{"id":492,"date":"2016-12-27T11:46:13","date_gmt":"2016-12-27T11:46:13","guid":{"rendered":"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/?p=492"},"modified":"2016-12-27T11:46:13","modified_gmt":"2016-12-27T11:46:13","slug":"un-nuovo-patto-tra-ragazzi-e-adulti-contro-la-poverta-educativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/2016\/12\/27\/un-nuovo-patto-tra-ragazzi-e-adulti-contro-la-poverta-educativa\/","title":{"rendered":"\u00abUn nuovo patto tra ragazzi e adulti contro la povert\u00e0 educativa\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2016\/12\/creative-desk-pens-school.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-494\" src=\"http:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2016\/12\/creative-desk-pens-school-1024x682.jpg\" alt=\"creative-desk-pens-school\" width=\"294\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2016\/12\/creative-desk-pens-school.jpg 1024w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2016\/12\/creative-desk-pens-school-300x200.jpg 300w, https:\/\/ucid.it\/sezionepadova\/wp-content\/uploads\/sites\/115\/2016\/12\/creative-desk-pens-school-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 294px) 100vw, 294px\" \/><\/a>\u201cSiamo tutti chiamati a fare la nostra parte, a prenderci le nostre responsabilit\u00e0, per spezzare il circolo vizioso che lega bambini e ragazzini alle diverse sfaccettature della povert\u00e0\u201d. Ha esordito cos\u00ec <strong>Rinalda Montani, docente di Pedagogia speciale all\u2019Universit\u00e0 di Padova<\/strong> (e referente Unicef della citt\u00e0 capoluogo), al convegno \u201cLa povert\u00e0 culturale nei suoi riflessi nell\u2019ambito educativo\u201d che si \u00e8 tenuto domenica 11 dicembre al centro giovanile dell\u2019Antonianum. L\u2019incontro ha segnato l\u2019inizio di un percorso di collaborazione fra l\u2019Ucid (Unione cristiana imprenditori e dirigenti) e il Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale) di Padova. \u201cL\u2019ultimo rapporto Unicef sviscera il tema della giusta opportunit\u00e0 per ogni bimbo \u2013 ha sottolineato la professoressa \u2013 Prendiamoci un impegno, qui e ora: oltre che parlarne facciamo qualcosa di concreto. Come? Anzitutto possiamo contribuire ad elevare il livello di cultura nella nostra citt\u00e0 e\/o nel nostro Paese. Non esiste dignit\u00e0 se non c\u2019\u00e8 cultura\u201d.\u00a0 Montani ha poi portato l\u2019esempio del libro \u201cPinocchio\u201d, \u201cun\u2019opera che parla di povert\u00e0 e, al tempo stesso, di riscatto. Ricompriamolo, rileggiamolo. Troveremo degli spunti adatti anche a noi adulti\u201d. \u201cE\u2019 chiaro che la cultura deve trovare nella scuola un terreno fertile. Si tratta di un\u2019agenzia educativa dove i ragazzi hanno la possibilit\u00e0 di costruire sane relazioni interpersonali. Pi\u00f9 in generale, bambini e adolescenti hanno necessit\u00e0 di essere accompagnati per mano al bello e alla creativit\u00e0 da educatori che siano in grado a loro volta di tessere delle reti\u201d. Secondo la docente se ci\u00f2 non accade i ragazzi rischiano giocoforza di andare incontro alla cosiddetta povert\u00e0 culturale. Cio\u00e8 ad una \u201cscarsa e inadeguata offerta di servizi e opportunit\u00e0 educative e formative che consentano ai minori di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacit\u00e0, talenti e aspirazioni\u201d. La conseguenze sono drammatiche: un aumento generalizzato dello svantaggio sociale e, in particolare, del fenomeno dei Neet (Not engaged in education, employment or training), giovani di et\u00e0 compresa fra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano. \u201cLa soluzione per uscirne \u00e8 la sottoscrizione di una sorta di patto fra ragazzi e adulti: io, adulto, conto su di te giovane. E viceversa. L\u2019accordo \u00e8 sorretto da valori quali l\u2019intesa, la fiducia e l\u2019impegno\u201d. \u201cNon dimentichiamo, per\u00f2, che la pietra scartata ci rimanda ad un\u2019ulteriore riflessione: i poveri e le persone fragili diventano un\u2019opportunit\u00e0 per prendere sempre pi\u00f9 consapevolezza delle nostre debolezze. Proprio per questo motivo non possiamo girarci dall\u2019altra parte. Ritorno al punto di partenza: facciamoci carico degli obiettivi di sviluppo sostenibile, compreso la dignit\u00e0 di ogni essere umano, indicati dalle Nazioni Unite\u201d.<\/p>\n<p>Sull\u2019argomento \u00e8 intervenuto anche <strong>don Lorenzo Celi, direttore dell\u2019ufficio diocesano per la pastorale dell\u2019educazione e della scuola.<\/strong> Da parte sua ha sottolineato che \u201cspesso si trovano delle povert\u00e0 educative negli ambienti economicamente pi\u00f9 ricchi. I ragazzi sono incapaci di custodire i loro limiti; finiscono cos\u00ec per cadere prima in un atteggiamento di spavalderia, poi in una noia che richiama l\u2019assenza di passioni finanche al nichilismo. In questo contesto gli educatori, cio\u00e8 le persone che hanno il compito di condurre fuori (dal latino ex-ducere) le qualit\u00e0 dei giovani, sono tenuti a recuperare il senso del bello e del buono\u201d. \u201cA volte, invece, incontro genitori e insegnanti che sembrano quasi rassegnati. A loro desidero mandare un messaggio: siate dei fari per i vostri ragazzi. Mentre a tutti ricordo che, per noi cristiani, l\u2019educatore pi\u00f9 grande dal quale prendere esempio \u00e8 Ges\u00f9 Cristo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSiamo tutti chiamati a fare la nostra parte, a prenderci le nostre responsabilit\u00e0, per spezzare il circolo vizioso che lega bambini e ragazzini alle diverse sfaccettature della povert\u00e0\u201d. 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