{"id":205,"date":"2015-04-15T12:51:34","date_gmt":"2015-04-15T12:51:34","guid":{"rendered":"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/?p=205"},"modified":"2015-04-15T12:57:15","modified_gmt":"2015-04-15T12:57:15","slug":"giubileo-una-straordinaria-opportunita-da-cogliere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/2015\/04\/15\/giubileo-una-straordinaria-opportunita-da-cogliere\/","title":{"rendered":"Giubileo, una straordinaria opportunit\u00e0 da cogliere"},"content":{"rendered":"<p>Pubblichiamo qui di seguito un intervento del segretario generale Ucid Giovanni Scanagatta, che propone una riflessione dedicata al giubileo straordinario indetto da Papa Francesco.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Il Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco dall\u20198 dicembre<\/strong> di quest\u2019anno alla fine di novembre del 2016, testimonia la grande determinazione illuminata dalla Fede del Santo Padre nella realizzazione della riforma della Chiesa in uscita missionaria (primo obiettivo su sette del n. 17 della Evangelii gaudium). E\u2019 innanzi tutto significativo il fatto che il Giubileo straordinario sia stato indetto a 50 esatti dalla chiusura del Concilio ecumenico Vaticano II ad opera del beato Paolo VI. Ci\u00f2 significa che<strong> Papa Francesco vuole riprendere la strada della realizzazione delle grandi traiettorie indicate dal Concilio per la salvezza del popolo di Dio<\/strong> (Costituzione dogmatica Lumen gentium). Nei libri dell\u2019Antico testamento si legge che il Giubileo ordinario si celebra ogni 50 anni e in tale anno i debiti devono essere condonati (Levitico) per porre mano al grande male delle disuguaglianze che si sono formate nel lungo periodo. Si tratta in fondo della \u201cmisericordia\u201d a cui Papa Francesco ha voluto dedicare questo Giubileo straordinario del nuovo millennio.<\/p>\n<p>Papa Francesco vuole realizzare una riforma della Chiesa, facendola uscire per le vie del mondo pur con tutti i rischi che questo comporta. <strong>Ma Papa Francesco preferisce magari una Chiesa incidentata piuttosto che una Chiesa chiusa in se stessa e autoreferenziale<\/strong>. Per fare questo occorre una pastorale di conversione e di missione, essendo insufficiente la \u201csemplice amministrazione\u201d (Evangelii gaudium, n. 25). L\u2019azione illuminata dalla forza della Fede di Papa Francesco fa venire alla mente l\u2019opera del beato Antonio Rosmini \u201cLe cinque piaghe della santa Chiesa\u201d, pubblicata nel 1848 e messa all\u2019Indice nell\u2019anno successivo assieme alla Costituzione civile secondo la giustizia sociale. Le cinque piaghe corrispondono alle mani, ai piedi e al costato di Ges\u00f9 crocifisso e riguardano la separazione tra la Chiesa e il popolo di Dio, la insufficiente preparazione del clero, la divisone dei Vescovi, la nomina dei Vescovi da parte del potere temporale, gli eccessivi interessi economici legati ai beni ecclesiastici. Giovanni XXIII con il Concilio ecumenico Vaticano II ha voluto dare un segnale ispirato forte per sconfiggere queste cinque piaghe, ma siamo certamente ancora all\u2019aurora. E\u2019 interessante ricordare che nell\u2019opera del Rosmini del 1848 \u201cLa Costituzione civile secondo la giustizia sociale\u201d sono riassunte le tesi di fondo della \u201cFilosofia del diritto\u201d, arricchita da un\u2019appendice \u201cSull\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p>In tali opere il beato Rosmini mette in evidenza la centralit\u00e0 e l\u2019eccellenza della persona umana, affermando che \u201cL\u2019eccellenza della persona \u00e8 tale che essa non pu\u00f2 sottomettersi a nulla, tranne che alla verit\u00e0\u201d. Sempre nello stesso anno, il Consiglio dei Ministri del governo piemontese affida a Rosmini una missione diplomatica presso Pio IX in vista della stipula di un concordato tra la Chiesa e il Piemonte e della creazione di una Confederazione di Stati italiani con la presidenza del Papa. Ma la missione diplomatica fallisce per le tergiversazioni del governo subalpino. A noi del\u2019UCID interessa molto la seconda piaga indicata dal Rosmini riguardante la insufficiente preparazione del clero, con particolare riferimento alla Dottrina Sociale della Chiesa.<\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, la nostra associazione, nata nel 1947, ha nell\u2019articolo primo del suo statuto la previsione che compito fondamentale dell\u2019UCID \u00e8 la conoscenza, la diffusione e la testimonianza dei grandi allori della Dottrina Sociale della Chiesa da parte degli imprenditori e dei dirigenti cristiani. Qui ci troviamo in una situazione veramente singolare: di fronte al grande e profetico valore delle Encicliche sociali che vanno dalla Rerum novarum del 1891 di Leone XII alla Caritas in veritate del 2009 di Benedetto XVI, si riscontra una diffusa scarsa conoscenza del grande insegnamento sociale della Chiesa da parte del clero e, in particolare, dei parroci che quasi mai fanno riferimento nelle loro omelie domenicali a questa grande ricchezza della Chiesa. Ne \u00e8 testimonianza il capitolo della Evangelii gaudium di Papa Francesco, dedicato alla dimensione sociale dell\u2019evangelizzazione. Anche per questo motivo Papa Francesco sottolinea nell\u2019esortazione apostolica la grande importanza della preparazione dell\u2019omelia da parte dei parroci (Evangelii gaudium, n. 145). <strong>Per la diffusione capillare sul territorio dei grandi insegnamenti della Dottrina Sociale della Chiesa \u00e8 vitale il ruolo della parrocchia<\/strong> con