{"id":259,"date":"2015-07-06T15:43:33","date_gmt":"2015-07-06T15:43:33","guid":{"rendered":"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/?p=259"},"modified":"2016-02-12T15:43:59","modified_gmt":"2016-02-12T15:43:59","slug":"crisi-greca-paradosso-o-paradigma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/2015\/07\/06\/crisi-greca-paradosso-o-paradigma\/","title":{"rendered":"Crisi greca, paradosso o paradigma?"},"content":{"rendered":"<p>Dove ha origine la crisi greca? Quali le ragioni alla base di un braccio di ferro che sembra senza vie d\u2019uscita? Questi alcuni degli interrogativi al centro del primo appuntamento del ciclo <strong><em>Dialoghi con l\u2019Ucid, oggi parliamo di.<\/em>..<\/strong>proposto lo scorso 17 giugno dalla sezione di Padova dell\u2019Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti. Un tema oggi ancor pi\u00f9 &#8220;urgente&#8221; e attuale, dopo l&#8217;esito del referendum di domenica scorsa.<\/p>\n<p>A offrire spunti e stimoli per la riflessione sono stati in quell&#8217;occasione due ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Padova: <strong>Alberto Lanzavecchia<\/strong>, docente di Finanza Aziendale dell\u2019Universit\u00e0 di Padova e <strong>Vincenzo Romania, <\/strong>docente di Sociologia dei Processi Culturali dell\u2019Universit\u00e0 di Padova.<\/p>\n<p>Nella sua lucida analisi, che ha suscitato al termine un vivace dibattito, Lanzavecchia ha spiegato come una delle regole base dell\u2019economia internazionale vuole che non sia possibile mantenere in contemporanea un regime di cambi fissi, la libera circolazione dei capitali e una politica monetaria indipendente: ecco che \u00ab<strong>gli Stati Membri dell\u2019Europa hanno dovuto rinunciare alla sovranit\u00e0 monetaria, delegata a un ente superiore, sottratto alla democrazia (la Bce)\u00bb. <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2015\/05\/impresa02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-231\" src=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2015\/05\/impresa02.jpg\" alt=\"impresa02\" width=\"218\" height=\"146\" srcset=\"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2015\/05\/impresa02.jpg 700w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2015\/05\/impresa02-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><\/a> \u00a0Se sono ben noti i dati che fotografano gli effetti della crisi e i livello di \u00a0indebitamento record di Grecia e Italia (rispettivamente al 170% e al 130%), forse \u00a0non molti sono a conoscenza del fatto che la Grecia, dopo la Germania, \u00e8 il Paese \u00a0dell\u2019Ue pi\u00f9 virtuoso per quanto riguarda l\u2019avanzo primario: in altre parole, <strong>senza la \u00a0zavorra pesantissima del debito e degli interessi sul debito, il Paese \u00a0ellenico sarebbe oggi un Paese virtuoso.<\/strong> <strong>In termini assoluti, il debito greco ammonta a 330 miliardi, di cui l\u201980% in mano a istituzioni pubbliche (Bce, FMI, \u201cFondo Salva Stati\u201d) inclusi circa i 40 miliardi detenuti dal nostro Paese. <\/strong><\/p>\n<p>Lanzavecchia ha poi spiegato come l\u2019osservatorio Ocse che monitora l\u2019avanzamento delle riforme classifichi <strong>la Grecia al primo posto per quanto riguarda il numero di riforme effettuate negli ultimi anni<\/strong> \u00abeppure tutti gli indicatori economici ormai mostrano come la cura delle riforme lacrime e sangue non funziona perch\u00e9 non contribuisce alla ripresa e ha pesanti conseguenze sul piano della coesione sociale e della perdita di sovranit\u00e0 nazionale\u00bb.