{"id":12309,"date":"2025-01-06T14:14:56","date_gmt":"2025-01-06T13:14:56","guid":{"rendered":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/?p=12309"},"modified":"2025-02-10T10:06:48","modified_gmt":"2025-02-10T09:06:48","slug":"la-crisi-dellunione-europea-e-il-modello-dellimpero-degli-asburgo-di-giovanni-scanagatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/2025\/01\/06\/la-crisi-dellunione-europea-e-il-modello-dellimpero-degli-asburgo-di-giovanni-scanagatta\/","title":{"rendered":"&#8220;La crisi dell&#8217;Unione Europea e il modello dell&#8217;Impero degli Asburgo&#8221; a cura di Giovanni Scanagatta"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LA CRISI DELL\u2019UNIONE EUROPEA E IL MODELLO DELL\u2019IMPERO DEGLI ASBURGO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>1<\/strong>.Scopo del presente contributo \u00e8 di presentare un\u2019ipotesi suggestiva e certamente ardita di quanto l\u2019Unione europea potrebbe imparare dal modello dell\u2019impero degli Asburgo per uscire dalla crisi che l\u2019attanaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;Impero Asburgico, che si estese dal 1278 al 1918, cio\u00e8 640 anni, rappresenta una delle realt\u00e0 politiche pi\u00f9 longeve e complesse della storia europea. Sotto il dominio della Casa d&#8217;Austria, l&#8217;impero seppe mantenere una straordinaria stabilit\u00e0 e prosperit\u00e0 per secoli, attraversando numerosi cambiamenti geopolitici e conflitti. La sua grande forza ed efficienza si manifestarono sia sul piano militare che su quello amministrativo, economico e culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;inizio dell&#8217;era asburgica come potenza imperialista risale al 1278, con la vittoria di Rodolfo I d&#8217;Austria nella battaglia di D\u00fcrnkrut, che gli permise di divenire imperatore del Sacro Romano Impero. Da questo momento, la Casa d&#8217;Austria riusc\u00ec a consolidare il proprio potere attraverso matrimoni strategici, alleanze politiche e la gestione abile delle risorse interne. La dinastia asburgica acquis\u00ec vasti territori che si estendevano ben oltre i confini dell&#8217;Austria, abbracciando aree come i Paesi Bassi, la Spagna, l&#8217;Ungheria, la Boemia e la Lombardia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno degli aspetti che pi\u00f9 ha caratterizzato la forza dell&#8217;Impero Asburgico fu il suo esercito, che si distinse per la sua disciplina, la capacit\u00e0 di adattarsi alle nuove tecniche di guerra e la strategica posizione geografica che permetteva all\u2019impero di affrontare nemici su pi\u00f9 fronti. Le guerre di successione, come quella di Maria Teresa d&#8217;Austria, o i conflitti contro l&#8217;Impero Ottomano e la Francia, mostrarono l\u2019efficacia di un esercito ben equipaggiato e motivato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel XVIII secolo, sotto il governo di Maria Teresa e del figlio Giuseppe II, l&#8217;impero si dot\u00f2 di una riforma militare che garant\u00ec una maggiore efficienza nelle operazioni belliche, rafforzando la capacit\u00e0 di difesa e di proiezione del potere oltre i confini. L&#8217;esercito austriaco si distinse anche per la sua capacit\u00e0 di combattere contro nemici pi\u00f9 grandi, come le forze napoleoniche. La sua resistenza durante le guerre napoleoniche, pur non riuscendo a mantenere intatti i territori imperiali, dimostr\u00f2 una notevole resilienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno degli aspetti distintivi dell&#8217;Impero Asburgico fu il suo sistema amministrativo e la gestione di un\u2019entit\u00e0 politica cos\u00ec eterogenea. L\u2019impero comprendeva territori che oggi fanno parte di numerosi Stati dell&#8217;Europa Centrale e Orientale, e la sua efficienza risiedeva nel riuscire a governare popolazioni con lingue, religioni e tradizioni diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il sistema amministrativo asburgico si basava su una struttura centralizzata che, pur rispettando la diversit\u00e0 regionale, permetteva un controllo efficace da parte della corte imperiale di Vienna. Le riforme di Maria Teresa e Giuseppe II modernizzarono l&#8217;amministrazione, creando una burocrazia efficiente che favor\u00ec il progresso sociale ed economico. Tuttavia, l\u2019elemento che garant\u00ec la continuit\u00e0 del potere asburgico fu la capacit\u00e0 di adattarsi alle circostanze politiche e di bilanciare i diversi interessi delle sue varie province.