciclica. Questi passaggi, che ho integrato con esempi di \u201c<em>buone pratiche<\/em>\u201d riscontrabili nella realt\u00e0, sono riportati in corsivo con riferimento ai paragrafi che li contengono, segnalando anche altri paragrafi consultabili sugli stessi temi. Le modalit\u00e0 sono state raggruppate per i singoli soggetti chiamati a seguirle, attraverso i principi di \u201c<em>solidariet\u00e0\u201d<\/em> e <em>\u201csussidiariet\u00e0\u201d<\/em>, identificabili in: singole persone, imprenditori, politici e comunit\u00e0. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le singole persone sono invitate, secondo le <em>\u201cnuove prospettive e proposte\u201d, <\/em>a perseguire la <em>\u201csolidariet\u00e0\u201d<\/em> nei confronti dei poveri sofferenti, ad imitazione del buon samaritano, senza limitarsi al prossimo vicino ma estendendola a tutti gli uomini come \u201c<em>cittadini del nostro paese e del mondo\u201d <\/em>e mirando alla <em>\u201cricostruzione di un nuovo ordine politico e sociale\u201d(Par. 66). <\/em>Per\u00f2 non<em> \u201cda soli, individualmente\u201d<\/em>, essendo consapevoli che questa solidariet\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 efficace se realizzata insieme ad altri, in quanto anche il samaritano <em>\u201ccerc\u00f2 un affittacamere\u201d<\/em> <em>(Par. 78)<\/em> e lo ricompens\u00f2 con <em>\u201ddue denari\u201d(Par. 56).<\/em> <em>(V. anche Par. 59, 77, 80, 86). <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Come <em>\u201cpercorsi di speranza\u201d<\/em> vengono segnalati dalla enciclica gli esempi di coloro che nella <em>\u201crecente pandemia\u201d<\/em> hanno dato<em>\u201cil dono della vita\u201d, <\/em>oltre a coloro che <em>\u201clavorano per fornire servizi essenziali e sicurezza\u201d<\/em>, compresi i <em>\u201cvolontari, sacerdoti, religiose\u201d<\/em> <em>(Par. 54). <\/em>Credo quindi siano anche significativi come <em>\u201cbuone pratiche\u201d<\/em> tutti gli aiuti, materiali o in denaro, che i singoli volontariamente destinano ai bisognosi, prossimi e lontani, colpiti da questa e altre calamit\u00e0, come inondazioni o terremoti, sia direttamente, come il buon samaritano, sia indirettamente tramite le tasse alle Istituzioni ed i contributi alle organizzazioni caritative. Tra queste organizzazioni ha un\u00a0 ruolo rilevante la Caritas che, a livello nazionale e internazionale, integra gli interventi pubblici di emergenza effettuati dai politici tramite le Istituzioni (es. protezione civile, sistema sanitario, forze dell\u2019ordine, vigili del fuoco), specialmente nei confronti delle persone bisognose che le stesse Istituzioni non riescono a raggiungere.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli imprenditori, dei quali la enciclica riconosce la \u201c<em>nobile vocazione, orientata a produrre ricchezza e migliorare il mondo per tutti\u201d(Par.123), <\/em>sono invitati a realizzare la <em>\u201csolidariet\u00e0\u201d<\/em> secondo le seguenti <em>\u201cprospettive e proposte\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; Innanzitutto essi, secondo il \u201c<em>principio della destinazione universale dei beni creati\u201d<\/em> (Par. 120), devono \u201c<em>fare crescere i beni e aumentare la ricchezza\u201d, <\/em>da mettere per\u00f2 a disposizione di tutti, specialmente per il<em> \u201csuperamento della miseria\u201d <\/em>attraverso la<em> \u201ccreazione di opportunit\u00e0 di lavoro\u201d (Par. 123), <\/em>in quanto<em> \u201caiutare i poveri con il denaro dev\u2019essere sempre un rimedio provvisorio per fare fronte alle emergenze\u201d(Par. 162).<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>A questo riguardo si pu\u00f2 ritenere che i <em>\u201cpercorsi di speranza\u201d<\/em> vengano realizzati dalle imprese che producono beni e servizi indispensabili per soddisfare i bisogni di tutti i soggetti (persone, comunit\u00e0, istituzioni e gli stessi imprenditori) per lo svolgimento delle loro attivit\u00e0. Per farlo queste imprese possono seguire delle <em>\u201cbuone pratiche\u201d<\/em> che creano ricchezza e non la distruggono con le perdite, per un principio di sana gestione che persegue la cos\u00ec detta sostenibilit\u00e0 economica. In questo modo si evita che le persone e le comunit\u00e0, con i loro risparmi, e le istituzioni, con la spesa pubblica finanziata attraverso le tasse, debbano coprire queste perdite, riducendo le loro risorse che altrimenti potrebbero essere destinate ad atti di solidariet\u00e0. Inoltre le imprese devono creare lavoro, anche se possono effettuare degli interventi caritativi, in modo da combattere effettivamente la miseria, senza approfittare di questa miseria per sfruttare i lavoratori dei territori dove sono localizzati i siti produttivi, ma realizzando investimenti duraturi che perseguono la solidariet\u00e0 attraverso lo sviluppo economico. In effetti la delocalizzazione produttiva dai paesi sviluppati in quelli in via di sviluppo e poveri, conseguente alla mondializzazione della economia, ove effettuata in logica di investimento e non predatoria, ha incrementato il patrimonio di conoscenze di molti lavoratori e quindi la possibilit\u00e0 di migliorare il loro livello di vita. Lo dimostrano molti casi, che stanno aumentando a mano a mano che cresce la consapevolezza, anche per la presa di posizione di molti economisti d\u2019impresa in tale senso, che c\u2019\u00e8 un vantaggio per le imprese e per i soggetti coinvolti (gli stakeholder) dalla creazione di valore economico in seguito a questi investimenti. Mi limiter\u00f2 a citare il caso del fondatore della Microsoft, per i benefici apportati al lavoro di moltissime persone dalle innovazioni informatiche della sua azienda, oltre che per le attivit\u00e0 filantropiche a livello mondiale nel campo della sanit\u00e0, dei cambiamenti climatici, dell\u2019istruzione e dello sviluppo. Inoltre, tra i casi positivi divulgati dalla UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti), segnalo quello dei Responsabili della Ariston, che hanno stabilito degli accordi con le comunit\u00e0 dei loro siti produttivi per la valorizzazione e la tutela del territorio, ed in particolare per la applicazione anche ai lavoratori degli stabilimenti situati nei paesi extracomunitari delle stesse condizioni contrattuali che tutelano i lavoratori negli stabilimenti italiani, anche se pi\u00f9 favorevoli di quanto stabilito dalle leggi locali.