“La sostenibilità sistemica. Come trasmetterne il valore.”
Riflessioni in cammino
Dalle illuminanti Note del Cardinal Bagnasco al Convegno UCID Roma “Governare l’invisibile. Regole e Valori per l’AI”, 29 aprile 2026 Sala Koch del Senato, “Riflessioni in cammino verso un Umanesimo integrale”.
Ad una giurista docente di diritto della sostenibilità – che crede nella funzione maieutica dell’in-segnante e perciò nel risveglio delle coscienze, prima ancora dell’acquisizione di conoscenze – le profonde riflessioni del Cardinal Bagnasco al Convegno UCID Roma del 29 aprile scorso, donano luce e vigore speciale perché aggiungono elementi di un “formante spirituale” al formante dottrinale e giurisprudenziale per la trattazione della sostenibilità nella dimensione sistemica.
Per tali ragioni chi scrive, accompagnata in questo cammino riflessivo dalla amica Angela Soccio, Socio e Consigliera UCID Roma, e dalla Amica Virginia Desirée Zucconi, Presidente UCID Roma, ha voluto recuperare quelle pregnanti osservazioni e farne dono in aula, il 7 maggio scorso, alla lezione con oggetto “Il paradigma della sostenibilità sistemica”, facendone espressa citazione, “in una prospettiva metagiuridica”, nelle note di chiusura delle slide proiettate ai Dottorandi di ricerca in Diritto pubblico dell’Ateneo di Tor Vergata.
Lieta, con la Socia Angela Soccio e la Presidente Desirée Zucconi, di condividere questo avvio di percorso con gli amici Soci UCID, riporto di seguito una sintesi con “digressioni” sui metodi di insegnamento più efficaci per l’obiettivo annidato nelle dense parole di Bagnasco: formare i giovani, futuri imprenditori e dirigenti, recuperando l’antico valore dell’Umanesimo.
Siamo passati dal diritto dell’ambiente al diritto della sostenibilità.
In questo cambio di denominazione di materia disciplinare è racchiuso un cambio di paradigma culturale prima che giuridico.
La Sostenibilità nella dimensione sistemica, che ci consegna l’Agenda ONU 2030 ma prima ancora la LAUDATO SI’, non attiene solo alla tutela dell’ambiente; essa ingloba l’economia, i diritti sociali, le responsabilità intergenerazionali, una visione di armonia del Creato. Significa al fondo preservare l’uomo nella sua interezza e dignità, come ribadito nel messaggio del Presidente Mattarella al Festival ASVIS “Costruire il futuro: strategia per un’Italia sostenibile”, oggi 22 maggio 2026 presso la Sala della Regina di Montecitorio.
È perciò una disciplina giuridica costitutivamente relazionale, che si integra e condiziona altri saperi. Lo evidenziava anche il Sottosegretario Butti al convegno sull’AI, sollecitato da Marco Italiano sulla domanda in tema di sostenibilità, e la giurisprudenza ai suoi livelli più alti ce lo ricorda costantemente: mentre le alte Corti Internazionali e la CEDU configurano il diritto al clima come un diritto umano fondamentale, la nostra stessa Costituzione, con la storica riforma del 2022 che ha modificato gli articoli 9 e 41, ha impresso questo dovere nel cuore della Repubblica.
La complessità della sostenibilità, che è poi complessità del reale, deriva proprio da questo suo essere intrinsecamente “integrale”.
Ciò impone una straordinaria capacità di lettura del tempo presente per interpretare i nessi profondi della realtà.
Di fronte a questa sfida, la funzione maieutica del docente, meglio dell’in-segnante, trova il suo terreno più fertile reclamando una “didattica 5.0”, trasformativa. Un modello evolutivo che rifiuta il determinismo tecnologico, rimettendo l’essere umano e la società al centro.
E’ questo un approccio autenticamente umanocentrico e transdisciplinare, dove l’insegnamento cessa di essere solo trasmissione di saperi e diventa, come ci ricorda Plutarco, l’atto sacro di “accensione di un fuoco”, conducendo gli allievi, per citare Gibran nel suo Profeta, alla soglia della loro stessa mente.
In questo approccio non bastano i tradizionali manuali. In un’epoca dominata dalla velocità, dalla fluidità e da una diffusa solitudine interconnessa, occorre formare l’anima (Cardinal Bagnasco).
È qui che si inserisce la necessità di una spinta gentile, una Nudge Regulation capace di operare un’architettura delle scelte etiche.
Non appare più sufficiente un diritto puramente imperativo e sanzionatorio, serve indurre comportamenti che promuovano un cambiamento spontaneo e virtuoso nei consumi, nel rispetto del prossimo, nella natura che reclama, da sé, il rispetto di una sua normatività.
Ed ecco che, a supporto dei tradizionali metodi di in-segnamento, si rivela straordinaria la potenza di strumenti innovativi, anzi trasformativi come l’arte, in particolare la “settima arte” quale il Cinema, e in specie il Cinema Green (il genere Climate-fiction), formidabile mediatore educativo che con la narrazione visiva tocca i paesaggi più intimi della mente, generando quel silenzio di ascolto interiore, quel “sentire” profondo che precede e fonda le parole.
Un “viaggio” dello spirito che consente l’accesso alla “coscienza come primo, vero luogo di giudizio, capace di distinguere il vero dal falso, il bene dal male (Cardinale Bagnasco); svelando quella legge scritta nella carne del cuore che custodisce il senso del limite (Recalcati).
Recuperare questa profondità smarrita, unendo la “forza della Legge” alla “bellezza della Vita”, è la via per comprendere la complessità della natura e imboccare la strada di un autentico “ritorno all’umano”, come significativamente espresso nel titolo della 7^ edizione del Festival del Cinema Green (Italian Green Film Festival -IGFF) celebrato il 30 aprile presso la Sala Regina a Palazzo Montecitorio, in presenza di giovani studenti, rappresentanti delle istituzioni e protagonisti del mondo culturale, scientifico ed audiovisivo.
Roma, 22 maggio 2026
Rosa Rota, Angela Soccio, Virginia Desirée Zucconi