{"id":1748,"date":"2022-05-28T09:08:36","date_gmt":"2022-05-28T09:08:36","guid":{"rendered":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/?p=1748"},"modified":"2022-05-28T09:14:01","modified_gmt":"2022-05-28T09:14:01","slug":"popolazione-e-sviluppo-fra-ideologie-e-pragmatismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/2022\/05\/28\/popolazione-e-sviluppo-fra-ideologie-e-pragmatismo\/","title":{"rendered":"Popolazione e Sviluppo, fra ideologie e pragmatismo."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2022\/02\/MASSIMO-DONOFRIO_Nuovo-Presidente-UCID-Padova-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1705\" src=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2022\/02\/MASSIMO-DONOFRIO_Nuovo-Presidente-UCID-Padova-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2022\/02\/MASSIMO-DONOFRIO_Nuovo-Presidente-UCID-Padova-225x300.jpg 225w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2022\/02\/MASSIMO-DONOFRIO_Nuovo-Presidente-UCID-Padova-768x1024.jpg 768w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2022\/02\/MASSIMO-DONOFRIO_Nuovo-Presidente-UCID-Padova-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2022\/02\/MASSIMO-DONOFRIO_Nuovo-Presidente-UCID-Padova-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2022\/02\/MASSIMO-DONOFRIO_Nuovo-Presidente-UCID-Padova-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito dell&#8217;incontro organizzato da UCID Padova con il Festival Biblico <strong><em>POPOLAZIONE E SVILUPPO: TRA TEMPI APOCALITTICI E APERTURA A TEMPI NUOVI. Intrecci di socialit\u00e0, contesti e geografie umane <\/em><\/strong>(domenica 29 maggio, Villa Pacchierotti-Limena), una riflessione del Presidente Massimo D&#8217;Onofrio:<\/p>\n<p><strong><u>Popolazione e Sviluppo, fra ideologie e pragmatismo.<br \/>\n<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Mai come in questo momento assistiamo ad un proliferare di pubblicazioni (libri, articoli, dotti studi,\u2026) che testimoniano il ritrovato interesse per il tema dell\u2019andamento della Popolazione. Che possiamo anche meglio identificare con la tendenza alla denatalit\u00e0 ormai consolidata da serie statistiche impietose e convergenti. Rapidamente cerchiamo di capirne il perch\u00e9, vedremo poi che danni ha procurato e che ancora ci far\u00e0, cercheremo infine di capire se esiste una maniera di mitigare la situazione.<\/p>\n<p>Sulle motivazioni che hanno indotto gli italiani a non fare pi\u00f9 figli, sono state identificate e studiate infinite variabili; per semplicit\u00e0 le raggruppiamo in tre macro categorie: economiche, sociologiche, politiche. Un mix di salari insufficienti, precariet\u00e0 del lavoro, mancanza di sostegno alle famiglie, una scuola dell\u2019obbligo disegnata a dispetto e non in funzione della societ\u00e0, una politica che da atteso attore protagonista si \u00e8 limitato a redigere contabilit\u00e0 accurate senza azioni significative di contrasto. Dobbiamo riconoscere che il fenomeno ha interessato anche altri Paesi dell\u2019area Occidentale e non solo. Ma \u00e8 in Italia che abbiamo un tasso di sostituzione (o di rimpiazzo: il numero minimo di figli per donna fertile che permette di mantenere in equilibrio la popolazione) che dal 2,1 necessario \u00e8 oggi al 1,29, ultimi in Europa. Purtroppo, non facciamo eccezione in Veneto (1,32) dove registriamo, nel periodo 2015-2020 (Istat), un costante saldo annuale negativo. E Padova? Le statistiche di Palazzo Moroni del 2021 ci dicono che la citt\u00e0 conta oggi 208.702 residenti, la cifra pi\u00f9 bassa dal 1963; eravamo 214.198 nel 2010, 242.186 nel 1976.<\/p>\n<p>Le conseguenze. Tutto fa perno sulla quota di anziani che pesa sempre pi\u00f9 nella composizione della popolazione; oggi gli over 65 sono al 23,6%. Senza alcuna pretesa di esaustivit\u00e0 n\u00e9 di attribuzione di criteri di priorit\u00e0, possiamo trovare che \u00e8 a rischio la sostenibilit\u00e0 previdenziale (chi paga le pensioni di domani?); aumenta la spesa assistenziale\/sanitaria; si contrae la capacit\u00e0 di risparmio, quella di fare impresa e la propensione al rischio; si riduce il tasso di innovazione\/produttivit\u00e0; si contraggono redditi\/consumi personali ed il Pil del Paese\u2026Potremmo continuare ma qui l\u2019obiettivo \u00e8 di dare il senso del rischio di decadenza legato alla denatalit\u00e0; con l\u2019avvertenza che non \u00e8 il solo rischio da cui guardarsi e che andrebbe gestito con una visione pi\u00f9 ampia tenendo conto di altre variabili che stanno rapidamente modificando lo scenario globale in cui siamo immersi.<\/p>\n<p>Il ruolo dell\u2019immigrazione. Il fenomeno migratorio potrebbe integrarsi nell\u2019esercizio di quadrare il problema della denatalit\u00e0. Ci sono due modi per poter approcciare il tema: quello etico e quello pragmatico dei numeri. Sinora il confronto socio-politico \u00e8 stato in preminenza sul terreno etico: chi sosteneva la necessit\u00e0 di accoglienza riferendosi ai valori tradizionali di solidariet\u00e0 e condivisione, si scontrava con chi ci vedeva un potenziale fattore di impoverimento economico e culturale del Paese; materia divisiva che ha tenuto banco per molti anni. Oggi le cose sembrano evolvere. Il tutto ruota attorno alla disponibilit\u00e0 di manodopera per sostenere l\u2019impresa italiana. Cosa \u00e8 successo: gi\u00e0 partivamo da modelli culturali che hanno fatto fare agli italiani scelte molto selettive; in particolare i giovani sembrano non cercare pi\u00f9 <em>un lavoro<\/em> ma vogliono quello che rispecchia i loro desiderata; inoltre si sta imponendo anche in Italia e nel Veneto, il fenomeno dell\u2019abbandono volontario del posto di lavoro alla ricerca di nuovi equilibri (fenomeno importato rapidamente dagli Stati Uniti). In sintesi: in Italia, dove abbiamo un tasso di disoccupazione del 8,3% (Istat, febbraio 2022), non riusciamo a trovare 350.000 lavoratori da inserire in quelle attivit\u00e0 che potrebbero aiutarci ad allontanare il rischio recessione. Questo stato dell\u2019arte ha suggerito, persino ai pi\u00f9 oltranzisti nel negare qualsiasi tipo di accoglienza, di farsi promotori di maggiore flessibilit\u00e0 legislativa per occupare <em>foresti<\/em>. E\u2019 un&#8217;occasione unica: senza rinunciare alle motivazioni etiche, abbiamo una convergenza di programma che pu\u00f2 finalmente far cadere alcune barriere. Cogliamo l\u2019attimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ambito dell&#8217;incontro organizzato da UCID Padova con il Festival Biblico POPOLAZIONE E SVILUPPO: TRA TEMPI APOCALITTICI E APERTURA A TEMPI NUOVI. Intrecci di socialit\u00e0, contesti e geografie umane (domenica 29 maggio, Villa Pacchierotti-Limena), una riflessione del Presidente Massimo D&#8217;Onofrio: Popolazione e Sviluppo, fra ideologie e pragmatismo. 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