{"id":1901,"date":"2023-12-20T15:08:45","date_gmt":"2023-12-20T15:08:45","guid":{"rendered":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/?p=1901"},"modified":"2023-12-20T15:08:45","modified_gmt":"2023-12-20T15:08:45","slug":"pensieri-in-liberta-sul-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/2023\/12\/20\/pensieri-in-liberta-sul-natale\/","title":{"rendered":"PENSIERI  IN LIBERTA\u2019 SUL NATALE"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2023\/12\/Grotta-di-Betlemme4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1902\" src=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2023\/12\/Grotta-di-Betlemme4-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2023\/12\/Grotta-di-Betlemme4-300x200.jpg 300w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2023\/12\/Grotta-di-Betlemme4-768x512.jpg 768w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2023\/12\/Grotta-di-Betlemme4.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>PENSIERI\u00a0 IN LIBERTA\u2019 SUL NATALE<\/p>\n<p>a cura del Consulente Ecclesiastico UCID Padova don Alberto Giacomello<\/p>\n<p>Heinrich Heine (1797-1856), forse il pi\u00f9 grande lirico tedesco dopo la generazione di Goethe, contemporaneo di leopardi, ebreo di origine ma battezzato forse senza troppo credere nella fede cristiana in un componimento dal titolo Quesiti scriveva:<\/p>\n<p><em>Sulla riva del mare<\/em><\/p>\n<p><em>Deserto notturno,<\/em><\/p>\n<p><em>sta un uomo. L\u2019eterno fanciullo<\/em><\/p>\n<p><em>dal petto ricolmo d\u2019ambascia,<\/em><\/p>\n<p><em>dal cuore gravato di dubbi,<\/em><\/p>\n<p><em>con lugubre voce,<\/em><\/p>\n<p><em>interroga i flutti cos\u00ec:<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cO flutti, scioglietemi voi<\/em><\/p>\n<p><em>l\u2019enigma crudele antichissimo, che nomasi Vita;<\/em><\/p>\n<p><em>l\u2019enigma pe\u2019l quale da secoli,<\/em><\/p>\n<p><em>invano il cervello si crucciano<\/em><\/p>\n<p><em>dei tristi mortali<\/em><\/p>\n<p><em>le tempie recinte di mitrie istoriate, <\/em><\/p>\n<p><em>di nere berrette, turbanti e parrucche:<\/em><\/p>\n<p><em>l\u2019enigma, sul quale,grondano sudore, si curvano a mille, <\/em><\/p>\n<p><em>da secoli, ansiose le fronti mortali!<\/em><\/p>\n<p><em>O flutti, svelatemi voi l\u2019essenza dell\u2019uomo!<\/em><\/p>\n<p><em>Onde viene? A qual m\u00e8ta s\u2019affanna?<\/em><\/p>\n<p><em>O flutti, chi popola i mondi che brillano d\u2019oro nel cielo?\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mare bisbiglia la sua sempiterna canzone;<\/em><\/p>\n<p><em>fischia il vento; le nuvole corrono; <\/em><\/p>\n<p><em>inesorabili e fredde, le stelle sull\u2019arco del cielo risplendono,<\/em><\/p>\n<p><em>e un folle attende il responso del mare.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>La lirica scandisce il destino dell\u2019uomo, tormentato dalle domande radicali e condannato al buio del mistero. Chi \u00e8 l\u2019uomo? Donde viene? Dove va? Ha un senso la vita? Con l\u2019animo \u201cricolmo d\u2019ambascia\u201d, \u201cgravato di dubbi\u201d e la \u201cvoce lugubre\u201d invoca una risposta. Ma invano. Le onde si sbriciolano, bisbigliando una sempiterna indecifrabile canzone, il vento fischia, le nuvole corrono, le stelle risplendono, mute. Tutto rivela estraneit\u00e0 e indifferenza all\u2019angoscia dell\u2019uomo. A questo mutismo egli non sa rassegnarsi. Persiste nell\u2019attesa di una risposta.<\/p>\n<p>Versi desolati e duri.