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; In secondo luogo gli imprenditori sono chiamati a rispettare \u201c<em>i diritti dei popoli<\/em>\u201d, la <em>\u201cdignit\u00e0 dei poveri\u201d<\/em> e \u201c<em>l\u2019ambiente<\/em>\u201d, che sono \u201c<em>al di sopra della libert\u00e0 d\u2019impresa e di mercato\u201d (Par. 122), a<\/em> sviluppare \u201c<em>un\u2019economia pi\u00f9 attenta ai principi etici\u201d (Par. 170) <\/em>ed a <em>\u201cdare ad ognuno il suo\u201d.(Par. 171).<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>I <em>\u201cpercorsi di speranza\u201d<\/em> che si possono individuare riguardano gli imprenditori che gestiscono le loro imprese secondo principi etici, favorendo la creazione di maggiore ricchezza per se e per tutti i soggetti che sono coinvolti dalle stesse imprese (i cos\u00ec detti stakeholder). Per farlo gli imprenditori possono seguire delle <em>\u201cbuone pratiche\u201d<\/em> mirate a realizzare ulteriore valore economico condiviso (Shared value) tra le imprese ed i loro stakeholder, perseguendo la cos\u00ec detta sostenibilit\u00e0 sociale e ambientale, oltre a quella economica prima evidenziata, come sostenuto anche da un numero crescente di economisti d\u2019impresa e dalla evoluzione legislativa in tale senso da parte delle istituzioni nazionali e specialmente europee. Ci\u00f2 avviene in particolare valorizzando e compensando equamente secondo contratto i dipendenti, rispettando gli accordi con i fornitori, chiedendo ai clienti prezzi in linea con la qualit\u00e0 dei beni forniti, ma anche contribuendo tramite le tasse alla copertura dei costi delle prestazioni fornite dalle Istituzioni ed infine rispettando l\u2019ambiente e salvaguardando le risorse naturali, anche per le future generazioni. A questo riguardo si pu\u00f2 ricordare il famoso caso storico della Olivetti per l\u2019attenzione ai suoi dipendenti ed al territorio. Nel presente si possono citare altri casi di imprese, gestite da imprenditori e dirigenti responsabili, anche essi divulgati dalla UCID, come quello del Gruppo Chiesi, dove vengono in particolare tutelate le donne, che costituiscono circa il 52% dei dipendenti, della Coelmo, per la valorizzazione delle capacit\u00e0 dei dipendenti, e della IREN, per la tutela dell\u2019ambiente. Inoltre, seguendo questi principi etici, aumenta anche la possibilit\u00e0 di partecipazione alla attivit\u00e0 aziendale da parte dei lavoratori e di altri soggetti coinvolti (gli stakeholder), in linea con il principio di <em>\u201csussidiariet\u00e0\u201d. <\/em>Lo dimostrano le esperienze di cogestione attuate da molte imprese tedesche, ispirate alla economia sociale di mercato, ed il sempre maggiore coinvolgimento di tutti gli stakeholder nelle attivit\u00e0 delle imprese con una gestione volta al bene comune, sulla base dei contratti con alcuni (es. dipendenti, clienti, fornitori) o accordi con altri (es. comunit\u00e0 del territorio), anche andando se necessario oltre il rispetto delle leggi emanate dalle Istituzioni. Da segnalare infine il recente Patto di Assisi con giovani economisti, imprenditori, lavoratori e dirigenti di azienda, promosso da Papa Francesco per la individuazione della nuova Economy of Francesco, ispirata anche da questa enciclica, attraverso gli approfondimenti su 12 tematiche, che riguardano anche la micro economia delle imprese.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>I politici, la cui funzione, svolta attraverso le istituzioni pubbliche, deve essere rivalutata come <em>\u201caltissima vocazione\u201d,<\/em> in quanto \u201c<em>\u00e8 una delle forme pi\u00f9 preziose della Carit\u00e0, perch\u00e9 ricerca il bene comune\u201d (Par. 180), <\/em>come si pu\u00f2 dedurre anche dal notevole spazio loro riservato nella enciclica, che comporta quindi anche la segnalazione di molti passaggi della stessa enciclica<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; Con le risorse rese disponibili per le Istituzioni dalle tasse corrisposte dalle persone e imprese, i politici vengono innanzitutto chiamati a perseguire la <em>\u201csolidariet\u00e0 \u201c<\/em>che, con le parole della enciclica<em> \u201c \u00e8 molto di pi\u00f9 che alcuni atti di generosit\u00e0 sporadici\u201d <\/em>in quanto occorre \u201c<em>agire contro le cause strutturali della povert\u00e0: lavoro, terra, casa, e diritti\u201d(Par. 116), anche per \u201cevitare le migrazioni\u201d (Par. 129).