{"id":13498,"date":"2025-10-06T09:44:05","date_gmt":"2025-10-06T07:44:05","guid":{"rendered":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/?p=13498"},"modified":"2026-02-10T11:30:39","modified_gmt":"2026-02-10T10:30:39","slug":"alla-ricerca-di-un-nuovo-ordine-mondiale-di-giovanni-scanagatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/2025\/10\/06\/alla-ricerca-di-un-nuovo-ordine-mondiale-di-giovanni-scanagatta\/","title":{"rendered":"&#8220;Alla ricerca di un nuovo ordine mondiale&#8221; di Giovanni Scanagatta"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;2_3,1_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221;][et_pb_column type=&#8221;2_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<p><strong><u>ALLA RICERCA DI UN NUOVO ORDINE MONDIALE<\/u><\/strong><\/p>\n<p><em>Giovanni Scanagatta* <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In un contesto globale segnato da instabilit\u00e0, transizione e ridefinizione degli equilibri, il mondo si affaccia a una nuova epoca storica. Dopo anni di incertezza geopolitica, shock pandemici, guerre regionali e trasformazioni tecnologiche accelerate, il futuro politico, economico e monetario mondiale si disegna con linee ancora sfocate ma portatrici di tendenze \u00a0individuabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo scenario, Europa e Russia emergono con ruoli cruciali e controversi, mentre il pensiero di figure come Alcide De Gasperi e John Maynard Keynes pu\u00f2 offrire ancora oggi spunti fondamentali per orientare le scelte politiche globali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La questione del riarmo dell\u2019Europa (il piano\u00a0<em>Readiness<\/em>\u00a0<em>2030<\/em>), rievoca il progetto della Ced (Comunit\u00e0 europea di difesa), di cui De Gasperi \u00e8 stato uno strenuo promotore. La creazione di un unico esercito europeo per De Gasperi era la via alla realizzazione di uno Stato federale europeo, a base popolare, che avrebbe dovuto avviare un positivo cambiamento nelle relazioni sociali ed economiche tra i cittadini europei. I forti princ\u00ecpi ispiratori dell\u2019europeismo degasperiano possono ancora essere un modello per la politica europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Venne convocata a Parigi una conferenza per discutere il progetto con i Paesi dell\u2019Europa occidentale. I lavori iniziarono nel 1951 e il 27 maggio dell\u2019anno seguente i sei Paesi gi\u00e0 membri della Ceca firmarono il Trattato che istituiva la Comunit\u00e0 economica della difesa (Ced), \u00abuno dei pi\u00f9 importanti avvenimenti della nostra epoca\u00bb, come lo giudic\u00f2 il segretario di Stato americano Acheson. De Gasperi fu tra i pi\u00f9 convinti promotori di questo progetto. Durante i lavori della conferenza cos\u00ec si rivolse agli italiani, parlando alla radio, per spiegare gli ideali con cui il Paese partecipava ai lavori per il Trattato: \u201cNon vi parler\u00f2 dell\u2019Italia, ma dell\u2019Europa, dell\u2019Europa di domani, di quell\u2019Europa che vogliamo ideare e costruire. Che cosa si intende fare quando si parla di una Federazione europea? Ecco all\u2019ingrosso di cosa si tratta: di una specie di grande Svizzera, che comprende italiani, francesi e tedeschi. [\u2026] Ma taluno domander\u00e0 perch\u00e9, a proposito di questa impresa pacifica, si parli sempre di eserciti, di organizzazione militare, di armamenti. Rispondo che cos\u00ec si presentano le cose nella storia. La Svizzera come \u00e8 nata? Da una necessit\u00e0 di comune difesa. Gli Stati Uniti come sono nati? Da una guerra d\u2019indipendenza, da un ideale di libert\u00e0. [\u2026] Ecco perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nulla di strano che questa possibilit\u00e0 si apra proprio nel momento in cui si discute di armi, di necessit\u00e0 di difesa, di mettersi insieme per la difesa delle proprie libert\u00e0. Ma non bisogna confondere l\u2019occasione, il mezzo, la via per la costruzione, cio\u00e8 il punto di partenza, con la costruzione stessa, con il nostro