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano economico, l&#8217;Impero Asburgico svilupp\u00f2 un sistema che stimol\u00f2 sia l&#8217;agricoltura che l&#8217;industria. Le riforme agrarie di Maria Teresa permisero una maggiore produttivit\u00e0 nelle terre, mentre il libero commercio all&#8217;interno dell&#8217;impero contribu\u00ec alla crescita di citt\u00e0 come Vienna, Praga e Budapest. Inoltre, il controllo di importanti rotte commerciali tra Oriente e Occidente, grazie alla sua posizione strategica, permise all&#8217;impero di accumulare ricchezze e potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il commercio di merci come il sale, il grano, il vino e i tessuti, unito a un sistema bancario che favoriva gli scambi commerciali, rinforz\u00f2 l\u2019economia asburgica. Le riforme fiscali di Giuseppe II migliorarono l\u2019efficienza della raccolta delle imposte, ma furono anche accompagnate da una crescita delle spese per sostenere un apparato militare sempre pi\u00f9 costoso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019impero Asburgico si caratterizzava per una solida moneta, come il tallero di Maria Teresa che, come nome, ricorda il dollaro. Si tratta di una condizione fondamentale per uno sviluppo economico sano e solido nel tempo. \u00a0Il tallero di Maria Teresa d&#8217;Austria \u00e8 una moneta d&#8217;argento coniata a partire dal 1741, durante il regno dell&#8217;Imperatrice Maria Teresa, ed \u00e8 stata ampiamente utilizzata in molte parti d&#8217;Europa e nei territori dell&#8217;Impero Asburgico. Il tallero pesa circa 28 grammi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il <em>recto<\/em> della moneta presenta il ritratto di Maria Teresa, (Maria Teresa, per grazia di Dio, Imperatrice), mentre il <em>verso<\/em> mostra l&#8217;arma dell&#8217;Imperatrice, con una corona e uno scudo araldico, accompagnato dalla data di coniazione e il valore tallero. La moneta divenne simbolo di stabilit\u00e0 economica ed \u00e8 stata utilizzata come moneta di riferimento in diverse nazioni anche dopo la morte dell&#8217;Imperatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inizio modulo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;Impero Asburgico fu anche un grande centro di produzione culturale. Vienna, la capitale, divenne uno dei principali centri culturali d\u2019Europa, accogliendo artisti, musicisti, filosofi e letterati provenienti da tutta Europa. La musica, in particolare, ha visto un enorme sviluppo, con compositori come Wolfgang Amadeus Mozart, Ludwig van Beethoven e Franz Schubert che contribuirono a fare di Vienna la capitale della musica classica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019impero, sotto il governo degli Asburgo, promosse anche la scienza e la filosofia, con l&#8217;istituzione di universit\u00e0 e accademie. La corte di Vienna fu un luogo di grande fervore intellettuale, in cui si svilupparono idee che influenzarono profondamente l&#8217;Europa. Le riforme educative e le iniziative per l&#8217;alfabetizzazione aumentarono notevolmente il livello culturale della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante la sua grande forza e l&#8217;efficienza amministrativa, l&#8217;Impero Asburgico incontr\u00f2 nel XIX secolo numerose difficolt\u00e0. Il nazionalismo crescente, le tensioni tra i vari gruppi etnici e le sfide poste dalle guerre napoleoniche