<\/em> E\u2019 importante applicare il<em> \u201cconcetto della piena cittadinanza, che si basa sull\u2019uguaglianza dei diritti e dei doveri\u201d(Par. 131). \u201cDa una parte\u2026si richiede di sviluppare l\u2019economia, facendo fruttare le potenzialit\u00e0 di ogni regione e assicurando cos\u00ec un\u2019equit\u00e0 sostenibile\u2026Dall\u2019altra i piani assistenziali che\u2026si dovrebbero considerare solo come risposte provvisorie\u201d (Par. 161). <\/em>A tale scopo<em> \u201c\u00e8 necessario far crescere non solo una spiritualit\u00e0 della fraternit\u00e0<\/em> <em>ma nello stesso tempo un\u2019organizzazione mondiale pi\u00f9 efficiente\u201d(Par. 165), <\/em>in quanto \u201c<em>il mercato non risolve tutto\u2026Da una parte \u00e8 indispensabile una politica economica attiva, orientata a promuovere un\u2019economia che favorisca la diversificazione produttiva e la creativit\u00e0 imprenditoriale, perch\u00e9 sia possibile aumentare i posti di lavoro\u201d, <\/em>evitando le<em> \u201cspeculazioni finanziarie\u201d\u2026.D\u2019altra parte, senza forme interne di solidariet\u00e0 e di fiducia reciproca, il mercato non pu\u00f2 pienamente espletare la propria funzione economica<\/em>\u201d <em>(Par. 168)<\/em>. Occorre \u201c<em>una sana politica, capace di riformare le istituzioni, coordinarle e dotarle di buone pratiche\u201d (Par. 177), <\/em>anche per <em>\u201c favorire la creazione di quel bel poliedro dove tutti trovano un posto\u201d(Par. 190) (V. anche Par. 124, 126, 162, 164, 186, 188, 189, 196, 197)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Come <em>\u201cpercorso di speranza\u201d<\/em> viene evidenziata la piena integrazione degli immigrati europei ed in particolare italiani avvenuta ad es. negli\u00a0 Stati Uniti d\u2019America (USA) e in Argentina attraverso il riconoscimento della <em>\u201ccittadinanza\u201d<\/em>, in quanto, come ricorda l\u2019enciclica <em>\u201cgli immigrati, se li si aiuta ad integrarsi, sono una benedizione, una ricchezza e un nuovo dono che aiuta una societ\u00e0 a crescere\u201d (Par. 135). <\/em>Relativamente alle<em> \u201cbuone pratiche\u201d,<\/em> da segnalare che il diritto di cittadinanza esiste solo all\u2019interno degli stati nazionali e consente di norma alla popolazione di usufruire delle tre classiche funzioni pubbliche individuate dal Musgrave: la funzione allocativa dei servizi pubblici per tutti (es. scuola, sanit\u00e0, previdenza, cio\u00e8 welfare), quella distributiva dei redditi, a favore dei pi\u00f9 poveri, ed infine quella di stabilizzazione, per il controllo della inflazione ma anche per il contrasto a situazioni di crisi attraverso investimenti pubblici. Questo diritto \u00e8 presente negli Stati democratici come quelli europei, dove la popolazione, dopo molteplici lotte, ha potuto approvare costituzioni che, attraverso un patto sociale, assicurano ai cittadini il diritto usufruire di queste prestazioni pubbliche, a fronte di doveri, tra i quali la corresponsione alle Istituzioni di tasse proporzionali ai redditi. Ma anche nelle federazioni di Stati, come ad es. quella degli USA, le popolazioni degli Stati membri hanno analoghi diritti e doveri, anche se distribuiti tra il livello nazionale e quello federale per la esistenza di una doppia cittadinanza, nazionale e sovranazionale, garantita da una Costituzione Federale. Invece nella Unione Europea, dove manca una costituzione federale che riconosca una completa cittadinanza europea, la solidariet\u00e0 tra Stati si realizza di volta in volta solo se ci sono decisioni unanimi degli stati membri,\u00a0 come dimostra la recente approvazione degli aiuti economici del Next Generation EU per contrastare gli effetti della emergenza coronavirus, condizionata appunto dal diritto di veto degli Stati. Infine, nel caso di Stati senza legami istituzionali tra di loro, anche se membri delle Nazioni Unite, vale solo la solidariet\u00e0 volontaria di ogni Stato, specialmente per aiuti in situazioni di emergenza: es. terremoti, inondazioni, guerre. Ricordo a questo proposito il Piano Marshall che gli USA realizzarono dopo la seconda guerra mondiale per aiutare gli stati dell\u2019Europa Occidentale a risollevarsi dalla povert\u00e0, avendo per\u00f2 anche loro dei vantaggi, in quanto assicurarono l\u2019occupazione ai loro soldati di ritorno dal fronte, finanziarono gli aiuti con nuova moneta che rest\u00f2 in Europa per i pagamenti internazionali, senza causare inflazione o nuove tasse per gli USA, ed evitarono che i paesi dell\u2019Europa Occidentale finissero sotto l\u2019influenza dell\u2019Unione Sovietica (metodo da tenere presente per un eventuale Piano Marshall Europeo per l\u2019Africa). Da segnalare infine ancora il gi\u00e0 citato Patto di Assisi con giovani economisti, imprenditori, lavoratori e dirigenti di azienda, promosso da Papa Francesco per la individuazione della nuova Economy of Francesco, ispirata anche da questa enciclica, attraverso gli approfondimenti su 12 tematiche che riguardano anche la macro economia relativa alle politiche economiche delle Istituzioni pubbliche.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; In secondo luogo i politici vengono invitati a perseguire la <em>\u201csussidiariet\u00e0\u201d,<\/em> che \u201c<em>garantisce la partecipazione e l\u2019azione delle comunit\u00e0 e organizzazioni di livello minore\u201d (Par. 175),<\/em> con modalit\u00e0 differenziate tra le due dimensioni\u00a0 in cui viene usualmente distinta: orizzontale e verticale,<\/strong><\/p>\n<p><strong>* Per quanto riguarda la <em>\u201csussidiariet\u00e0\u201d <\/em>orizzontale<em>,<\/em> che tutela la autonomia ed il ruolo dei corpi intermedi che rappresentano le singole persone, la comunit\u00e0 e le imprese, le <em>\u201cprospettive e proposte\u201d<\/em> invitano i politici a salvaguardare il <em>\u201cgoverno del popolo\u201d<\/em> attraverso la <em>\u201cdemocrazia\u201d (Par. 157),<\/em> dando spazio alla <em>\u201cpartecipazione sociale, politica ed economica in modalit\u00e0 tali che includano movimenti popolari e animino le strutture di governo locali, nazionali e internazionali.(Par. 169). \u201cQuello che occorre \u00e8 che ci siano diversi canali di espressione e di partecipazione sociale. L\u2019educazione \u00e8 al servizio di questo cammino\u201d (Par. 187) .