{"id":1013,"date":"2019-03-19T13:37:43","date_gmt":"2019-03-19T13:37:43","guid":{"rendered":"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/?p=1013"},"modified":"2019-03-19T13:37:43","modified_gmt":"2019-03-19T13:37:43","slug":"iperdigitalizzati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/2019\/03\/19\/iperdigitalizzati\/","title":{"rendered":"IPERDIGITALIZZATI"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2019\/03\/UCID_DIFESA-DEL-POPOLO_17_03_019-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1012\" src=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2019\/03\/UCID_DIFESA-DEL-POPOLO_17_03_019-1-206x300.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2019\/03\/UCID_DIFESA-DEL-POPOLO_17_03_019-1-206x300.jpg 206w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2019\/03\/UCID_DIFESA-DEL-POPOLO_17_03_019-1-768x1116.jpg 768w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2019\/03\/UCID_DIFESA-DEL-POPOLO_17_03_019-1-705x1024.jpg 705w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2019\/03\/UCID_DIFESA-DEL-POPOLO_17_03_019-1.jpg 1249w\" sizes=\"auto, (max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2019\/03\/PAG45DIF11.pdf\">PAG45DIF11<\/a><\/p>\n<p>App per ogni necessit\u00e0. Utenti sempre \u201cconnessi\u201d. Dita frenetiche che digitano sullo schermo dell\u2019I-phone.<\/p>\n<p>Occhi fissi sui nostri dispositivi tecnologici che sempre meno incrociano altri sguardi. Tecnologia Hi tech croce e delizia di pi\u00f9 generazioni: per chi ha dovuto imparare \u201cda grande\u201d e per chi invece in questo mondo ipertecnologico vi nasce. Come vivono gli uomini del Terzo millennio la nuova condizione tecno-umana?\u00a0 E come si pu\u00f2 gestire questa enorme rivoluzione tecnologica nel rispetto della propria umanit\u00e0? Due domande di senso alle quali ancora una volta cerca di rispondere l\u2019UCID Sezione di Padova durante il ciclo di appuntamenti organizzati per l\u2019Anno Sociale 2018-2019 in occasione del 70^ anniversario della Dichiarazione Universale. \u00abDiritti umani e organizzazione sociale: la condizione tecno-umana. Domande di senso nell&#8217;era della tecnologia\u00bb \u00e8 infatti il titolo del prossimo incontro in programma all\u2019Auditorium Antonianum di Padova per sabato 23 marzo (ore 10, ingresso libero). Relatore della mattinata il Prof. Nicola Alberto De Carlo, docente di Scienze Umane alla LUMSA di Roma e il dott. Giorgio Crespi Responsabile della Direzione sindacale e del lavoro ABI \u2013 Associazione Bancaria Italiana &#8211; sede di Milano. Don Marco Cagol, consulente ecclesiastico della Sezione, chiuder\u00e0 il convegno alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa.<\/p>\n<p>Professor De Carlo, che cosa significa essere umani in un\u2019epoca di tale complessit\u00e0 e cambiamento?<\/p>\n<p>\u00ab<em>Ritengo che accentuare le tematiche tecnocratiche nel nostro mondo e nella nostra quotidianit\u00e0 sia un fenomeno inarrestabile<\/em> \u2013 risponde il Prof. De Carlo \u2013 <em>ma non necessariamente negativo. Anzi, pu\u00f2 essere foriero di cose sicuramente positive: maggiori efficienze, maggiore tracciabilit\u00e0 e controllabilit\u00e0 dei processi. \u00c8 uno dei fronti che vedono il grande progresso della medicina e della scienza fortemente implicato con il mondo della tecnologia e del lavoro. Ci si interroga tuttavia sulla controllabilit\u00e0 e sulla consapevolezza che si possa avere di tali progetti. \u00c8 sempre pi\u00f9 facile per tutti avere a che fare con una piattaforma quando si debba acquistare un bene o un servizio; ma questo pu\u00f2 diventare anche fortemente costrittivo delle possibilit\u00e0 di scelta della Persona perch\u00e9 ogni passaggio \u00e8 predeterminato, ogni procedura \u00e8 costretta in un \u201cpercorso obbligato\u201d. Allora ci interroghiamo: cosa resta della Persona e della sua facolt\u00e0 di scelta e interazione? Un interrogativo legittimo perch\u00e9 noi \u201csiamo\u201d le nostre relazioni: ogni essere umano esprime se stesso, manifesta se stesso, \u201c\u00e8\u201d se stesso tramite le sue relazioni. Se queste sono di tipo schematico, precostituito, strumentale, asettico, insomma \u201cfreddo\u201d &#8211; seppure nel contempo utile ed efficiente -, il processo pu\u00f2 essere compatibile con il nostro Essere e diventa positivo. Ma se per\u00f2 questa quota di relazione con i processi digitalizzati diventa troppo ampia \u00e8 evidente che la nostra ricchezza pu\u00f2 subire delle serie limitazioni. Va detto \u2013 <\/em>prosegue De Carlo<em> \u2013 che i sistemi informatici di cui ci avvaliamo, se usati con intelligenza e cultura, sono un arricchimento, ma spesso accade il contrario: tanta\u00a0 \u00e8 la\u00a0 complessit\u00e0\u00a0\u00a0 della persona, della sfera dei suoi desideri e dei suoi bisogni , tanto limitata \u00e8 la App che gestisce questo rapporto<\/em>.