{"id":1436,"date":"2020-03-27T15:30:23","date_gmt":"2020-03-27T15:30:23","guid":{"rendered":"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/?p=1436"},"modified":"2020-03-27T16:10:05","modified_gmt":"2020-03-27T16:10:05","slug":"leuropa-in-ordine-sparso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/2020\/03\/27\/leuropa-in-ordine-sparso\/","title":{"rendered":"#Coronavirus  L&#8217;EUROPA IN ORDINE SPARSO."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2020\/03\/europa-bandiere.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1437\" src=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2020\/03\/europa-bandiere-300x210.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2020\/03\/europa-bandiere-300x210.jpg 300w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2020\/03\/europa-bandiere.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carissimi, continuiamo a riempire il nostro virtuale quaderno di bordo. Vi ricordo che \u00e8 il <u>nostro<\/u> quaderno: ogni commento, suggerimento, cronaca personale, speranza sar\u00e0 benvenuto e condiviso.<\/p>\n<p>Sul lato sanitario, come al solito, ci teniamo alla larga; non abbiamo valore aggiunto da offrire; possiamo solo osservare che il mondo converge sul metodo Italia\/V\u00f2: cercare\/isolare i positivi asintomatici. Il trend sembra positivo al netto di tutti i limiti di dati non omogenei e serie storiche ancora poco significative. Restiamo a casa: \u00e8 l\u2019unico concreto contributo e onore che possiamo rendere al lavoro dei sanitari che mettono in ballo la loro stessa vita, avendone perfetta coscienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si chiarisce invece sempre meglio quello che serve sul fronte del lavoro e dell\u2019economia. Un grande contribuito l\u2019ha dato l\u2019intervento sul Financial Times di ieri di Mario DRAGHI, ex presidente BCE. Con la semplicit\u00e0 di chi le cose le conosce, enuclea i parametri critici. Il quadro di riferimento: una tragedia di dimensioni storiche di cui non c\u2019\u00e8 un singolo responsabile, equiparabile ad una guerra, e come tale va trattata: a <strong>debito pubblico<\/strong>. Quali sono le priorit\u00e0: se \u00e8 vero che ci sar\u00e0 comunque un futuro, <strong>difendere in via prioritaria il lavoro<\/strong>. Come: <strong>liquidit\u00e0 quanto basta<\/strong>. Quando: <strong>SUBITO<\/strong>! Anche se lasciata per ultimo per necessit\u00e0 espositive, l\u2019urgenza dell\u2019intervento \u00e8 pregiudizievole sull\u2019esito di qualsiasi manovra. L\u2019obiettivo \u00e8 di trasferire allo Stato il peso di una situazione ingestibile a livello di singola impresa. Accompagnare le aziende nella ripresa apporta tutta una serie di benefici in sinergia fra loro e non surrogabili: si difende il lavoro e dunque il reddito delle famiglie, la domanda; si conservano le imprese che, una volta che il quadro si sar\u00e0 ristabilito, sono quelle che pagheranno le tasse garantendo il circolo virtuoso di ogni societ\u00e0. La proposta di cui sopra costa ma, mettiamoci l\u2019anima in pace, nulla costa di meno, nemmeno alla lontana, in termini economici e sociali.<\/p>\n<p>Sembra una formula semplice sulla quale dovrebbe essere facile trovare convergenza. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Le variabili in gioco sono poche ma purtroppo legano\u00a0molto male\u00a0fra loro . Il debito pubblico: l\u2019Italia contabilizzava\u00a0ca 2.400md di euro a fine 2019 e si batte per il poco invidiabile primo posto in Europa, pallottoliere alla mano, con la Francia; il debito, \u00e8 il convitato di pietra che condiziona tutto quello che segue. Facciamo parte dell\u2019 Europa che, per evitare ulteriori sforamenti di bilancio nazionale a debito, ha imposto , tramite leggi recepite dagli ordinamenti nazionali, il pareggio di bilancio e la negoziazione a livello Comunitario di ogni eventuale sforamento \u00a0(max 3% sul debito). Dove siamo oggi ai tempi del Covid19: essendo un problema comune, tutti i paesi EU hanno convenuto che le spese relative alla gestione della pandemia potessero andare in deroga al patto di stabilit\u00e0. Tutto bene allora? S\u00ec e no.\u00a0L\u2019Europa \u00e8 divisa in due: ci sono i Paesi del Nord (Germania, Olanda, Scandinavi\u2026) autodefinitisi <em>i frugali<\/em> , che hanno bilanci nazionali in largo positivo e dunque pescando da sotto il materasso (c\u2019\u00e8 un motivo perch\u00e9 uso questa espressione ma non \u00e8 il momento di dettagliare troppo) e loro s\u00ec che possono spendere come Draghi insegna (quanto basta!). E poi ci sono i Paesi del Sud (Italia, Francia, Spagna, Grecia, Portogallo, Slovenia\u2026) economie pi\u00f9 fragili che i <em>frugali<\/em> vedono come chi ha vissuto sopra le loro possibilit\u00e0 (e forse, siamo onesti, per qualcuno\/qualcosa ci potrebbe anche stare); ma questi non hanno pingui risparmi da cui attingere.<\/p>\n<p>L\u2019Europa della politica ieri ha riunito i capi di stato e di governo che dovevano trovare un compromesso nella contrapposizione Nord c\/o Sud. Le posizioni: il Sud spinge per l\u2019 emissione di <strong>titoli Eu<\/strong> <strong>(CoronaBond)<\/strong> <em>irredimibili <\/em>(perpetui di cui si pu\u00f2 incassare solo una cedola), acquistabili della BCE condividendo cos\u00ec lo sforzo finanziario.\u00a0 Il Nord: si a nuovo debito per\u00f2 che va sommato senza nessuna distinzione a quello precedente accumulato da ciascun Paese; se serve, si utilizzi pure il fondo salva-stati <strong>mes<\/strong> (che, vale la pena di ricordarlo, concede aiuti a condizioni molto severe ed a patto di un arretramento nella sovranit\u00e0 nazionale di chi chiede sostegno. Ieri Nord e Sud non si sono accordati; un nuovo incontro \u00e8 fissato per aprile. Non \u00e8 stato un pareggio: essendo materia che scotta, anche solo dieci giorni di rinvio sono una mano della partita vinta da chi non vuole cambiare n\u00e8 opinione n\u00e8 tanto meno procedure.<\/p>\n<p>Fa bene il fronte Sud ad insistere sulla propria posizione; ma spero che stia anche preparando un piano B; accettare le condizioni del fronte Nord sarebbe una condanna alla subalternit\u00e0 <em>irredimibile <\/em>per almeno una generazione. Ed \u00e8 un peccato perch\u00e9 sul lungo termine sarebbe una perdita per tutti anche per quelli del Nord che gi\u00e0 oggi hanno goduto di benefici pompati dal lato Sud e che ne avrebbero ancora di pi\u00f9 grandi in futuro se \u00e8 vero che dovremo ripensare l\u2019intera filiera della manifattura mondiale. L\u2019Italia \u00e8 un grande Paese ed anche oggi non vorrei essere da nessuna altra parte; abbiamo risorse che non abbiamo ancora nemmeno censite; sar\u00e0 dura ma ce la faremo.<\/p>\n<p>Statemi in salute<\/p>\n<p>Massimo D\u2019Onofrio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Carissimi, continuiamo a riempire il nostro virtuale quaderno di bordo. Vi ricordo che \u00e8 il nostro quaderno: ogni commento, suggerimento, cronaca personale, speranza sar\u00e0 benvenuto e condiviso. 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