<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Relativamente ai <em>\u201cpercorsi di speranza\u201d<\/em> l\u2019enciclica ribadisce l\u2019importanza dei <em>\u201cmovimenti popolari che aggregano disoccupati, lavoratori precari e informali e tanti altri che non rientrano facilmente nei canali gi\u00e0 stabiliti. In realt\u00e0, essi danno vita a varie forme di economia popolare e di produzione comunitaria\u201d (Par. 169)<\/em> Al riguardo credo che come <em>\u201cbuone pratiche\u201d<\/em> si possono annoverare le ONG (Organizzazioni non governative), ricordando che l\u2019ONU attraverso l\u2019ECOSOC (Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite) pu\u00f2 accreditare le ONG (attualmente sono 5451) per assumere uno status consultivo che consenta loro di partecipare a conferenze ed eventi internazionali, organizzare eventi, fare rete e lobby. Da parte sua la UE demanda alle ONG diversi aiuti umanitari per lo sviluppo, l\u2019ambiente, la ricerca e innovazione, finanziandoli tramite il fondo sociale europeo. Possono inoltre essere considerate le organizzazioni che rappresentano la societ\u00e0 civile riconosciute negli Stati o Federazioni democratiche, ed in particolare la Chiesa Cattolica per la importante funzione sociale che svolge. Per quanto riguarda la <em>\u201cpartecipazione sociale, politica ed economica<\/em>\u201d ad ogni livello di queste organizzazioni, come richiesto dalla enciclica, le esperienze positive si ritrovano sempre nelle istituzioni democratiche, sia nazionali che sovranazionali, come le federazioni, esistenti prevalentemente nei paesi occidentali.<\/strong><\/p>\n<p><strong>* Per la \u201c<em>sussidiariet\u00e0 verticale\u201d<\/em> i poteri e le risorse vengono assegnati ai diversi livelli di governo della societ\u00e0, differenziandoli sulla base della possibilit\u00e0 di risolvere i problemi da parte di ogni livello e privilegiando quelli pi\u00f9 vicini ai cittadini. A tale riguardo l\u2019enciclica ritiene che:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Per la promozione dello sviluppo sostenibile a livello internazionale, \u201c<em>In un mondo interconnesso per la globalizzazione abbiamo bisogno che un ordinamento mondiale giuridico, politico ed economico che incrementi e orienti la collaborazione internazionale verso lo sviluppo solidale di tutti i popoli\u201d(Par. 138). <\/em>Si forma cos\u00ec un<em> \u201cpoliedro\u201d, <\/em>dove si ribadisce che<em> \u201cil tutto \u00e8 pi\u00f9 delle parti, ed \u00e8 anche pi\u00f9 della loro semplice somma\u201d(Par. 145). <\/em>In particolare<em> \u201cper i Paesi piccoli o poveri si apre la possibilit\u00e0 di raggiungere accordi regionali con i vicini, che permettono loro di trattare in blocco\u201d. <\/em>Infatti<em> \u201cOggi nessun o Stato nazionale isolato \u00e8 in grado di assicurare il bene comune della propria popolazione\u201d(Par. 153). <\/em>Diventa cos\u00ec<em> \u201cindispensabile lo sviluppo di istituzioni internazionali pi\u00f9 forti ed efficacemente organizzate,\u2026 dotate del potere di sanzionare\u201d <\/em>A tale scopo<em> \u201csi dovrebbe prevedere di dare vita a organizzazioni mondiali pi\u00f9 efficaci, dotate di autorit\u00e0 per assicurare il bene comune mondiale, lo sradicamento della fame e della miseria e la difesa certa dei diritti umani universali\u201c(Par. 172). <\/em>Si devono costruire<em> \u201ccomunit\u00e0 nei diversi livelli della vita sociale, in ordine a riequilibrare e riorientare la globalizzazione\u201d(Par. 182). (V. anche Par.141, 146, 149, 151, 171, 173)<\/em><\/strong><\/li>\n<li><strong>Per assicurare la pace ed evitare le guerre, dato che \u201c<em>la pace reale e duratura \u00e8 possibile solo a partire da un\u2019etica globale di solidariet\u00e0 e cooperazione al servizio di un futuro modellato dall\u2019interdipendenza e dalla corresponsabilit\u00e0 nell\u2019intera famiglia umana\u201d (Par.. 127). <\/em>A tale fine<em> \u201cSi deve sostenere l\u2019esigenza di tenere fede agli impegni sottoscritti &#8230;. Ci\u00f2 richiede di potenziare gli strumenti normativi per la soluzione pacifica delle controversie\u201d\u2026<\/em>tra i quali<em> \u201cvanno favoriti gli accordi multilaterali tra gli Stati\u201d <\/em>rispetto a quelli<em> \u201cbilaterali\u201d(Par. 174). <\/em>In particolare,<em> \u201cPoich\u00e9 si stanno ricreando nuovamente le condizioni per la proliferazione di guerre\u201d <\/em>che sono la<em> \u00a0\u201cnegazione di tutti i diritti e una drammatica aggressione all\u2019ambiente&#8230; Se si vuole un autentico sviluppo umano integrale per tutti\u2026bisogna assicurare il dominio incontrastato del diritto e l\u2019infaticabile ricorso al negoziato, ai buoni uffici e all\u2019arbitrato , come proposto dalla Carta delle Nazioni Unite, vera norma giuridica fondamentale\u201d (Par.257). <\/em>Viene constatato che<em>\u201cOgni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato. La guerra \u00e8 il fallimento della politica e dell\u2019umanit\u00e0, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male\u201d (Par.261). <\/em>In particolare, riprendendo anche quanto gi\u00e0 sostenuto da Papa Paolo VI nella enciclica Populorum Progressio<em>\u201d La crescente interdipendenza e la globalizzazione significano che qualunque risposta diamo alla minaccia delle armi nucleari, essa debba essere collettiva e concertata\u2026. e con il denaro che si impiega nelle armi e in altre spese militari costituiamo un Fondo mondiale per eliminare finalmente la fame e per lo sviluppo dei Paesi pi\u00f9 poveri<\/em> \u201c<em>(Par. 262).<\/em> <em>(V. anche Par. 258, 259)<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Come <em>\u201cpercorsi di speranza\u201d<\/em> vengono citate le Nazioni Unite (ONU), il cui <em>\u201ccompito .