{"id":1868,"date":"2023-06-16T13:54:15","date_gmt":"2023-06-16T13:54:15","guid":{"rendered":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/?p=1868"},"modified":"2023-06-16T13:54:15","modified_gmt":"2023-06-16T13:54:15","slug":"migrazioni-dalle-difficolta-del-momento-alle-opportunita-per-costruire-lintervento-di-padre-gaetano-montresor-superiore-comunita-comboniani-padova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/2023\/06\/16\/migrazioni-dalle-difficolta-del-momento-alle-opportunita-per-costruire-lintervento-di-padre-gaetano-montresor-superiore-comunita-comboniani-padova\/","title":{"rendered":"Migrazioni: dalle difficolt\u00e0 del momento alle opportunit\u00e0 per costruire. L&#8217;intervento di padre Gaetano Montresor, Superiore Comunit\u00e0 Comboniani Padova."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2023\/06\/boot-998966_960_720.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1870\" src=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2023\/06\/boot-998966_960_720-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2023\/06\/boot-998966_960_720-300x200.jpg 300w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2023\/06\/boot-998966_960_720-768x512.jpg 768w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2023\/06\/boot-998966_960_720.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nell&#8217;ambito del Ciclo di Incontri organizzati da UCID Padova, gioved\u00ec 15 giugno 2023, a Civitas Vitae OIC, si \u00e8 parlato di <em>Migrazioni: dalle difficolt\u00e0 del momento alle opportunit\u00e0 per costruire.<\/em><\/p>\n<p>Riportiamo integralmente l&#8217;intervento di padre Gaetano Montresor Superiore della Comunit\u00e0 dei Comboniani di Padova che ha illustrato, secondo la sua lunghissima esperienza in Africa, le cause del fenomeno migratorio dalle radici nella prospettiva di evoluzione dei progetto missionario della Chiesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2023\/06\/Intervento-UCID-Padova.pdf\">Intervento padre Montresor UCID Padova<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>UCID <\/strong>Padova &#8211; Gioved\u00ec &#8211; 15 giugno 2023<\/p>\n<p><em>Gaetano Montresor<\/em><\/p>\n<p>Un missionario d\u2019Africa guarda l\u2019attuale fenomeno migrazione con particolare riferimento alla migrazione africana subsahariana.<\/p>\n<p>Buonasera, grazie dell\u2019invito.<\/p>\n<p>Sono stato in Africa per 25 anni, in Togo (11 anni) Benin (8 anni) e Congo Democratico (6 anni). Sono un sacerdote comboniano.<\/p>\n<p>Il proprio del comboniano, pur con tutti i limiti fisici, psicologici e spirituali, \u00e8 quello di <em>\u2018fare causa comune\u2019<\/em> con il popolo in mezzo al quale vive e opera; e quello di contribuire alla <em>\u2018rigenerazione dell\u2019Africa con l\u2019Africa\u2019<\/em>, convinto che in questo modo annuncia e testimonia l\u2019amore di Dio che si rivela in Cristo, Sacro Cuore, per tutta l\u2019umanit\u00e0. Daniele Comboni (1831 \u2013 1881)\u00a0 scrive:<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>\u2018Il cattolico guarda all\u2019Africa \u201cnon attraverso il miserabile prisma degli umani interessi, ma al puro raggio della sua Fede\u201d e l\u00ec scopre \u201cuna miriade infinita di fratelli appartenenti alla sua stessa famiglia, aventi un comun Padre su in cielo\u2026\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>Allora \u201ctrasportato egli dall\u2019impeto di quella carit\u00e0 accesa con divina vampa sulla pendice del Golgota, ed uscita dal costato del Crocifisso per abbracciare tutta l\u2019umana famiglia\u2026\u201d sente che si fanno pi\u00f9 frequenti i palpiti del suo cuore e \u201cuna virt\u00f9 divina [sembra spingerlo] a quelle barbare terre, per stringere tra le braccia e dare il bacio di pace e di amore a quegl\u2019infelici suoi fratelli\u2026\u201d (S 2742)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Oso dire che ho vissuto l\u2019Africa pi\u00f9 che essere vissuto in Africa.