ideale<sup>\u201d<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La fase unipolare dominata dagli Stati Uniti \u00e8 in via di superamento. Al suo posto si afferma un multipolarismo fragile, con Stati Uniti, Cina, Unione Europea, India e Russia che competono su scala globale per l\u2019influenza politica, l\u2019accesso alle risorse e il controllo delle tecnologie strategiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La transizione energetica, quella digitale e le tensioni sui mercati del lavoro e la frammentazione delle catene globali di approvvigionamento hanno minato le basi del modello neoliberista affermatosi dagli anni \u201980. Si delinea un\u2019economia pi\u00f9 protezionista, pi\u00f9 statalista, dove il potere monetario \u00e8 sempre pi\u00f9 uno strumento geopolitico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo quadro, l\u2019Unione Europea si trova di fronte a un bivio: o rilanciarsi come potenza autonoma, in grado di coniugare solidariet\u00e0 interna e proiezione esterna, oppure restare marginale nel nuovo scacchiere mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crisi dell\u2019Est Europa, l\u2019attrito con la Russia e le sfide migratorie hanno accentuato le divisioni tra Nord e Sud, Est e Ovest del continente. Tuttavia, lo spirito federalista e lungimirante di Alcide De Gasperi torna oggi di grande attualit\u00e0. De Gasperi vedeva nell\u2019unit\u00e0 europea non solo un argine alla guerra, ma una necessit\u00e0 economica e culturale. Il suo messaggio \u00e8 chiaro: \u201c<em>senza una vera politica estera, di difesa e industriale comune, l\u2019Europa rimarr\u00e0 incompiuta e vulnerabile\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rafforzamento dell\u2019eurozona e il dibattito su un Tesoro europeo e sugli <em>Eurobond <\/em>possono rappresentare il primo passo verso un\u2019autonomia strategica europea, anche nel campo monetario. Ma servir\u00e0 una <em>governance<\/em> rinnovata, capace di superare gli egoismi nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo anni di conflitto e sanzioni, la Russia resta un attore geopolitico centrale, ma in cerca di un nuovo posto nel mondo. Il Paese \u00e8 oggi fortemente legato a Cina, Iran e India, ma paga un crescente isolamento dal blocco occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mosca, per\u00f2, ha risorse naturali immense, un apparato militare rilevante e una visione euroasiatica alternativa. Il futuro della Russia dipender\u00e0 dalla sua capacit\u00e0 di evolvere da potenza \u201cdi resistenza\u201d a \u201cpotenza costruttiva<strong>\u201d<\/strong>, capace di dialogare con Europa e Asia su basi nuove. In questo contesto, l\u2019idea keynesiana della cooperazione economica internazionale potrebbe rappresentare un ponte. A questo riguardo, sono illuminanti le parole di Keynes all\u2019indomani della fine della prima guerra mondiale con il Trattato di Versailles. \u201cIl blocco della Russia, recentemente proclamato dagli Alleati \u00e8 perci\u00f2 un provvedimento stolido e miope: blocchiamo non tanto la Russia quanto noi stessi\u201d\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In sintesi: la doppia eredit\u00e0 di Keynes e di De Gasperi suggerisce la strada di un mondo cooperativo, inclusivo, con l\u2019Europa protagonista responsabile e la Russia integrata su basi economiche sostenibili. Solo cos\u00ec si potr\u00e0 sperare in un ordine mondiale solido, una stabilit\u00e0 politica ed economica condivisa e una crescita sociale diffusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p>\u00a0*<em>Professore di Politica economica e monetaria all\u2019Universit\u00e0 di Roma \u201cLa Sapienza\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221;][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALLA RICERCA DI UN NUOVO ORDINE MONDIALE Giovanni Scanagatta* In un contesto globale segnato da instabilit\u00e0, transizione e ridefinizione degli equilibri, il mondo si affaccia a una nuova epoca storica. 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