\u2026a partire dai postulati del preambolo e dei primi articoli della sua Carta costituzionale , pu\u00f2 essere visto come lo sviluppo e la promozione della sovranit\u00e0 del diritto\u201d. <\/em>Ma <em>\u201c Occorre evitare che questa organizzazione sia delegittimata, perch\u00e9 i suoi problemi e le sue carenze possono essere affrontati e risolti congiuntamente\u201d (Par. 173)<\/em>. La richiesta di riforma dell\u2019ONU \u00e8 motivata in quanto, anche se ne fanno parte 193 Stati, le decisioni pi\u00f9 importanti sono prese dal Consiglio di Sicurezza formato da 5 Stati membri permanenti, che hanno il diritto di veto, e da 10 Stati membri non permanenti, per cui l\u2019ONU non \u00e8 una organizzazione democratica in cui decide la maggioranza di tutti gli Stati. Inoltre l\u2019ONU non ha poteri e risorse proprie necessari per assicurare autonomamente\u00a0 uno sviluppo sostenibile e la pace a livello mondiale, n\u00e9 per sanzionare i paesi che non si adeguano alle sue decisioni. Si citano poi le esperienze di altre Unioni di Stati, anche esse da perfezionare <em>\u201cPer esempio, si \u00e8 sviluppato il sogno di un\u2019Europa unita, capace di riconoscere radici comuni e di gioire per la diversit\u00e0 che la abita. Ricordiamo la ferma convinzione dei Padri fondatori dell\u2019Unione europea, i quali desideravano un futuro basato sulla capacit\u00e0 di lavorare insieme per superare le divisioni e per favorire la pace e la comunione fra tutti i popoli del continente. Ugualmente ha preso forza l\u2019aspirazione ad un\u2019integrazione latinoamericana e si \u00e8 cominciato a fare alcuni passi. In altri Paesi e regioni vi sono stati tentativi di pacificazione\u00a0 e avvicinamento che hanno portato frutti e altri che apparivano promettenti\u201d (Par. 10) <\/em>Come <em>\u201cbuone pratiche\u201d <\/em>da tenere presente che gi\u00e0 nel passato eminenti pensatori (ad es. l\u2019Abate di Saint \u2013Pierre, Jean-Jacques Rousseau, Immanuel Kant) avevano ritenuto che solo delle organizzazioni politiche superiori agli Stati sarebbero avrebbero assicurato la pace perpetua e non solo una tregua precaria, ma erano stati considerati dei visionari. Cos\u00ec anche gli \u201c<em>accordi bilaterali<\/em>\u201d o \u201c<em>multilaterali<\/em>\u201d tra gli Stati auspicati dalla enciclica sono utili, come per la UE, ma \u00e8 opportuno vengano trasformati in strutture di pace pi\u00f9 forti. In tale senso, tra i tentativi che hanno portato buoni frutti duraturi, si possono annoverare le Federazioni Democratiche di Stati gi\u00e0 esistenti, come gli USA, che, dopo avere superato anche la esperienza negativa della Guerra di Secessione, che per\u00f2 ha portato ad emendare la Costituzione federale per la abolizione della schiavit\u00f9, hanno assicurato alle popolazioni dei 50 stati membri la pace e lo sviluppo al loro interno sino ai giorni nostri. In queste federazioni infatti, come gi\u00e0 detto, esiste una Costituzione federale che, nel rispetto del principio di sussidiariet\u00e0, ha lasciato ai singoli Stati la sovranit\u00e0 sulle materie da loro meglio gestibili e accentrato a livello federale quelle meglio gestibili a quel livello, con relativa distribuzione delle risorse provenienti da tassazione, sempre tra i due livelli (il cosi detto federalismo fiscale). In questo modo si possono anche rendere pi\u00f9 efficienti ed efficaci le istituzioni pubbliche, come richiesto dalla enciclica, anche per migliorare la qualit\u00e0 dei servizi forniti ai cittadini, utilizzando bene le risorse provenienti dalle tasse corrisposte dagli stessi cittadini. Ad esempio, negli USA sono state accentrate a livello federale le competenze sulla difesa, politica estera, economia e moneta, sia per dare maggiore forza alla Unione sia come deterrente per evitare conflitti tra gli Stati membri, lasciando ai singoli Stati le altre competenze. Analoghe esperienze positive si ritrovano in altre federazioni di Stati, come ad es. Canada, Australia, Svizzera, Brasile e Germania, anche se con qualche differenza. Se ne pu\u00f2 dedurre che anche l\u2019ONU potrebbe essere maggiormente in grado di svolgere la funzione di promotore e garante della pace e dello sviluppo sostenibile a livello mondiale, se superasse i limiti prima descritti ispirandosi al modello federale. Inoltre, seguendo anche le indicazioni della enciclica, gli Stati minori potrebbero costituire delle Unioni Regionali che sarebbero rappresentate in sede ONU e avrebbero cos\u00ec un peso analogo a quello dei grandi Stati, favorendo anche al loro interno un maggiore sviluppo sostenibile e la pace. Anche la Unione Europea (UE) ha promosso lo sviluppo economico, soprattutto attraverso la formazione di un mercato e di una moneta unica, ed ha assicurato comunque la pace ai paesi membri per quasi 70 anni, dopo aver messo in comune sotto un\u2019autorit\u00e0 unica la produzione del Carbone e dell\u2019Acciaio (con il trattato della CECA del 1951), che era di norma all\u2019origine dei conflitti franco-tedeschi. La UE per\u00f2, come gi\u00e0 segnalato, non ha le competenze e le risorse per gestire al suo livello tutte le materie importanti a lei delegabili, che restano agli stati membri. Inoltre la UE non \u00e8 nemmeno del tutto democratica in quanto il Parlamento, anche se eletto dai cittadini europei, non esercita il potere legislativo sulla materie pi\u00f9 importanti, come gi\u00e0 dimostrato in occasione della recente decisione sugli aiuti economici agli stati membri del Next generation EU, ricordando infatti che la sua approvazione ha avuto bisogno della decisione all\u2019unanimit\u00e0 degli stati membri. Per altro la carta dei diritti fondamentali dei cittadini europei, riconosciuta dal trattato vigente di Lisbona, sancisce i valori che accomunano i cittadini degli Stati membri della UE e che garantiscono i diritti dell\u2019uomo ed \u00e8 quindi un embrione di Costituzione della UE. Di conseguenza sarebbe importante il perfezionamento della Unione Europea per farla diventare una vera federazione democratica di Stati, come anche sostenuto da molti europeisti ed in particolare dal MFE (Movimento Federalista Europeo), sia per la maggiore possibilit\u00e0 di assicurare lo sviluppo sostenibile e la pace al suo interno, sia per il contributo che potrebbe dare al suo esterno come aiuto ai paesi poveri (anche tramite interventi simili al Piano Marshall gi\u00e0 segnalato). Inoltre in questo modo la UE potrebbe costituire un esempio per la diffusione nel mondo di analoghe federazioni regionali, anche in vista della auspicata riforma dell\u2019ONU. Si pensi infatti alla importanza di avere come membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell\u2019ONU i rappresentanti di Unioni Regionali (a partire dalla UE), anzich\u00e9 gli attuali cinque rappresentanti degli stati ritenuti vincitori della ultima guerra mondiale (Cina, Russia, Stati Uniti, Francia, Regno Unito), che possono fare prevalere i loro interessi nazionali.