<\/p>\n<p>Per cui un certo modo di guardare all\u2019Africa, che ho esperimentato tornando in Italia, mi ha fatto sentire male, un po&#8217; anche fisicamente, come le emozioni forti che prendono lo stomaco.<\/p>\n<p>Subito mi \u00e8 sembrato che tra i migranti, quelli d\u2019origine africana, fossero trattati in modo molto diverso, con uno sguardo tra il pauroso e il dispregiativo.<\/p>\n<p>Ho chiesto conferma di questa mia sensazione e mi \u00e8 stato risposto: I xe mori e i se vede!<\/p>\n<p>Sono con voi in modo veramente casuale e per portavi con semplicit\u00e0 il mio pensiero e il mio sguardo di missionario d\u2019Africa, sulla nuova cittadinanza italiana che sta nascendo, anche con l\u2019incontro con i migranti che raggiungono, in modi diversi, il nostro Paese e l\u2019Europa.<\/p>\n<p>&#8211; La<strong> migrazione<\/strong> si definisce come ricerca di una vita migliore, per s\u00e9 e per la propria famiglia. \u00c8 la ricerca di star meglio economicamente, socialmente ed anche politicamente. \u00c8 fiducia in un futuro pi\u00f9 felice. \u00c8 un diritto.<\/p>\n<p>La migrazione di oggi \u00e8 un fenomeno che nessuno pu\u00f2 ignorare e nemmeno sottovalutare magari cercando di impedirlo.<\/p>\n<p>Provoca un rapido cambiamento che contrasta con una situazione di stabilit\u00e0 acquisita che sta cedendo.<\/p>\n<p>Un non cittadino italiano che arriva \u00e8: straniero, extracomunitario, migrante economico, richiedente asilo, profugo, rifugiato, esiliato, turista, diplomatico.<\/p>\n<p>Tutti termini che marcano la differenza.<\/p>\n<p>Nella lingua ew\u00e9, del Togo, per definire uno straniero si dice: <em>Amedjro<\/em>. La persona che desidero e in Fon, lingua del Benin: <em>mewiwi,<\/em> persona accolta<\/p>\n<p>Papa Francesco: <em>Sogniamo<\/em><em> come un&#8217;unica umanit\u00e0, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli!&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Si emigra anche <strong>dall\u2019Italia<\/strong>. In totale, negli ultimi 10 anni sarebbero partiti circa 580 mila italiani. Solo 1 italiano su 4 che emigra ha la laurea.<\/p>\n<p>Al 1\u00b0 gennaio 2022 i cittadini italiani iscritti all&#8217;AIRE erano 5.806.068, un dato in continua crescita negli ultimi anni (+6% rispetto al 2019). Migrano soprattutto in Europa (3,2 milioni) e America Latina.<\/p>\n<p>Gli italiani residenti in Italia sono circa 58,9 milioni<\/p>\n<p>Il Veneto ha 4 835 321 abitanti di cui 493 119 stranieri.<\/p>\n<p>Il Triveneto ha 7 208 199 abitanti di cui\u00a0 650 000. Grosso modo il 10%.<\/p>\n<p>Vengono da 45 Europee, 45\u00a0 Asiatiche, 52\u00a0 Africane 52, 33 dall\u2019 America, e 6 dall\u2019Oceania: oltre 80 nazionalit\u00e0 diverse, e con un numero enorme di culture, lingue, storie diverse<\/p>\n<p>La <strong>popolazione africana<\/strong> \u00e8 oggi di circa 1,4 miliardi di persone. Di queste, il 60% ha meno di 24 anni. Un continente stracolmo di bambini e ragazzi, costretti per lo pi\u00f9 a vivere sotto la soglia di povert\u00e0.<\/p>\n<p>Ma la popolazione africana aumenter\u00e0 a dismisura. Nel 2050 avr\u00e0 raggiunto i 2,5 miliardi. E si assester\u00e0, alla fine del secolo, a circa 4,3 miliardi di persone.<\/p>\n<p>Quasi la met\u00e0 della popolazione terrestre sar\u00e0 quindi africana.<\/p>\n<p>Una crescita allarmante, che non solo non trova posto all\u2019interno del nostro dibattito pubblico, ma che ignorata dagli stessi governi africani, cos\u00ec come dalla societ\u00e0 civile e dalla popolazione.