{"id":11486,"date":"2024-06-16T12:30:51","date_gmt":"2024-06-16T10:30:51","guid":{"rendered":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/?p=11486"},"modified":"2025-02-17T16:56:13","modified_gmt":"2025-02-17T15:56:13","slug":"divergenze-tra-le-politiche-monetarie-della-bce-e-della-federal-reserve-americana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/2024\/06\/16\/divergenze-tra-le-politiche-monetarie-della-bce-e-della-federal-reserve-americana\/","title":{"rendered":"&#8220;Divergenze tra le politiche monetarie della BCE e della Federal Reserve americana&#8221; a cura di Giovanni Scanagatta"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per la prima volta dal 2019, la Banca Centrale Europea (BCE) riduce i tassi di interesse. Come si legge nel comunicato stampa, \u201ci tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale\u00a0saranno ridotti rispettivamente al 4,25%, al 4,50% e al 3,75%, con effetto dal 12 giugno 2024\u2033. Si tratta di un piccolo taglio di un quarto di punto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una riduzione attesa dall\u2019Italia per gli effetti riduttivi sul costo del nostro elevato debito pubblico, sulle famiglie per i mutui a tasso variabile e sulle imprese che hanno un elevato quoziente di indebitamento come nel caso delle imprese di piccole e medie dimensioni. Nel 2024 il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo dovrebbe superare il 140%, e una riduzione di un quarto di punto del costo del debito determinerebbe un risparmio intorno ai 7 miliardi di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un altro aspetto va evidenziato con riferimento alle banche. La riduzione dei tassi, dovrebbe portare come conseguenza alla contrazione del margine di interesse delle banche e quindi dei profitti o extraprofitti. L\u2019effetto lo abbiamo visto con le riduzione delle quotazione di borsa del settore bancario. Si tratta di aspetti controversi che avevano portato all\u2019ipotesi di tassazione degli extraprofitti bancari da parte del Governo, poi rientrata. In ogni caso, il comportamento delle banche riguardante il margine di interesse va analizzato separatamente nella fase ascendente e in quella discendente del costo del denaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La cautela nella riduzione dei tassi di <em>policy<\/em> viene giustificata dalla Presidente della BCE con il fatto che certamente l\u2019inflazione nell\u2019Unione Europea cala, ma rimane ad un livello che non \u00e8 ancora vicino all\u2019obiettivo del 2%. Ma c\u2019\u00e8 un\u2019altra variabile che la BCE guarda, anche se non costituisce direttamente obiettivo della Banca Centrale, riguardando il tasso di cambio. Si tratta dei differenziali di interesse tra il dollaro e l\u2019euro, gi\u00e0 a favore della moneta americana prima dell\u2019ultima decisione di riduzione da parte del Consiglio Direttivo. Poich\u00e9 la <em>Federal Reserve<\/em> americana non ha variato i tassi di politica monetaria, tale differenziale si amplia ulteriormente e incide in modo negativo sul rapporto di cambio tra euro e dollaro. Infatti, il tasso di cambio della moneta europea si \u00e8 deprezzato in pochi giorni scendendo da 1,09 a 1,07 dollari per euro, con una perdita di circa il 2%. Pu\u00f2 aumentare pertanto l\u2019inflazione importata e questo preoccupa la Presidente Lagarde. Ma andrebbe anche considerato l\u2019effetto di un tasso di cambio dell\u2019euro pi\u00f9 debole rispetto al dollaro, per gli effetti positivi sulla competitivit\u00e0 delle esportazioni europee. Questo \u00e8 certamente utile per sostenere la bassa crescita dei Paesi dell\u2019Unione, a partire dalla Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualche considerazione infine sulla decisione della <em>Federal Reserve<\/em> americana di lasciare invariati, nella decisione del 12 giugno, i tassi di interesse di <em>policy<\/em>. Si tratta delle spese federali che tengono sostenuta la domanda, la crescita dei salari orari e il buon andamento del mercato del lavoro. L\u2019inflazione corre ad un tasso superiore al 3% e ci\u00f2 giustificherebbe la politica prudente della <em>Federal Reserve<\/em> nell\u2019abbassare i tassi di interesse.<\/p>\n<p><em><\/em><\/p>\n<p><em>Giovanni Scanagatta<\/em><\/p>\n<p><em>Professore di Politica economica e monetaria all\u2019Universit\u00e0 \u201cSapienza\u201d di Roma<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Roma, 12 giugno 2024<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la prima volta dal 2019, la Banca Centrale Europea (BCE) riduce i tassi di interesse. 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