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Infine la comunit\u00e0 \u00e8 invitata a realizzare la <em>\u201csolidariet\u00e0\u201d<\/em> attraverso <em>la \u201camicizia sociale\u201d <\/em>e <em>\u201cl\u2019artigianato della pace\u201d, <\/em>seguendo le seguenti<em> \u201cprospettive e proposte\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; Innanzitutto \u00e8 necessaria l\u2019amicizia sociale, in quanto \u201c<em> l\u2019amore per l\u2019altro implica ..qualcosa di pi\u00f9 che una serie di azioni benefiche..ma ci spinge a cercare il meglio per la sua vita\u2026rendendo possibile l\u2019amicizia sociale\u201d (Par. 94). <\/em>In particolare<em> \u201cLa mancanza di dialogo comporta che nessuno, nei singoli settori, si preoccupa del bene comune\u201d (Par. 202). <\/em>E ancora<em> \u201cL\u2019autentico dialogo sociale presuppone la capacit\u00e0 di rispettare il punto di vista dell\u2019altro\u201d(Par. 203).\u201d L\u2019incontro\u2026\u00e8 uno stile di vita che tende a formare quel poliedro\u2026che rappresenta una societ\u00e0 in cui le differenze convivono integrandosi, arricchendosi e illuminandosi a vicenda\u201d (Par. 215).\u201dLa pace sociale \u00e8 laboriosa, artigianale&#8230;Quello che conta \u00e8 avviare processi di incontro \u2026che possono costruire un popolo capace di raccogliere le differenze\u201d(Par. 217), <\/em>dando<em> \u201cvita ad un patto sociale\u201d (Par. 218), <\/em>il quale <em>\u201cper essere realistico e inclusivo deve essere anche un patto culturale che rispetti e assuma le diverse visioni del mondo, le culture e gli stili di vita che coesistono nella societ\u00e0\u201d(Par. 219). <\/em>Un<em> \u201cprincipio indispensabile per costruire l\u2019amicizia sociale\u201d <\/em>\u00e8 che<em> \u201cl\u2019unit\u00e0 \u00e8 superiore al conflitto\u201d(Par. 245) (V. anche Par. 99, 220, 221)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; In secondo luogo c\u2019\u00e8 bisogno di un artigianato della pace, considerando che \u201c<em>In molte parti del mondo occorrono percorsi di pace che conducano a rimarginare ferite, c\u2019\u00e8 bisogno di artigiani di pace\u201d (Par. 225), <\/em>in quanto<em>\u201di processi effettivi di una pace duratura sono anzitutto trasformazioni artigianali operate dai popoli\u2026C\u2019\u00e8 una architettura della pace, nella quale intervengono le varie istituzioni della societ\u00e0, ciascuna secondo la propria competenza, per\u00f2 c\u2019\u00e8 anche un artigianato della pace che ci coinvolge tutti \u201c(Par. 231). <\/em>Si ribadisce che<em> \u201dQuanti pretendono di portare la pace in una societ\u00e0 non devono dimenticare che l\u2019inequit\u00e0 e la mancanza di sviluppo umano integrale non permettono che si generi la pace (Par. 235). (V. anche Par. 228, 229, 230, 232, 233, 243)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Per i <em>\u201cpercorsi di speranza\u201d<\/em> viene segnalato il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, frutto dell\u2019incontro ad Abu Dhabi del 2019 tra Papa Francesco e il Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb , in quanto <em>\u201cNon si \u00e8 trattato di un mero atto diplomatico, bens\u00ec di una riflessione compiuta nel dialogo e di un impegno congiunto\u201d (Par. 5). <\/em>Inoltre vengono citati diversi \u201c<em>artigiani della pace<\/em>\u201d che hanno ispirato la enciclica, oltre a San Francesco, anche se non cattolici: Martin Luther King per la difesa pacifica dei diritti civili degli afroamericani, Desmond Tutu per la sua opposizione pacifica dell\u2019apartheid in Sud Africa, Mahatma Gandhi che ha portato l\u2019India alla indipendenza dal dominio inglese tramite la disobbedienza civile. Infine il Beato Charles de Foucauld che, <em>\u201cper la sua profonda fede, a partire dalla sua intensa esperienza di Dio, ha compiuto un cammino di trasformazione fino a sentirsi fratello di tutti\u201d (Par. 286). <\/em>Credo quindi possano essere considerate come <em>\u201cbuone pratiche\u201d<\/em> le attivit\u00e0 della Comunit\u00e0 di S. Egidio che, oltre ad interventi diretti di aiuto ai poveri, promuove il dialogo tra istituzioni ed enti in modo da favorire la pace, come ad es. risulta dal discorso ai partecipanti religiosi dell\u2019incontro internazionale per la pace promosso dalla stessa Comunit\u00e0 nel 2013, <em>\u201cIl comandamento della pace\u00a0 \u00e8 inscritto nel profondo delle tradizioni religiose che rappresentiamo\u2026 Come leader religiosi siamo chiamati ad essere veri dialoganti, ad agire nella costruzione della pace non come intermediari, ma come autentici mediatori (Par. 284). <\/em>In relazione poi al citato<em>\u201cpatto culturale\u201d<\/em> risulta importante la informazione e la formazione delle comunit\u00e0, e quindi pu\u00f2 essere considerata significativa l\u2019esperienza del programma Erasmus della Unione Europea, che ha favorito l\u2019incontro e l\u2019integrazione dei giovani europei, nipoti di coloro che si sono combattuti aspramente nella ultima guerra mondiale. E\u2019 sicuramente importante poi l\u2019esistenza di un <em>\u201cpatto