le due grandi proiezioni: da una parte la catechesi, la liturgia e i sacramenti e dall\u2019altra l\u2019impegno sociale nelle sue diverse forme. La funzione sociale della parrocchia ha avuto un grande sviluppo come conseguenza degli illuminati insegnamenti della Rerum novarum di Leone XII, nello spirito della solidariet\u00e0 e della sussidiariet\u00e0. La cooperazione riceve un grande sviluppo, in particolare nel mondo rurale, con la nascita di un grande numero di casse rurali e artigiane sotto la spinta delle parrocchie e dei parroci. Attualmente ci sono in Italia circa 26 mila parrocchie, una media di 2.300 persone per parrocchia ma con una grandissima variabilit\u00e0. I comuni sono poco pi\u00f9 di 8 mila, con una media di 7.500 abitanti per comune. Si aprono in questo campo delle attivit\u00e0 parrocchiali a sfondo sociale grandi possibilit\u00e0 di impegno sul territorio da parte dei 3.300 soci dell\u2019UCID. Ogni socio dell\u2019UCID potrebbe offrire la possibilit\u00e0 al suo parroco di organizzare degli incontri finalizzati alla conoscenza della Dottrina Sociale della Chiesa e delle attivit\u00e0 dell\u2019UCID nel campo della Responsabilit\u00e0 Sociale dell\u2019Impresa e, in particolare, delle Strategie di Impresa per lo Sviluppo e il Bene Comune. Nel nuovo Codice canonico del 1983, radicalmente diverso dal Codice del 1917, soprattutto per l\u2019impianto decisamente improntato ai documenti conciliari, la parrocchia viene definita come \u00abcomunit\u00e0 di fedeli, stabile e definita, sotto la guida di un pastore proprio in comunione con il vescovo\u00bb (can. 515). La parrocchia conosce figure che si diversificano. Il can.517 par. 2 parla di parrocchie affidate ai laici, sia pure con il riferimento al presbitero. Si prospetta la possibilit\u00e0 di collaborazioni molto ampie fra sacerdoti e fra parrocchie fino a prevedere la conduzione da parte di un gruppo di preti di una vasta parrocchia o di pi\u00f9 parrocchie (parrocchie in solidum, can. 517 par.1). La parrocchia mantiene certamente tutta la sua caratteristica tradizionale di ancoraggio al territorio e di legame alla vita dei fedeli, dal nascere al morire: basterebbe la necessit\u00e0 ribadita dell\u2019anagrafe parrocchiale a dire il solido segno di appartenenza e di visibilit\u00e0, di storia e di tradizione. Attenzione meritano anche gli accordi di Villa Madama del 1984 che aggiornano il concordato lateranense del 1929. In essi la \u201cparrocchia\u201d viene ad essere riconosciuta come titolare di personalit\u00e0 giuridica. Non si parla pi\u00f9 di \u201cbeneficio parrocchiale\u201d. Ci\u00f2 facilita l\u2019accorpamento di diocesi e di parrocchie, perch\u00e9 esse siano realmente corrispondenti a entit\u00e0 umane capaci di \u201cfare comunit\u00e0\u201d, senza coperture giuridiche di realt\u00e0 ormai inesistenti, valide solo davanti all\u2019autorit\u00e0 statale. Finisce l\u2019istituto del beneficio parrocchiale e si stabilisce una sorta di uguaglianza nella retribuzione per ogni servizio ministeriale dei preti. l giubileo straordinario sulla misericordia indetto da Papa Francesco \u00e8 una grande occasione per tutta l\u2019UCID per imboccare la strada del rinnovamento spirituale secondo l\u2019insegnamento della Evangelli gaudium di Papa Francesco, che al punto 203 afferma.<\/p>\n<p>\u201cLa vocazione di un imprenditore \u00e8 un nobile lavoro, sempre che si lasci interrogare da un significato pi\u00f9 ampio della vita; questo gli permette di servire veramente il bene comune con il suo sforzo di moltiplicare (produzione della ricchezza) e rendere pi\u00f9 accessibili per tutti (distribuzione della ricchezza) i beni di questo mondo\u201d. E\u2019 infatti interessante notare che l\u2019udienza del Santo Padre riservata a tutti i soci dell\u2019UCID e allo loro famiglie e fissata per il 31 ottobre prossimo, \u00e8 assai vicina all\u2019avvio del Giubilo straordinario sulla misericordia dell\u20198 dicembre. Nel terminare questa nota, dedicandosi l\u2019UCID ai problemi economici e sociali alla luce dei grandi insegnamenti della Dottrina Sociale della Chiesa, \u00e8 utile offrire qualche dato previsto per questo Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco. Il numero previsto dei pellegrini nell\u2019arco dei 12 mesi del Giubileo \u00e8 di circa 40 milioni. I<strong>l contributo in termini di reddito che questo grande flusso di turismo religioso arrecher\u00e0 al nostro Paese viene stimato intorno allo 0,5% del prodotto interno lordo.\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo qui di seguito un intervento del segretario generale Ucid Giovanni Scanagatta, che propone una riflessione dedicata al giubileo straordinario indetto da Papa Francesco. \u00a0Il Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco dall\u20198 dicembre di quest\u2019anno alla fine di novembre del 2016, testimonia la grande determinazione illuminata dalla Fede del Santo Padre nella realizzazione della riforma [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":194,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-205","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/205","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=205"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/205\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/media\/194"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=205"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=205"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=205"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}