<\/p>\n<p>Un elemento interessante per leggere l\u2019attuale crisi Greca \u00e8 rappresentato anche dall\u2019andamento della bilancia commerciale: i dati presentati da Lanzavecchia mostrano con chiarezza come, in corrispondenza dell\u2019introduzione dell\u2019euro, si sia creato <strong>un forte sbilanciamento<\/strong> fra import ed export in quasi tutti i Paesi europei (i c.d. PIGS), mentre a trarne un indubbio vantaggio \u00e8 stata soltanto la Germania che ha visto lievitare in modo impressionante le proprie esportazioni. In una situazione di cambi fissi, non potendo agire attraverso la svalutazione della moneta, ecco che, nelle economie pi\u00f9 \u201cdeboli\u201d come quella Italiana, per riequilibrare la competitivit\u00e0 <strong>si \u00e8 dovuto ricorrere alla leva dell\u2019abbassamento del costo del lavoro, con inevitabili conseguenze sul piano sociale<\/strong>. \u00a0Amara l\u2019analisi di Lanzavecchia: \u00abSenza una reale unione politica gli squilibri alla base del funzionamento dell\u2019euro non si potranno mai risolvere. Stiamo pagando un prezzo alto anche in termini di perdita della democrazia, la sfera finanziaria (il regno dei mezzi) ha preso il sopravvento sulla politica (il regno dei fini). Eppure non mi sembra che ci sia alcuna reale volont\u00e0 di andare verso un\u2019unione politica e percorrere quel sogno dell\u2019Europa dei popoli che era stato dei padri fondatori\u00bb.<\/p>\n<p>Se in Italia le conseguenze si sono fatte sentire in modo pesante, la situazione greca \u00e8 di gran lunga peggiore e i dati presentanti da Romania sono impressionanti: dall\u2019inizio della crisi la mortalit\u00e0 infantile \u00e8 cresciuta del 43%, i suicidi del 100%, \u00e8 raddoppiato anche il numero di malati di Aids. \u00abSi respira un generalizzato aumento degli atteggiamenti individualisti e campanilistici, con una rottura del legame sociale\u00bb.<\/p>\n<p>Sia Lanzavecchia sia Romania hanno ribadito come l\u2019austerity, che viene presentata dalla Troika come l\u2019unica via possibile, in realt\u00e0 \u00ab\u00e8 un sistema di senso che riduce tutta la politica e la misurazione dei risultati dei governi in termini di riduzione del debito pubblico\u00bb, disinteressandosi degli effetti e delle conseguenze sociali di questa situazione. \u00abUn paradigma che il governo Tsipras sta provando a rompere &#8211; \u00e8 la convinzione di Romania &#8211; e per queste ragioni, anche se l\u2019ammontare del debito greco non \u00e8 poi cos\u00ec rilevante nei bilanci dei creditori, la Troika non appare disposta a scendere a compromessi per non creare precedenti\u00bb.<\/p>\n<p>Le posizioni dei due analisti hanno suscitato un vivace dibattito e qualche critica: in sala c\u2019\u00e8 chi ha ricordato come la Grecia non sia certo esente da colpe, per la gestione \u201cimprovvida\u201d della finanza pubblica &#8211; nascosta anche da \u201cartifizi\u201d per truccare i bilanci dello Stato &#8211; che ha portato il Paese sull\u2019orlo del baratro.<\/p>\n<p>\u00abOsservazioni condivisibili &#8211; \u00e8 stata la riflessione di don Marco Cagol, consulente ecclesiastico Ucid Padova &#8211; Mettendomi in ascolto della Parola \u201cprovoca\u201d per\u00f2 il fatto che nella Bibbia c\u2019\u00e8 l\u2019istituto sociale del giubileo, che prevedeva il condono dei debiti. Certo non si possono cancellare le responsabilit\u00e0 con un colpo di spugna, <strong>ma l\u2019ultima parola non la possono e la devono mai avere i conti:<\/strong> in una situazione come quella che ci hanno descritto Lanzavecchia e Romania, dove la sfera politica non ha il primato ma \u00e8 subordinata all\u2019economia, il rischio forte \u00e8 che chi regola l\u2019economia non abbia davvero a cuore il bene comune\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dove ha origine la crisi greca? Quali le ragioni alla base di un braccio di ferro che sembra senza vie d\u2019uscita? Questi alcuni degli interrogativi al centro del primo appuntamento del ciclo Dialoghi con l\u2019Ucid, oggi parliamo di&#8230;proposto lo scorso 17 giugno dalla sezione di Padova dell\u2019Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti. 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