sociale\u201d<\/em> in quanto, come visto in precedenza, esso stabilisce, attraverso le Costituzioni degli Stati o Federazioni democratiche gi\u00e0 segnalate, i diritti e doveri dei cittadini, contribuendo in questo modo anche alla formazione del citato <em>\u201cpoliedro\u201d, <\/em>in grado di comporre le differenze in una unit\u00e0 superiore alle parti. Relativamente ai <em>\u201cprocessi di pace\u201d<\/em> derivati dalle \u201c<em>trasformazioni artigianali operate dai popoli\u201d<\/em> penso si possa ricordare il distacco incruento dei paesi dell\u2019Est dalla Unione Sovietica, frutto anche della iniziativa di Solidarnosc in Polonia, ed in particolare la caduta pacifica del muro di Berlino del 1989, con successiva riunificazione delle due Germanie, oltre all\u2019accordo che pose fine al conflitto tra le popolazioni delle due Irlande nel 1998, favoriti entrambi dalla appartenenza alla UE. In generale si pu\u00f2 ritenere che nel momento in cui i conflitti esterni ma anche interni agli stati (es. in Medio Oriente e Africa) si ricompongono con il\u00a0 riconoscimento politico dei contendenti come partiti o movimenti, in quanto ognuno <em>\u201ccede qualcosa per il bene comune \u201c (Par. 221),<\/em> si ha una vittoria della pace ed anche della democrazia. Oltre alle iniziative artigianali dirette della comunit\u00e0 per contribuire al dialogo ed alla pace evidenziate in precedenza, credo sia importante anche la partecipazione da protagoniste delle organizzazioni che compongono la stessa comunit\u00e0 alla riforma e gestione delle architetture dello sviluppo e della pace, quali imprese e istituzioni, secondo il principio di sussidiariet\u00e0 orizzontale e attraverso gli strumenti democratici disponibili (es. contratti, accordi, voto). In questo senso \u00e8 anche significativo l\u2019intervento del Segretario di Stato Parolin alla Comece (Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunit\u00e0 Europea) in occasione del 40\u00b0 anniversario della sua costituzione, come portavoce di Papa Francesco. In questa occasione infatti \u00e8 stata confermata la disponibilit\u00e0 della Chiesa ad accompagnare il processo politico della Unione Europea nelle proprie aree di interesse, con particolare riguardo alla difesa della dignit\u00e0 della persona e della famiglia. Inoltre \u00e8 stata data la disponibilit\u00e0 della Chiesa a collaborare in diversi ambiti (es. superamento della emergenza Codiv-19 a beneficio di tutti, sia con il vaccino sia con il Next Generation UE, gestione dei migranti tramite la revisione del Regolamento di Dublino, conversione ecologica tramite il progetto Green Deal, contenimento dei rischi della digitalizzazione, sviluppo del continente africano) ed a partecipare come partner alla Conferenza sul futuro della Europa per ripensare l\u2019UE<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019OBIETTIVO FINALE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sulla base delle precedenti modalit\u00e0 si pu\u00f2 anche individuare un obiettivo finale che da un lato \u00e8 presente nelle <em>\u201cprospettive e proposte\u201d<\/em> di tutti i soggetti e da un altro lato consente di partire dai \u201c<em>percorsi di speranza\u201d<\/em> e <em>\u201cbuone pratiche\u201d<\/em> evidenziati nelle riflessioni per renderlo pi\u00f9 fattibile. Credo che questo obiettivo sia sintetizzabile nello sviluppo sostenibile e pace per i fratelli tutti, che trova anche riscontro nella affermazione di Papa Paolo VI nella enciclica Populorum Progressio, richiamata anche in questa enciclica, che \u201c <em>Lo sviluppo \u00e8 il nuovo nome della pace<\/em>\u201d. Inoltre questo obiettivo consente anche di individuare meglio gli strumenti principali per perseguirlo, riportati di seguito.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>GLI STRUMENTI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gli strumenti principali per perseguire l\u2019obiettivo dello sviluppo sostenibile e della pace per tutti, che si possono dedurre dalle indicazioni della enciclica e dalle riflessioni precedenti, sono:<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; gli investimenti sostenibili economicamente, socialmente e ambientalmente per la creazione di\u00a0 ricchezza e lavoro per le persone e la comunit\u00e0, autonomamente da parte degli imprenditori eticamente responsabili attraverso le loro imprese, e da parte dei politici, attraverso le politiche economiche delle Istituzioni pubbliche, utilizzando anche a tale fine le tasse provenienti dagli altri soggetti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; la partecipazione delle persone e comunit\u00e0 alla attivit\u00e0 delle imprese, tramite il coinvolgimento dei collaboratori risultante da contratti\/accordi con gli imprenditori, ed alla attivit\u00e0 delle Istituzioni tramite la consultazione e il voto assicurati dai politici con la democrazia<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; la cittadinanza, con relativi diritti e doveri, garantita dalle Costituzioni delle Istituzioni nazionali e sovranazionali federali e democratiche a livello regionale e mondiale, quali architetture di pace assicurate dai politici nei confronti delle persone, imprese e comunit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; il dialogo ed i patti sociali, oltre che culturali per la informazione e formazione, promosse dalle \u00a0persone e dalla comunit\u00e0 attraverso l\u2019amicizia sociale e l\u2019artigianato della pace.