{"id":12899,"date":"2025-03-29T11:07:31","date_gmt":"2025-03-29T10:07:31","guid":{"rendered":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/?p=12899"},"modified":"2026-02-10T11:32:39","modified_gmt":"2026-02-10T10:32:39","slug":"dottrina-sociale-della-chiesa-europa-futuro-delleconomia-mondiale-a-cura-di-giovanni-scanagatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/2025\/03\/29\/dottrina-sociale-della-chiesa-europa-futuro-delleconomia-mondiale-a-cura-di-giovanni-scanagatta\/","title":{"rendered":"&#8220;Dottrina sociale della Chiesa, Europa, futuro dell&#8217;economia mondiale&#8221; di Giovanni Scanagatta"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;2_3,1_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221;][et_pb_column type=&#8221;2_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<p><strong><u>DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA, EUROPA, FUTURO DELL\u2019ECONOMIA MONDIALE<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Giovanni Scanagatta*<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li><strong><u>Dottrina sociale della Chiesa<\/u><\/strong>. La DSC \u00e8 un insieme di valori etici e morali per lo <em>sviluppo integrale dell\u2019uomo<\/em> e per il <em>bene comune<\/em>. IL bene comune della DSC \u00e8 un concetto diverso dall\u2019<em>ottimo paretiano <\/em>della teoria economica. Il bene comune \u00e8 di tutti e di ciascuno e si realizza quando tutti, senza esclusione alcuna, beneficiano dello sviluppo. E\u2019 un concetto <em>moltiplicativo<\/em> e se solo una persona sta a zero, quindi non ha nulla, azzera tutto il prodotto e non si realizza il <em>bene comune<\/em>. L\u2019<em>ottimo paretiano <\/em>\u00e8 invece un concetto <em>additivo<\/em> e l\u2019importante \u00e8 massimizzare la somma anche se molti rimangono a zero e non possiedono nulla, non realizzando in questo modo la <em>giustizia distributiva<\/em>.<br \/>La DSC ha molti punti di contrasto con la teoria economica che prescinde dall\u2019etica e dalla morale. Luigi Pasinetti elenca dieci punti di contrasto tra la DSC e la teoria economica tra cui il <em>bene comune, la destinazione universale dei beni e la funzione sociale della propriet\u00e0 privata, la superiorit\u00e0 del lavoro sul capitale, la solidariet\u00e0, la sussidiariet\u00e0, la componente di gratuit\u00e0 e di dono per la costruzione del bene comune<\/em>.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<ol start=\"2\" style=\"text-align: justify\">\n<li><strong><u>Europa<\/u><\/strong>. Il punto di partenza dell\u2019Unione europea pu\u00f2 essere fatto risalire al 1957 con la firma dei Trattati di Roma, con la nascita del Mercato Comune Europeo, tra <em>Germania, Francia, Italia, Belgio, Olanda, Lussemburgo<\/em>. Prima era nata la <em>Comunit\u00e0 del Carbone e dell\u2019Acciaio<\/em> (CECA) che risolveva storici problemi economici tra Francia e Germania. Facciamo un grande salto con il <em>Trattato di Maastricht<\/em> del 1992, Trattato dell\u2019Unione europea (Ue) che fissa il <em>parametri di convergenza<\/em> per entrare nell\u2019Unione. Si tratta di parametri <em>monetari<\/em> e <em>fiscali<\/em>, tra cui il limite massimo per il rapporto deficit\/PIL e per il rapporto debito pubblico\/PIL. Nel 1999 nasce l\u2019euro come moneta di conto, che entra in circolazione effettiva all\u2019inizio del 2002. Si parte dalla moneta unica, pensando che poi, secondo la <em>teoria funzionalista<\/em>, tutto il resto sarebbe seguito. Ma questa <em>fiducia illuministica<\/em> si \u00e8 rivelata vana; in pi\u00f9, si \u00e8 commesso l\u2019errore di allargare indiscriminatamente l\u2019Unione europea fino a 27 membri con il principio dell\u2019unanimit\u00e0 del voto, con Paesi molto diversi per livello di sviluppo, caratteristiche istituzionali e di storia. Si \u00e8 ignorata la <em>legge di Pareto del 20\/80<\/em> secondo la quale il 20% delle cause determina l\u201980% degli effetti. Bisognava invece puntare sul <em>nucleo storico<\/em> e molto integrato economicamente dei sei Paesi fondatori della Comunit\u00e0 Economica Europea, aggregando gli altri con la necessaria gradualit\u00e0. Per i sei si poteva proseguire con una <em>integrazione rafforzata<\/em> con politica fiscale comune, politica monetaria comune, debito comune. Debito comune magari garantito dalle enormi riserve auree dei sei Paesi fondatori, pari a oltre 9 mila tonnellate di oro, rispetto alle 8 mila degli USA. Storicamente non va dimenticato che l\u2019Italia chiese un prestito alla Germania di un miliardo di euro, garantito con parte delle riserve auree italiane. Si tratterebbe di una vera e propria <em>federazione<\/em> tra i sei stati fondatori del 1957. Era naturalmente molto difficile governare in modo unitario 27 Paesi cos\u00ec diversi tra loro perch\u00e9 bloccati dalla regola del voto unanime e da molte altre differenze e cos\u00ec l\u2019Unione europea si \u00e8 pi\u00f9 caratterizzata nel creare <em>regolamenti <\/em>e impacci burocratici che realizzare <em>investimenti per lo sviluppo, l\u2019innovazione e la competitivit\u00e0<\/em>. Si \u00e8 solo agito in <em>stato di necessit\u00e0<\/em> per fronteggiare situazioni di <em>grave crisi<\/em> che ricordiamo sinteticamente: a) crisi dei debiti sovrani del 2011 con acquisti di enormi quantit\u00e0 di titoli del debito pubblico da parte della Banca Centrale Europea (BCE) e tassi di interesse negativi (<em>politiche monetarie non convenzionali<\/em>); b) crisi pandemica con la creazione del <em>Recovery Fund<\/em> per 750 miliardi di euro e debito comune; c) crisi della difesa europea con <em>ReaArm Europe<\/em> con un programma di 800 miliardi di euro. Questo programma potrebbe anche presentare degli aspetti positivi se consentisse di recuperare il ritardo tecnologico e di competitivit\u00e0 dell\u2019Europa rispetto agli Stati Uniti d\u2019America e alla Cina, con forti ricadute sul <em>settore civile<\/em>. Non dobbiamo dimenticare che INTERNET e il GPS sono nati nel mondo militare. Dovrebbe trattarsi di una specie di Programma Spaziale Apollo degli Stati Uniti d\u2019America, realizzato dalla NASA tra il 1961 e il 1972, e che ha consentito di recuperare il ritardo iniziale rispetto all\u2019Unione Sovietica, superandola con lo sbarco americano sulla luna. Il Programma prevedeva <em>commesse<\/em> <em>pubbliche alle imprese private<\/em>, con una forte spinta all\u2019innovazione e con una ricaduta sul settore civile. Un modo altamente efficace per fare <em>politica industriale<\/em>.<\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"3\" style=\"text-align: justify\">\n<li><strong><u>Futuro dell\u2019economia mondiale. <\/u><\/strong>Siamo di fronte al tramonto del <em>multilateralismo<\/em> e al prepotente emergere degli <em>imperialismi<\/em> di Stati Uniti, Cina e Russia e <em>democrazia <\/em>sempre pi\u00f9 debole in Europa. Il nuovo Presidente degli USA Trump ha dato il colpo finale alle istituzioni economiche e finanziarie internazionali nate dopo gli accordi di Bretton Woods del 1944, a partire dall\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). Trump impone dazi sulle importazioni nella speranza di riequilibrare il pesante deficit americano degli scambi commerciali con l\u2019estero. E l\u2019Europa \u00e8 una delle prime ad essere sul banco degli imputati. Nella realt\u00e0 pu\u00f2 trattarsi solo di minacce, anche perch\u00e9 non \u00e8 sicuro che l\u2019introduzione dei dazi garantisca il riequilibrio della bilancia commerciale. Trattandosi prevalentemente di importazioni che interessano le fasce alte di reddito degli americani, la domanda di importazioni \u00e8 rigida e questo non fa diminuire le importazioni e nel contempo accresce l\u2019inflazione importata. Maggiore inflazione spinge la <em>Federal reserve<\/em> verso politiche monetarie restrittive e rialzo dei tassi di interesse, con effetti negativi sulla crescita del reddito e sull\u2019occupazione. Quindi grandi difficolt\u00e0 di cui Trump si rende conto.<br \/>La politica di Trump di apertura verso la Russia ha naturalmente lo scopo di impedire che la Russia cada sempre di pi\u00f9 nella braccia della Cina. E ci\u00f2 \u00e8 avvenuto sia a causa della chiusura europea verso il petrolio e il gas russo che ci ha costretto a diversificare verso altri fornitori a prezzi pi\u00f9 elevati rispetto a quelli praticatici dalla Russia e a causa delle sanzioni che ha colpito pesantemente le attivit\u00e0 della Banca centrale russa attraverso il congelamento e la tassazione totale del rendimento delle attivit\u00e0 stesse.<br \/>In questo quadro, l\u2019Unione europea avrebbe interesse a ristabilire migliori rapporti sia con gli Stati Uniti d\u2019America che con la Russia.<\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"4\">\n<li style=\"text-align: justify\"><strong>Conclusioni<\/strong>. Siamo partiti all\u2019inizio sottolineando i contrasti tra il pensiero sociale della Chiesa e la teoria economica. Per il futuro della nostra Europa abbiamo bisogno di una convergenza verso i valori della DSC: <em>sviluppo integrale dell\u2019uomo e sua dignit\u00e0, solidariet\u00e0, sussidiariet\u00e0, destinazione universale dei beni,<\/em> <em>bene comune<\/em>. I padri fondatori dell\u2019Europa erano tutti autentici cristiani: De Gasperi, Schuman, Adenauer ed \u00e8 a loro che dobbiamo ispiraci per un autentica rinascita dell\u2019Europa. Fondare l\u2019Europa solo sulla moneta e sui valori economici ci ha portato in un vicolo cieco e ora dobbiamo uscirne, altrimenti, come affermava Benedetto XVI, l\u2019Europa \u00e8 destinata ad uscire dalle <em>grandi traiettorie della storia<\/em>. E non dimentichiamoci il grande insegnamento di Giovanni Paolo II: l\u2019Europa per potere respirare e salire in alto ha bisogno di due polmoni: <em>l\u2019orientale e l\u2019occidentale<\/em>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*Professore di Politica economica e monetaria all\u2019Universit\u00e0 di Roma \u201cLa Sapienza\u201d<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221;][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA, EUROPA, FUTURO DELL\u2019ECONOMIA MONDIALE Giovanni Scanagatta* Dottrina sociale della Chiesa. La DSC \u00e8 un insieme di valori etici e morali per lo sviluppo integrale dell\u2019uomo e per il bene comune. 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