\u00bb<\/p>\n<p>Ci troviamo dinanzi ad una sorta di identit\u00e0 digitalizzata globale?<\/p>\n<p>\u00ab<em>Il rischio c\u2019\u00e8 tutto<\/em> \u2013 afferma il Prof. Nicola De Carlo \u2013, <em>dipende dalle persone. Chi \u00e8 stato educato alla partecipazione, alla discussione, alla scelta condivisa vede la tecnologia come una minaccia; chi \u00e8 anagraficamente pi\u00f9 giovane, non si pone questo problema perch\u00e9 \u00e8 nato in questo scenario. Tuttavia la realt\u00e0 \u00e8 che non \u00e8 certo il singolo che si costruisce l\u2019App con cui interfacciarsi, ma le aziende, le istituzioni, i sistemi. E su questo vale la pena di riflettere<\/em>.\u00bb<\/p>\n<p>Quale dunque il modo per gestire \u201cumanamente\u201d tutto ci\u00f2?<\/p>\n<p>\u00ab<em>Riuscire ad osservare in tutte le circostanze il primato del senso del significato e dei valori di ci\u00f2 che facciamo, il valore delle scelte condivise e della politica nel senso pi\u00f9 ampio. Le macchine debbono essere a servizio degli esseri umani ma non a vantaggio di pochi per rendere pi\u00f9 gestibili i molti: il rischio \u00e8 di teorizzare una oligarchia tecnologica e tecnocratica che poco ha da spartire con i concetti classici di democrazia cui siamo abituati e che vorremmo conservare<\/em>.\u00bb<\/p>\n<p>Quali i diritti umani da preservare, infine? \u00ab<em>Il diritto alla conoscenza<\/em> \u2013 conclude il Prof. De Carlo \u2013<em> il diritto alla scelta, il diritto alla informazione anche sui prodotti \u00a0e sui temi che ci vengono proposti. Questi sono i \u00a0grandi diritti inalienabili della Persona e che costituiscono la bussola che ci deve condurre.<\/em><em>\u00bb<\/em><\/p>\n<p>VA PRESERVATA LA LIBERTA&#8217; DI SCELTA.La coscienza umana \u00e8 il luogo delle scelte ed \u00e8 ci\u00f2 che distingue l\u2019uomo da tutte le altre creature. La riflessione del consulente ecclesiastico don Marco Cagol<\/p>\n<p>\u00ab<em>Il tema della condizione tecno-umana nella vita quotidiana \u00e8 molto presente nel terzo capitolo della Laudato si, con particolare attenzione all\u2019impatto della tecnologia rispetto alle finalit\u00e0 della vita umana<\/em> \u2013 riflette don Marco Cagol Consulente Ecclesiastico dell\u2019UCID Padova\u2013. <em>Va preservata la capacit\u00e0 di mantenere nella coscienza la facolt\u00e0 di scelta, la propria liberta morale, per non permettere che\u00a0 la tecnologia, e ci\u00f2 che essa veicola, si sostituiscano a ci\u00f2 che \u00e8 proprio dell\u2019uomo, cio\u00e8 alla capacit\u00e0 di scegliere in base a finalit\u00e0 pienamente umane e non riduttive, o semplicemente schiacciate sui bisogni o sul desiderio di dominio. Tenere libera la coscienza umana che \u00e8 luogo delle scelte, \u00e8 ci\u00f2 che ci distingue tra tutte le creature. Se una tecnologia che orienta o che spinge si sostituisce a questa capacit\u00e0 l\u2019uomo perde il suo nucleo caratterizzante.<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>Come guidare i giovani nativi digitali in questo discernimento? \u00ab<em>La famiglia, la scuola e la chiesa devono essere capaci di mostrare ai giovani la differenza sostanziale tra l\u2019essere umano e le sue appendici tecnologiche. Pu\u00f2 essere utile invitarli a fare esperienza di assenza di tecnologia, a cercare il silenzio, anche dalla tecnologia, per ascoltare ci\u00f2 che hanno dentro e non solo quello che arriva da fuori. Credo che questo sia l\u2019elemento decisivo dell\u2019educazione che possa aiutare i nativi digitali a distinguersi come essere umani<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>12 aprile: incontro in preparazione alla Pasqua.<\/p>\n<p>Si avvia alla conclusione il ciclo di incontri proposti dall\u2019Ucid per quest\u2019anno sociale. Dopo l\u2019incontro di preparazione alla Pasqua (Fondazione Oic Nazareth, 12 aprile ore 21.15) l\u2019ultimo appuntamento \u00e8 con il convegno sul tema \u201cDiritti umani e cultura nel mescolamento dei popoli\u201d (auditorium Antonianum, sabato 25 maggio, ore 10).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PAG45DIF11 App per ogni necessit\u00e0. Utenti sempre \u201cconnessi\u201d. Dita frenetiche che digitano sullo schermo dell\u2019I-phone. Occhi fissi sui nostri dispositivi tecnologici che sempre meno incrociano altri sguardi. Tecnologia Hi tech croce e delizia di pi\u00f9 generazioni: per chi ha dovuto imparare \u201cda grande\u201d e per chi invece in questo mondo ipertecnologico vi nasce. 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