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per altro la attivazione di questi strumenti pu\u00f2 essere considerata ambiziosa, ma sono incoraggianti i <em>\u201cpercorsi di speranza\u201d<\/em> e le <em>\u201cbuone pratiche\u201d <\/em>segnalati, che, diversamente dal passato, avvalorano la possibilit\u00e0 di farlo pacificamente, anche se gradualmente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>CONSIDERAZIONI FINALI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Innanzitutto credo si possa constatare con soddisfazione che le <em>nuove prospettive e proposte\u201d,<\/em> suffragate dai <em>\u201cpercorsi di speranza\u201d <\/em>evidenziati dalla enciclica, oltre che dalle <em>\u201cbuone pratiche\u201d<\/em> da me segnalate, consentono effettivamente di individuare le modalit\u00e0 che i singoli soggetti sono invitati a seguire, per <em>\u201cpensare e generare\u201d<\/em> l\u2019auspicato <em>\u201cnuovo mondo\u201d, <\/em>caratterizzato da \u201c<em>fraternit\u00e0 e amicizia sociale\u201d <\/em>per i <em>\u201cfratelli tutti\u201d. <\/em>Inoltre attraverso queste modalit\u00e0 si possono anche individuare l\u2019obiettivo finale e gli strumenti per realizzarlo da parte degli stessi soggetti, dimostrando cos\u00ec la perseguibilit\u00e0 di questo obiettivo e quindi anche la validit\u00e0 della enciclica.<\/strong><\/p>\n<p><strong>In sintesi, si evidenzia la convinzione che, in generale, di fronte alla mondializzazione della economia ed al proliferare di numerosi conflitti, per assicurare l\u2019obiettivo finale dello sviluppo sostenibile e della pace, specialmente a favore delle popolazioni pi\u00f9 povere, non siano pi\u00f9 sufficienti gli \u201catti di generosit\u00e0 sporadici\u201d o le \u201cazioni benefiche\u201de \u201cgli aiuti in denaro\u201d, ma occorra che tutti i soggetti (singole persone, imprenditori, politici e comunit\u00e0) intervengano sulle cause che li determinano. In particolare, partendo dall\u2019alto, si ritiene necessario che i politici riformino o costruiscano delle Istituzioni internazionali ai diversi livelli della vita sociale, dotandole di poteri e risorse adeguati, assicurati dal contributo delle tasse e dalla partecipazione degli altri soggetti secondo il principio di sussidiariet\u00e0, per realizzare politiche economiche e sociali di solidariet\u00e0 a beneficio di tutti, attraverso gli strumenti della cittadinanza e la democrazia, che garantiscono la possibilit\u00e0 di consultazione ed il voto. Inoltre gli imprenditori, con le loro imprese, sono chiamati a generare beni e ricchezza, e quindi lavoro, per tutti, realizzando la solidariet\u00e0 direttamente tramite lo strumento degli investimenti sostenibili economicamente, socialmente e ambientalmente, e indirettamente tramite le tasse, e perseguendo la sussidiariet\u00e0 tramite lo strumento della partecipazione dei collaboratori alla attivit\u00e0 delle imprese, assicurata da accordi e contratti. Partendo dal basso le persone e la comunit\u00e0, oltre alle iniziative dirette di solidariet\u00e0, possono favorire la amicizia sociale e la pace sociale attraverso gli strumenti del dialogo e dei patti sociali e culturali, ma anche attraverso la partecipazione alla attivit\u00e0 delle imprese ed alla realizzazione o perfezionamento delle Istituzioni precedenti, secondo il principio di sussidiariet\u00e0, utilizzando gli strumenti prima attivati dagli imprenditori ed i politici e contribuendo anche con le tasse. In tale modo si pu\u00f2 formare anche il \u201c<em>poliedro\u201d<\/em> auspicato dalla enciclica in cui \u201c<em>il tutto \u00e8 pi\u00f9 delle parti<\/em>\u201d e \u201c<em>le differenze convivono<\/em>\u201d. Sono numerosi gli esempi di \u201c<em>percorsi di speranza<\/em>\u201d e \u201c<em>buone pratiche<\/em>\u201d che avvalorano la fattibilit\u00e0 delle indicazioni precedenti, ad. es.: gli imprenditori segnalati dalla UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) le cui imprese perseguono il bene comune; i politici a capo di Istituzioni formate da Unioni di Stati (come la UE) o Federazioni di Stati (come gli USA), come sostenuto anche dal MFE (Movimento Federalista Europeo); infine quelle recenti promosse dalla Chiesa, come il \u00a0Patto di Assisi con i giovani per la individuazione della nuova Economy of Francesco, l\u2019impegno interreligioso per la pace mondiale e la fratellanza umana di Abu Dhabi e la partecipazione della Comece alla prossima Conferenza sul futuro dell\u2019Europa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Si deve per\u00f2 tenere presente che, come evidenziato dalla enciclica<em>, \u201dnon c\u2019\u00e8 una sola via d\u2019uscita possibile, un\u2019unica metodologia accettabile, una ricetta economica che possa essere applicata ugualmente per tutti\u201d (Par.165).<\/em> Di conseguenza anche le riflessioni precedenti non pretendono di rappresentare una interpretazione autentica dei passaggi utilizzati e di essere esaustive, data la ricchezza della enciclica ed il tipo di approccio seguito, per cui sarei gi\u00e0 soddisfatto se servissero a dare un modesto contributo per capire meglio le indicazioni di Papa Francesco e quindi per fare ognuno la propria parte,mettendolein pratica nell\u2019ambito di vita di ciascuno.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A tale riguardo \u00e8 di sostegno \u201c<em>l\u2019invito alla speranza\u201d<\/em>del Papa in quanto \u201c <em>la speranza<\/em> <em>\u00e8 audace, sa guardare oltre la comodit\u00e0 personale, le piccole sicurezze e compensazioni che restringono l\u2019orizzonte, per aprirsi a grandi ideali che rendono la vita pi\u00f9 bella e dignitosa\u201d<\/em> <em>(Par. 55)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0G<\/em><\/strong><strong>enova, 16-01-2021\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Piergiorgio Marino<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Innanzitutto sono riconoscente a Papa Francesco per il dono di questa Enciclica \u201cFratelli tutti\u201d, focalizzata sulla \u201cfraternit\u00e0 e amicizia sociale\u201d, che ci fa capire la situazione in cui viviamo ma specialmente il modo con cui migliorarla. 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