<\/p>\n<p>Nella migrazione interna all\u2019Africa, circa 21 milioni risiedono in un altro paese africano. Spostamenti che riflettono il dinamismo economico dei luoghi di arrivo.<\/p>\n<p>Tra i migranti africani che si sono spostati, invece, fuori dal continente, circa 11 milioni vivono in Europa, quasi 5 milioni in Medioriente e pi\u00f9 di 3 milioni in Nordamerica.<\/p>\n<p>Ho vissuto, ripeto, il Congo (109 milioni ab e pi\u00f9 di 200 etnie), il Togo (9 milioni ab e 45 etnie)) e il Benin (13 milioni e 40 etnie). Paesi che non sono i principali luoghi da cui si emigra per l\u2019Italia: poco pi\u00f9 di 10 000 tra i tre Paesi, con tendenza a diminuire.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 praticabile la strada dei muri, dei respingimenti, dei buoni consigli a star a casa?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sguardo sull\u2019Africa. <\/strong><\/p>\n<p>Il missionario parte e incontra un popolo, verso il quale si sente inviato per annunciare il Vangelo perch\u00e9 abbiano vita e vita in abbondanza. Vita in abbondanza riguarda tutto l\u2019uomo e tutti in popoli. Tanti e molto diversi sono i popoli, o gruppi etnici che vivono in Africa.<\/p>\n<p>Il mio sguardo va su l\u2019Africa in generale che \u00e8 un continente i cui abitanti sono di una grande mobilit\u00e0, soprattutto interna al continente, ma anche all\u2019esterno e in particolare verso l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questa mobilit\u00e0? La risposta \u00e8 ovvia per cercare un modo di vita migliore. E questo \u00e8 un diritto, in armonia con il diritto di tutti di cercare un vivere migliore. Cerca progresso, libert\u00e0 e pace.<\/p>\n<p>Vivere migliore vuol dire soddisfazione dei bisogni essenziali, tra cui qualit\u00e0 della vita, Tra le condizioni che definiscono la qualit\u00e0 della vita, rientrano reddito e lavoro e la situazione abitativa. Le dimensioni non materiali della qualit\u00e0 di vita, invece, comprendono la salute, la formazione, la qualit\u00e0 dell&#8217;ambiente, la sicurezza personale, l&#8217;impegno civico e la conciliabilit\u00e0 tra lavoro e vita privata. Non si misura on modo vero la qualit\u00e0 della vita solo guardando al PIL.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l\u2019africano deve muoversi per trovar una qualit\u00e0 di vita migliore, cosa gli impedisce di star bene a casa sua?<\/p>\n<p>La mancanza di libert\u00e0 per organizzare la sua vita di popolo, con riferimenti culturali propri, maturati nei secoli, anche con l\u2019incontro con altre culture, altre esperienze di societ\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p>Desidero far solo rifermento a quattro fenomeni storici di incontro tra l\u2019Africa e l\u2019Europa; storici non solo perch\u00e9 sono consegnati al passato, ma storici per stanno facendo la storia comune di Africa, d\u2019Europa e d\u2019Italia.<\/p>\n<p><strong>&#8211; La tratta dei neri.<\/strong> Ho vissuto quasi 20 anni sulla Costa degli schiavi, nel Golfo di Guinea, chiamato anche Golfo del Benin. Milioni di schiavi sono stati venduti e portati nelle Americhe con le navi negriere. A Ouidah, Benin, sono ricordati con la Porta del Non ritorno a Ouidah.<\/p>\n<p>A questa tratta occidentale, si aggiunge quella orientale verso i paesi arabi nel Medio Oriente.<\/p>\n<p>Ufficialmente, la tratta dei neri \u00e8 stata abolita verso al fine del 1700, ma ha continuato, clandestinamente, molto attiva anche successivamente, fin verso al fine del 1800.<\/p>\n<p>Erano schiavi che andavano a lavorare.<\/p>\n<p>Questo lavoro di <strong>nero africano schiavo<\/strong> esiste ancora oggi. Accettato o tollerato.<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 un africano dimenticare questo. Certi suoi comportamenti trovano qui la loro origine.