{"id":1426,"date":"2020-03-17T14:50:15","date_gmt":"2020-03-17T14:50:15","guid":{"rendered":"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/?p=1426"},"modified":"2020-03-17T14:53:47","modified_gmt":"2020-03-17T14:53:47","slug":"coronavirus-la-riflessione-di-massimo-donofrio-presidente-ucid-padova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/2020\/03\/17\/coronavirus-la-riflessione-di-massimo-donofrio-presidente-ucid-padova\/","title":{"rendered":"#CORONAVIRUS &#8211; LA RIFLESSIONE DI MASSIMO D&#8217;ONOFRIO PRESIDENTE UCID PADOVA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2020\/03\/hands-4859114_1920.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1428\" src=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2020\/03\/hands-4859114_1920-300x230.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2020\/03\/hands-4859114_1920-300x230.jpg 300w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2020\/03\/hands-4859114_1920-1024x785.jpg 1024w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2020\/03\/hands-4859114_1920-768x589.jpg 768w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2020\/03\/hands-4859114_1920-1536x1178.jpg 1536w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2020\/03\/hands-4859114_1920.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carissimi, diceva un saggio: <em>\u201cPreferisco essere positivo e sbagliarmi, piuttosto che negativo ed avere ragione\u201d<\/em>. La positivit\u00e0 ci permette di affrontare anche le difficolt\u00e0 pi\u00f9 impegnative con uno spirito che pu\u00f2 contribuire, come un pregiudizio, ad indirizzare persino il risultato finale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, vediamo dove siamo. Da ieri anche gli addetti ai lavori cominciano a lasciar trasparire che le iniziative di contenimento stanno sortendo effetto. Inoltre il modello italiano via via viene sempre pi\u00f9 adottato a livello europeo (UK esclusa che per\u00f2 non \u00e8 pi\u00f9 Europa!). Vale la pena di ricordare che il Veneto ha molto contribuito a settare queste <em>best practices<\/em>. Le nostre Autorit\u00e0 hanno avuto coraggio da vendere quando hanno deciso che la cittadina di Vo\u2019 Euganeo doveva essere un macro-laboratorio (cinturazione, doppio tampone, isolamento dei malati e degli asintomatici). Oggi la nuova proposta di andare a tappeto per individuare gli asintomatici. Certe scelte non sono facili perch\u00e9 di certezze ce ne sono poche, ma dobbiamo restare fattuali ed allineati: il combinato disposto di una organizzazione sanitaria di prim\u2019ordine, il sostegno dell\u2019Amministrazione sempre sul pezzo in maniera concreta e trasparente, le polemiche ridotte al minimo fisiologico, ha creato le migliori condizioni perch\u00e9 i cittadini rispondessero in maniera esemplare a limitazioni mai viste in tempo di pace.<\/p>\n<p>Nel frattempo, l\u2019Italia d\u00e0 il meglio: le imprese che pure sinora non avevano mai aderito con troppo entusiasmo al lavoro da casa, scoprono che si pu\u00f2 fare e che, tutto sommato, funziona. La scuola, che pure aveva in cantiere la creazione di piattaforme didattiche on line, nel giro di qualche giorno ha messo in piedi un insegnamento a distanza interattivo, efficace, grazie alle insospettate capacit\u00e0 di insegnanti sempre sottostimati.\u00a0 Siamo sulla buona strada: restiamoci stando a casa!<\/p>\n<p>Ancora non si vedono segni tangibili dell\u2019esistenza di una comunit\u00e0 chiamata Europa. Considerando che il Covid19 non abbisogna di passaporto per attraversare le frontiere, sarebbe stato utile un coordinamento su tempi e modi di reazione; mentre invece non abbiamo ancora nemmeno uno standard comune con cui tenere la semplice contabilit\u00e0 dei <em>danni<\/em>; ciascun Paese ce la racconta come meglio ritiene, ed agendo a volte per miope convenienza. Se poi passiamo all\u2019aspetto economico-finanziario, la cosa si fa ancora pi\u00f9 imbarazzante. Il rischio \u00e8 che l\u2019impatto sulla nostra economia ci obblighi a chiedere sostanziosi aiuti; \u00e8 prevedibile uno sforamento sul patto di stabilit\u00e0 che potrebbe arrivare anche alle due cifre considerando la contrazione del PIL. Qualunque sia lo strumento che, fra quelli oggi disponibili, venisse usato per \u201caiutarci\u201d, il rischio \u00e8 che sia condizionato ad una ristrutturazione del debito che passi per una riduzione di sovranit\u00e0.<\/p>\n<p>All\u2019Europa oggi servirebbe un colpo di reni che producesse una visione politica ampia, per andare fuori da quello che oggi \u00e8 codificato e praticato. Strumento dal valore politico straordinario all\u2019origine, da tempo si \u00e8 invece appiattita su aspetti burocratici atti a giustificare solo gli apparati; in troppi poi, ne hanno fatto solo una questione di puro calcolo economico. Questa non \u00e8 l\u2019Europa che ci serve. Il Covid19, con tutto il suo fardello di pesanti capitoli aperti, potrebbe essere l\u2019occasione per riflettere sulla sua missione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Carissimi, diceva un saggio: \u201cPreferisco essere positivo e sbagliarmi, piuttosto che negativo ed avere ragione\u201d. La positivit\u00e0 ci permette di affrontare anche le difficolt\u00e0 pi\u00f9 impegnative con uno spirito che pu\u00f2 contribuire, come un pregiudizio, ad indirizzare persino il risultato finale. Ci\u00f2 detto, vediamo dove siamo. 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