<\/p>\n<p>A queste immagini di Heine potete associare i versi del pastore errante del Leopardi. L\u2019uno interroga le onde, l\u2019altro la luna.<\/p>\n<p>A questa angoscia di solitudine e di buio risponde Isaia:<\/p>\n<p>\u201cSe tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti\u201d Is 63,19 o Marco nel vangelo che abbiamo proclamato domenica scorsa in tutte le chiese del mondo: \u201cInizio del vangelo di Ges\u00f9, Cristo, Figlio di Dio\u201d Mc 1,1.<\/p>\n<p>Le domande di Haine e di Leopardi hanno avuto una risposta. A Natale ricordiamo o se preferisci annunciamo la venuta di Dio sulla terra e la conseguente rivelazione del nostro destino. Dio c\u2019\u00e8. \u00c8 venuto, \u00e8 vissuto, ed \u00e8 rimasto per condividere la condizione umana, rispondere alle nostre domande, rompere la nostra solitudine, comunicarci la sua divinit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019incarnazione del Verbo di Dio \u00e8 il cuore della fede cristiana. Essa ci dice che Dio non \u00e8 l\u2019essere sperduto nei cieli, lontano dall\u2019uomo e sordo alle sue invocazioni.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019Emmanuele, il Dio-con-noi, che ha posto la sua tenda tra noi, pronto a spostarla e porla dove noi ci stabiliamo. In tale prospettiva la solitudine \u00e8 superata, poich\u00e9 il Verbo fatto carne, si \u00e8 fatto nostro compagno di viaggio. Non occorre pi\u00f9 cercare Dio in cielo, perch\u00e9 ci \u00e8 accanto, sperimenta la nostra fatica di pellegrini, la fame, la sete, la stanchezza, l\u2019ostilit\u00e0, e anche l\u2019angoscia della morte. Papa Benedetto XVI commentando l\u2019affermazione di Ges\u00f9: \u201cIo sono la vite e voi i tralci\u201d Gv 15,5, scrive: \u201cGiovanni non conosce l\u2019immagine paolina del \u201ccorpo di Cristo\u201d. La parabola della vite tuttavia, esprime oggettivamente il medesimo concetto: l\u2019inseparabilit\u00e0 di Ges\u00f9 dai suoi, il loro essere una sola cosa con Lui e in Lui. Il discorso della vite dimostra cos\u00ec l\u2019irrevocabilit\u00e0 del dono fatto da Dio, che non verr\u00e0 tolto. Nell\u2019incarnazione Dio ha legato s\u00e9 stesso\u201d.<\/p>\n<p>A quale m\u00e8ta s\u2019affanna l\u2019uomo? Nella luce dell\u2019Incarnazione la domanda di Heine, ha una risposta sorprendente: la m\u00e8ta dell\u2019uomo \u00e8 la stessa del Cristo, nel quale egli vive. Cristo \u00e8 vissuto per realizzare la gloria di Dio, cio\u00e8 vivificare l\u2019umanit\u00e0 nell\u2019amore del Padre, comunicandole in tal modo la vita e la felicit\u00e0 divina. L\u2019uomo avverte un bisogno insopprimibile di felicit\u00e0, esiste per essere felice. Il mistero del Natale rende possibile raggiungere Dio e la felicit\u00e0 nella sua pienezza.<\/p>\n<p>Ed io chi sono? Si chiede Leopardi. La sua risposta \u00e8 desolante, viandante smarrito e lacerato, preda della noia. L\u2019ultimo verso del suo Canto notturno sa di pietra tombale: Forse\u2026\u00e8 funesto a chi nasce il d\u00ec Natale.<\/p>\n<p>Sartre si sarebbe chiesto se \u201cl\u2019uomo \u00e8 un condannato a portare il proprio cadavere? Vari filoni della cultura di oggi guardano all\u2019uomo con disprezzo, con sterile piet\u00e0, con disgusto:<\/p>\n<p>\u201cPassione inutile\u201d \u2013 Sartre<\/p>\n<p>\u201cStraniero per la polizia, per Dio, per me stesso\u201d \u2013 Cioran<\/p>\n<p>\u201cGrazioso granellino di polvere sperduto nell\u2019universo\u201d \u2013 Buzzati<\/p>\n<p>\u201cCrudele, sanguinaria scimmia predatrice che si chiama uomo\u201d \u2013 Durrenmatt<\/p>\n<p>\u201cStatuette di terracotta esposte all\u2019aperto che con la pioggia si trasformeranno in fango\u201d \u2013 Saramago.