<\/strong><\/p>\n<p>Il continente africano ha vissuto il<strong> colonialismo<\/strong>, cio\u00e8 l\u2019occupazione economica dell\u2019Africa da parte di Europei con inizi nel 1600 ma esplosa nel 1800. Si sono poi aggiunte America, Russia e Cina.<\/p>\n<p>All\u2019inizio aveva anche una organizzazione politica, molto militarizzata e violenta, poi, al tempo delle indipendenze, negli anni 1960, si \u00e8 mutato in <strong>neo colonialismo<\/strong>, con imposizione di regole commerciali e monopoli, con tutele di autorit\u00e0\u2019 politiche e amministrative, con tanto sostegno militare. Inoltre \u00e8 sempre attivo il capestro del debito con le istituzioni bancarie mondiali. L\u2019Africa quindi continua a produrre per gli altri, e anche per noi italiani.<\/p>\n<p>A quando il rimborso per i danni della schiavit\u00f9 e del colonialismo?<\/p>\n<p><strong>L\u2019 Africano, impoverito fino alla miseria, pu\u00f2 dimenticare? Difficile.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il saccheggio delle materie prime e delle terre.<\/strong> Ben protetto da insicurezza alimentata da gruppi di terrore e con tante armi. Il saccheggio inoltre sconvolge la natura e gli eventi climatici avversi aumentano.<\/p>\n<p>Gli impoveriti aumentano cos\u00ec pure coloro che chiedono giustizia, libert\u00e0, indipendenza, democrazia nelle scelte politiche, rispetto dei diritti.<\/p>\n<p><strong>Hanno torto? L\u2019Africano \u00e8 paziente e resistente e non dimentica.<\/strong><\/p>\n<p>Come stupirsi se nel linguaggio comune, il bianco, in certi paesi, dove ho vissuto, viene chiamato <strong><em>yovo<\/em><\/strong>, termine che \u00e8 la contrazione di una frase che significa: <em>il cane furbo che ci imbroglia.<\/em> Termine che, se un bambino, innocentemente rivolgeva a me, vedendomi passare nel suo villaggio, subito era corretto da un adulto: Ao, menye yovo \u00e8, fada \u00e8! no\u2026 lui non \u00e8 un bianco, \u00e8 un padre!<\/p>\n<p>Aggrediti da un cane ci si difende, con un calcio se \u00e8 piccolo, con un bastone, se occorre\u2026o con il mitra!<\/p>\n<p><strong>Che l\u2019Africa perdoni, quando sar\u00e0\u2026.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 in questo periodo che \u00e8 iniziato l\u2019incontro tra <strong>l\u2019Africa subsahariana e il Vangelo<\/strong>. Una relazione diversa, fraterna, rispettosa e disinteressata e che mira al bene comune. La predicazione \u00e8 sempre stata accompagnata da opere sociali, soprattutto scuole e centri di salute.\u00a0 Spesso questa azione era la metodologia per fare cristiani. Certamente \u00e8 sempre stata la testimonianza della carit\u00e0, cio\u00e8 della preoccupazione di Dio per l\u2019uomo che soffre e che non pu\u00f2 sviluppare tutte le sue capacit\u00e0, perch\u00e9 povero di conoscenze intellettuali nel senso stretto del termine e scientifiche, quelle che pi\u00f9 si sono sviluppate nel mondo \u2018bianco\u2019.<\/p>\n<p>Per uno sviluppo dell\u2019Africa i soldi non sono tutto, come per voi il solo capitale non fa l\u2019impresa.<\/p>\n<p>Ed erano gli stessi uomini bianchi ma con due sguardi diversi sull\u2019Africa. Cos\u00ec si esprimeva Daniele Comboni: \u2018<em>Or mentre che gl\u2019intrepidi investigatori si occuparono fino ai d\u00ec nostri di quella inesplorata parte del globo, \u2026. collo scoprire i tesori che loro stanno ascosi per arricchire la storia naturale ed il commercio, il filantropo cristiano, volgendo lo sguardo alle condizioni spirituali e sociali di quei popoli incurvati sotto l\u2019impero di Satana, profuse a sua volta gli effetti di fra\u00adterna commiserazione, e l\u2019efficacia della sua cooperazione pel miglioramento della triste lor sorte.<\/em> Leggiamo liberi dal linguaggio proprio dell\u2019800.