indebolirono l\u2019impero. La crisi del 1848, le guerre contro il Regno di Sardegna e la crescente pressione di potenze emergenti come la Prussia portarono alla fine del dominio degli Asburgo su gran parte dei territori europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Prima Guerra Mondiale segn\u00f2 la fine definitiva dell\u2019Impero Asburgico nel 1918, con la dissoluzione dell&#8217;Impero Austro-Ungarico. Tuttavia, nonostante la sua fine, l&#8217;eredit\u00e0 culturale, amministrativa e militare degli Asburgo continua a influenzare l&#8217;Europa anche nel XX e XXI secolo.<\/p>\n<ol start=\"2\" style=\"text-align: justify\">\n<li><strong><\/strong> L&#8217;Impero Asburgico, con la sua grande forza militare, la sua efficienza economica e amministrativa e la sua ricca tradizione culturale, rappresenta uno dei modelli pi\u00f9 significativi di governo in Europa. La sua capacit\u00e0 di adattarsi ai cambiamenti storici e di gestire una realt\u00e0 complessa e multiculturale lo ha reso uno degli imperi pi\u00f9 longevi della storia. Pur affrontando numerose sfide nel corso dei secoli, la sua eredit\u00e0 \u00e8 ancora viva in molti aspetti della vita moderna europea.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli Asburgo hanno saputo tenere in piedi e amministrare in modo sapiente e illuminato un impero che andava da oriente ad occidente, compresi i Balcani. Su questo l\u2019Europa ha sostanzialmente fallito perch\u00e9 non ha saputo tenere insieme, come affermava Giovanni Paolo II, i due polmoni per respirare e salire in alto, cio\u00e8 l\u2019oriente e l\u2019occidente dell\u2019Europa, compresa la Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si doveva andare avanti sulla strada tracciata dall\u2019unificazione delle due Germanie, Est e Ovest, ma non si \u00e8 stati capaci per mancanza di visione storica e per l\u2019incapacit\u00e0 di superare gli interessi nazionali che era indispensabile per costruire un\u2019Unione europea forte e coesa. Si pensava, erroneamente, che fosse sufficiente la creazione della moneta unica perch\u00e9 tutto il resto sarebbe seguito secondo un meccanismo di tipo automatico, in forza di un pensiero di tipo illuministico. Si tratta della <em>teoria funzionalista<\/em> tanto cara ai francesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un altro elemento che ha consentito per tanti anni la vita e il buon funzionamento dell\u2019impero asburgico, come fattore di coesione, sono le radici cristiane, che sono invece state svilite con la nascita dell\u2019Unione europea, rifiutando di inserire nella premessa della carta costituzionale questa fondamentale verit\u00e0, su cui si era battuto con grande forza, ma inutilmente, Giovanni Paolo II.<\/p>\n<ol start=\"3\" style=\"text-align: justify\">\n<li><strong><\/strong> Il frantumarsi dell\u2019impero asburgico ha avuto conseguenze negative per tutta l\u2019Europa dopo la prima guerra mondiale. A questo contribu\u00ec fortemente il nefasto Trattato di Parigi del 1919 che mise in ginocchio la Germania con i pesantissimi pagamenti dei debiti di guerra.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 interessante ricordare che contro le ingiustizie del Trattato di Parigi del 1919, il grande economista inglese J.M. Keynes decise di dimettersi dalla Commissione economica, in rappresentanza del governo inglese. Nell\u2019autunno del 1919 pubblic\u00f2, come atto di accusa contro il Trattato, la famosa monografia \u201c<em>Le conseguenze economiche della pace<\/em>\u201d. In tale monografia denunci\u00f2, tra l\u2019altro, le gravi conseguenze economiche per tutti i paesi europei degli ostacoli posti alle relazioni commerciali tra la Germania e la Russia. Questo grave errore lo aveva ben capito, molti anni dopo, Angela Merkel che favor\u00ec con decisione i rapporti economici e commerciali tra la Russia e la Germania unificata. Poi per\u00f2 la storia ha fatto un salto indietro