<\/p>\n<p>L\u2019evento del Natale ribalta queste desolate definizioni e fa vedere l\u2019uomo su uno sfondo di dignit\u00e0, di valore, di immortalit\u00e0. Paolo VI in un memorabile messaggio nel Natale 1968 diceva: \u201cDa allora molte cose hanno avuto principio. Da allora, per il fatto d\u2019una tale nascita (cfr.\u00a0<em>Col<\/em>. 1, 15) la dignit\u00e0 della natura umana \u00e8 stata riabilitata ed esaltata. Da allora l\u2019unit\u00e0 potenziale del genere\u00a0umano \u00e8 diventata manifesta. Da allora la storia del mondo ha avuto il suo punto focale. Da allora un principio di fratellanza universale \u00e8 stato proclamato (cfr.\u00a0<em>Rom<\/em>. 8, 29). Da allora ogni essere umano \u00e8 diventato sacro, degno di ogni cura, d\u2019ogni rispetto. Da allora s\u2019\u00e8 inaugurato il criterio che chi soffre, chi \u00e8 piccolo, chi \u00e8 povero, chi \u00e8 schiavo, chi \u00e8 decaduto merita cura, soccorso, rispetto, e merita maggiore giustizia. Da allora la disperazione, ch\u2019\u00e8 in fondo all\u2019anima dell\u2019uomo deluso e peccatore, ha avuto titolo a sperare, a rivivere. Da allora una sorgente, ch\u2019\u00e8 diventata fiume, e di cui la Chiesa vuol essere il canale principale e autentico, un fiume refrigerante, fecondante, rigenerante, \u00e8 scaturita a Bethleem: l\u2019amore; l\u2019amore nuovo, inconcepibile e incontenibile di Dio, di Dio fattosi nostro fratello e nostro modello, nostro maestro, nostro amico, nostro salvatore e redentore, nostro capo e nostra vita, s\u2019\u00e8 riversato sulla terra, e ancora la inonda, e qui oggi fa lago, e tutti ci invade, l\u2019amore del Natale, l\u2019amore di Cristo\u201d.<\/p>\n<p>A Natale si definisce la sacralit\u00e0 e la dignit\u00e0 dell\u2019uomo e di ogni uomo, il rispetto e la giustizia che gli si devono; Natale definisce anche le basi su cui costruire la \u201cnuova citt\u00e0\u201d. Pertanto, ogni dottrina sociale della Chiesa \u00e8 impastata dell\u2019orizzonte del Natale, \u00e8 innestata in questa \u201cantropologia\u201d di fondo.<\/p>\n<p>Le sfide oggi sono innumerevoli e complesse: si \u00e8 appena conclusa la conferenza di Dubai \u201cCop28\u201d dove sembrano pi\u00f9 le incognite che le soluzioni; ci preoccupano i fronti di guerra medio orientali e la guerra in Ucraina, senza dimenticare (Siria, Libia, Sud Sudan; Yemen), i movimenti di popoli dal sud del mondo, la denatalit\u00e0 nei paesi pi\u00f9 evoluti (se ancora si pu\u00f2 usare questa terminologia), gli sviluppi della tecnologia e in particolare dell\u2019 IA con tutte le sue incognite etiche, l\u2019ONU che ormai da decenni \u00e8 pi\u00f9 un problema che una soluzione, \u00a0e non ultimo gli stati BRICS (Brasile-Russia-India-Cina-SudAfrica) che ormai vengono sempre pi\u00f9 considerati alternativi a quell\u2019ordine mondiale che ha dominato dopo la seconda guerra mondiale e che secondo il Fondo Monetario Internazionale sembra che gi\u00e0 quest\u2019anno 2023 li vedr\u00e0 superare la produzione economica degli stati del G7.<\/p>\n<p>In tempi di crisi si fa esperienza della fatica, dell\u2019incertezza, della precariet\u00e0. Tuttavia, proprio questi momenti possono diventare tempi di riflessione su ci\u00f2 che \u00e8 veramente importante nella nostra vita: gli affetti, l\u2019impegno nella solidariet\u00e0, una ascesi che fa valutare meglio il valore dei beni materiali nella prospettiva dei beni eterni e del rapporto con Dio. San Paolo quando scrive ai Romani dice: \u201cle sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sar\u00e0 rivelata in noi\u201d e continua \u201ctutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi\u201d l\u2019immagine del parto ci induce a vedere il mondo in tensione continua di attesa Rm 8,18-25.