<\/p>\n<p>La missione evangelizzatrice della Chiesa \u00e8 un contributo a creare relazioni di fraternit\u00e0, paradigma necessario per ogni tipo di rapporto che si voglia positivo, rispettoso, umano, finalizzato al bene comune.<\/p>\n<p>Il fenomeno migrazione vissuto con il <strong>criterio fraternit\u00e0<\/strong>, genera percorsi virtuosi, di rispetto e di progresso reciproci. In un contratto giusto, onesto, le due parti devono tutte e due, guadagnare, se non sul corto almeno sul lungo termine. Il fenomeno migratorio \u00e8 in attesa che si scriva un <strong>contratto giusto<\/strong>, dove giusto coincide con fraterno.<\/p>\n<p>Oggi questo contratto non c\u2019\u00e8 e la migrazione, provocata e non controllata, resta solo un problema, molto serio e non un movimento di popoli che pu\u00f2 diventare opportunit\u00e0, per tutti, creando una nuova <strong>cittadinanza attiva<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Sogniamo<\/em><em> come un&#8217;unica umanit\u00e0, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli!&#8221; <\/em>Papa Francesco. FT<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>La &#8220;<strong>cittadinanza<\/strong>&#8220;, che si basa sull&#8217;eguaglianza dei diritti e dei doveri sotto la cui ombra tutti godono della giustizia.<\/p>\n<p>Molto di questa nuova cittadinanza esiste, ma sembra non essere molto valorizzato sia nella pratica che nella riflessione e nemmeno valutato come opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8211; Le<strong> scuole<\/strong> e in genere i luoghi di educazione, anche la catechesi. In queste situazioni reali, quanta normalit\u00e0 nello stare insieme dei bambini e giovani? Nel film <em>Indovina chi viene a cena?<\/em> in una scena in cui un adulto chiede a un bambino bianco che aveva fatto amicizia con una bambina nera: qual \u00e8 la differenza tra te e lei, il bambino risponde: io sono un bambino e lei \u00e8 una bambina!<\/p>\n<p>&#8211; Lo<strong> sport,<\/strong> da quello di quartiere a quello professionista. Si chiamano le giocatrici e i giocatori per nome o per ruolo e non conta l\u2019origine.<\/p>\n<p>&#8211; Gli <strong>artisti<\/strong> e grandi professionisti.<\/p>\n<p>&#8211; Gli operai, gli infermieri, i <strong>lavoratori<\/strong> in genere.<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 necessario impegnarsi per stabilire nelle nostre societ\u00e0 il concetto della\u00a0<em>piena cittadinanza<\/em>\u00a0e rinunciare all&#8217;uso discriminatorio del termine\u00a0<em>minoranze<\/em>.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Nel pensiero del Papa, rifugiati e migranti non sono per\u00f2 soltanto i beneficiari di azioni di accoglienza, ma\u00a0<strong>l&#8217;arrivo di persone diverse si trasforma in un dono<\/strong><em>, perch\u00e9 \u00abquelle dei migranti sono anche storie di incontro tra persone e tra culture: per le comunit\u00e0 e le societ\u00e0 in cui arrivano sono una opportunit\u00e0 di arricchimento e di sviluppo umano integrale di tutti\u00bb.<\/em> Papa Francesco.<\/p>\n<p>Aggiungo, anche a livello cristiano, cattolico, sono dono, vitalit\u00e0, gioia, sia nelle celebrazioni liturgiche che nei loro comportamenti.<\/p>\n<p>La <strong>crescita in umanit\u00e0<\/strong> della nostra societ\u00e0 passa anche attraverso lo studio della storia, della cultura, dell\u2019antropologia, della filosofia, della psicologia, dell\u2019economia dei popoli.<\/p>\n<p>La sola crescita scientifica, tecnologica \u00e8 insufficiente \u00e8 rendere umano il nostro vivere insieme.<\/p>\n<p>Guardando solo alla migrazione africana, chi ora riesce, con una certa facilit\u00e0, dire quali sono le caratteristiche proprie dei popoli africani, quali sono i loro punti di forza, le loro debolezze.