e l\u2019Europa \u00e8 ritornata a colpire con le sanzioni economiche la Russia, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<ol start=\"4\" style=\"text-align: justify\">\n<li><strong><\/strong> Ma torniamo al modello dell\u2019impero degli Asburgo e alle conseguenze economiche della sua caduta dopo la prima guerra mondiale. Ne troviamo un\u2019efficace sintesi nell\u2019Introduzione al Bollettino economico della Banca Commerciale Italiana del 1931. Cos\u00ec si legge: \u201cIl frantumarsi della Monarchia d\u2019Asburgo spezz\u00f2 una vasta unit\u00e0 industriale agrario-finanziaria, la quale serviva come ponte di passaggio tra l\u2019Oriente europeo e l\u2019Occidente, fra il mare del Nord e i paesi balcanici e il Sud. Tutto il commercio europeo si era stabilizzato sulla esistenza del sistema dei trasporti austro-ungarici, con le sue tariffe differenziali, sui metodi creditizi delle banche viennesi specializzate nel finanziamento caratteristico del Balcani; e nell\u2019interno del vasto impero si era creata una perfetta divisione economica della produzione e del lavoro. Cos\u00ec una vasta zona territoriale con circa sessanta milioni di abitanti, posta al centro del sistema economico europeo, venne dopo la guerra a rappresentare uno dei punti di maggiore debolezza del nostro Continente e dal 1922 in poi visse con puntelli e con sistemi di artificio, che la crisi doveva far cadere per primi. Dall\u2019Austria, con la crisi Credit-Anstalt, la situazione odierna doveva avere il proprio punto di partenza. E se gli accordi presi dopo il Rapporto di Parigi hanno dato un respiro a quei paesi, mettendo una parte di essi sotto la tutela amichevole della Lega delle Nazioni, nessuna misura organica per\u00f2 venne presa per ridare ossigeno \u00a0a vita ad un gruppo di Stati che, insistiamo su questo punto, rappresentano per la loro situazione geografica uno dei nodi vitali per la vita e i rapporti economici dell\u2019Europa intiera\u201d.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Per la verit\u00e0, su questa analisi, il giudizio di Keynes nella monografia del 1919 \u00e8 molto pi\u00f9 severa del Bollettino economico della Banca Commerciale Italiana. Secondo Keynes, il Trattato di Parigi rappresenta il trionfo del potere dispotico dei vincitori della prima guerra mondiale, a partire dalla Francia di Clemenceau. E afferma che Clemenceau per portare casa gli interessi della Francia ha ingoiato la costituzione della Societ\u00e0 delle Nazioni voluta dal Presidente americano Roosvelt. Ma la Societ\u00e0 delle Nazioni avrebbe contato ben poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al termine dell\u2019Introduzione del Bollettino economico del 1931 della Banca Commerciale Italiana troviamo la domanda cruciale che riguarda l\u2019attuale crisi dell\u2019Unione europea. <em>\u201cQuanto durer\u00e0 la crisi? La domanda va rivolta agli uomini politici, non agli economisti e agli uomini d\u2019affari<\/em>\u201d. Una cosa \u00e8 certa: dagli attuali uomini politici dell\u2019Unione europea non possiamo attenderci risposte credibili. Preghiamo Dio che ci mandi uomini politici europei in grado di darci una risposta credibile a questa domanda per un vero futuro all\u2019Unione europea, all\u2019altezza dei padri fondatori dell\u2019Europa che erano dei profondi cristiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Giovanni Scanagatta<br \/><\/em><em>Professore di Politica economica e monetaria all\u2019Universit\u00e0 di Roma \u201cLa Sapienza\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA CRISI DELL\u2019UNIONE EUROPEA E IL MODELLO DELL\u2019IMPERO DEGLI ASBURGO 1.Scopo del presente contributo \u00e8 di presentare un\u2019ipotesi suggestiva e certamente ardita di quanto l\u2019Unione europea potrebbe imparare dal modello dell\u2019impero degli Asburgo per uscire dalla crisi che l\u2019attanaglia. 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