<\/p>\n<p>Il Natale per il credente non \u00e8 un effimero momento di consolazione e di respiro in un mare in tempesta, ma il faro sicuro di approdo di pace e di giustizia, la certezza che nella lotta che il quotidiano ci chiede siamo sempre nelle mani della forza della vita. Certo la contraddizione tra la \u201cpotenza di Dio\u201d e la debolezza del bambino di Betlemme \u00e8 enorme e l\u2019inquietante domanda resta, veramente quel bambino \u00e8 figlio di Dio?<\/p>\n<p>Celebrare il Natale in maniera paganamente distaccata, considerarlo una pia leggenda, farcita di buoni sentimenti, di folclore e di \u201cmodi di dire\u201d; significa sganciarsi dalla rivelazione e dalla redenzione, Dio si fa bambino non per trastullarsi, per giocare e strappare un po\u2019 di commozione ai benpensanti, ma per rivelarci che il trono di Dio nel mondo non \u00e8 nei troni umani, ma nelle profondit\u00e0 dell\u2019uomo. Attorno alla mangiatoia di Betlemme non vi sono i grandi del tempo, ma personaggi semplici, oscuri, sconosciuti, personaggi che si giocano l\u2019esistenza non attraverso il potere ma attraverso la coscienza, e un leale esame di coscienza. Alla luce della mangiatoia abbiamo il dovere di chiederci che cosa \u00e8 alto e cosa \u00e8 basso nella vita umana? Abbiamo lo stesso criterio del Signore nel formulare un giudizio in merito? Ognuno di noi vive con persone che diciamo \u201caltolocate\u201d e con persone che diciamo di basso rango. Ognuno di noi ha sempre qualcuno che sta pi\u00f9 in basso di lui, come ci collochiamo a riguardo? Il Natale, annunciare che Dio \u00e8 nato uomo in Ges\u00f9 di Nazareth significa cominciare a guardare l\u2019umanit\u00e0 in orizzontale, con una prospettiva di certa speranza e con una forte responsabilit\u00e0 nei confronti dell\u2019umanit\u00e0. <strong><u>Speranza e Responsabilit\u00e0<\/u><\/strong> \u00e8 il binomio che ci interpella in quella buia grotta di Betlemme dove splende una luce eterna.<\/p>\n<p>Buon Natale a tutti membri U.C.I.D.<\/p>\n<p>Padova 14 dicembre 2023 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 don Alberto Giacomello<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PENSIERI\u00a0 IN LIBERTA\u2019 SUL NATALE a cura del Consulente Ecclesiastico UCID Padova don Alberto Giacomello Heinrich Heine (1797-1856), forse il pi\u00f9 grande lirico tedesco dopo la generazione di Goethe, contemporaneo di leopardi, ebreo di origine ma battezzato forse senza troppo credere nella fede cristiana in un componimento dal titolo Quesiti scriveva: Sulla riva del mare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":1902,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[112,113],"class_list":["post-1901","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","tag-natale2023","tag-salvezza-auguri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1901","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1901"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1901\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1902"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1901"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1901"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1901"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}