<\/p>\n<p>Quale \u00e8 stato il contributo culturale che gli schiavi deportati nelle Americhe, hanno dato alle attuali societ\u00e0 del quel continente? O il contributo delle colonie a tanti Stati europei?<\/p>\n<p>La <strong>missione della Chiesa<\/strong>, e per Chiesa intendo tutti i battezzati, deve essere pi\u00f9 impegnata in questo ambito: essere <strong>ponte culturale e operativo<\/strong>, tra l\u2019Europa e l\u2019Africa, come vero servizio al Vangelo, per un mondo pi\u00f9 giusto e quindi pi\u00f9 in pace, vista la stretta relazione che c\u2019\u00e8 tra giustizia e pace.<\/p>\n<p>Nell\u2019assemblea sinodale, parliamo di questo: <strong>ministeri battesimali<\/strong> sia al servizio della comunit\u00e0 cristiana che \u00e8 al servizio dell\u2019umanit\u00e0, in un territorio preciso.<\/p>\n<p>Noi, tutti, abbiamo un nome e un cognome, non solo per l\u2019anagrafe.<\/p>\n<p>Io sono missionario (nome) comboniano (cognome) sacerdote (secondo cognome) \u2026<\/p>\n<p>Io sono marito (nome) cristiano (cognome). Io sono mamma (nome) cristiana (cognome). Io genitore (nome) cristiano (cognome). Io sono imprenditore (nome) cristiano (cognome) e io sono dirigente (nome) cristiano (cognome). E prendo decisioni, agisco in modo unico, armonioso con quello che sono, ben definito dal mio nome e cognome.<\/p>\n<p>Ispirazione e fedelt\u00e0 al Vangelo e alla Dottrina sociale della Chiesa sono i vostri cognomi.<\/p>\n<p>Questo al netto di tutte le fragilit\u00e0 personali e di societ\u00e0. Il peccato personale sociale non \u00e8 un\u2019invenzione: \u00e8 una realt\u00e0 che si vive giorno per giorno e che spesso paralizza, perch\u00e9 pi\u00f9 forte e grande di noi. Ma nonostante questo costruiamo una societ\u00e0 e un mondo nuovo. Golia e Davide, Venerd\u00ec santo e Pasqua, ci sono ancora oggi e li viviamo. Negli anni \u201980 al vescovo di Trento che parlava agli imprenditori e industriali, di solidariet\u00e0, \u00e8 stato risposto che, con la solidariet\u00e0, si chiedevano imprese, industrie e finiva il commercio.<\/p>\n<p>Ultima riflessione.<\/p>\n<p><em><strong>Art. 1 \u2013 L\u2019Italia \u00e8 una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranit\u00e0 appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Perch\u00e9 fare del lavoro il fondamento della Repubblica democratica? Perch\u00e9 il lavoro \u00e8 il segno concreto della possibilit\u00e0, affidata a ogni cittadino e a ogni cittadina, di contribuire, giorno per giorno, alla costruzione della societ\u00e0, mettendo a frutto l\u2019irripetibilit\u00e0 e la vocazione di ognuno di noi.<\/p>\n<p>Non dice solo che ogni cittadino <strong>deve lavorare<\/strong>, dice anche che il lavoro deve <strong>essere fatto<\/strong>.<\/p>\n<p>Se il lavoro non lo fanno italiani di nascita, perch\u00e9 sono pochi, o incapaci di farlo, per la malattia e l\u2019et\u00e0, possono o devono farlo altri \u2018italiani\u2019 che abitano questo suolo, o perch\u00e9 vi sono nati, o perch\u00e9 vi sono arrivati.<\/p>\n<p>Voi potete fare qualche conto economico sulle spese dello Stato legate alla migrazione. Quelle per impedire, respingere, e salvare in mare, riuscendoci solo in piccola parte, e quelle per l\u2019accoglienza, o per l\u2019avviamento al lavoro.<\/p>\n<p>Di questo ne sapete pi\u00f9 di me e molto di pi\u00f9 e soprattutto, potete agire, perch\u00e9 ne va del vostro futuro di imprenditori e dirigenti. Portare ancor il lavoro all\u2019estero o continuare a produrre in Italia?<\/p>\n<p>Grazie della vostra attenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Nell&#8217;ambito del Ciclo di Incontri organizzati da UCID Padova, gioved\u00ec 15 giugno 2023, a Civitas Vitae OIC, si \u00e8 parlato di Migrazioni: dalle difficolt\u00e0 del momento alle opportunit\u00e0 per costruire. 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