{"id":13598,"date":"2025-11-10T14:59:03","date_gmt":"2025-11-10T13:59:03","guid":{"rendered":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/?p=13598"},"modified":"2026-02-10T11:30:02","modified_gmt":"2026-02-10T10:30:02","slug":"la-proposta-se-aumentano-gli-investimenti-maggiori-benefici-per-gli-utenti-a-cura-di-giovanni-scanagatta-e-stefano-sylos-labini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/2025\/11\/10\/la-proposta-se-aumentano-gli-investimenti-maggiori-benefici-per-gli-utenti-a-cura-di-giovanni-scanagatta-e-stefano-sylos-labini\/","title":{"rendered":"&#8220;La proposta: se aumentano gli investimenti, maggiori benefici per gli utenti&#8221; di Giovanni Scanagatta e Stefano Sylos Labini"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;2_3,1_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_column type=&#8221;2_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<p><em>Avvenire, 9 novembre 2025<\/em><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\">LA PROPOSTA: SE AUMENTANO GLI INVESTIMENTI, MAGGIORI BENEFICI PER GLI UTENTI\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Banche ed energia, la concertazione conviene pi\u00f9 della extra-tassazione<\/strong><\/p>\n<p><em>Giovanni Scanagatta* Stefano Sylos Labini**<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli ultimi anni, il dibattito sulla tassazione degli extraprofitti delle banche e delle grandi imprese energetiche \u00e8 tornato al centro dell&#8217;agenda politica ed economica italiana. La crisi pandemica, le guerre in Ucraina e Palestina e l&#8217;andamento dei tassi d&#8217;interesse hanno generato forti squilibri nei mercati: da un lato, famiglie e imprese si sono trovate a fronteggiare rincari e inflazione; dall&#8217;altro, alcuni settori &#8211; in particolare quelli bancario ed energetico &#8211; hanno registrato utili eccezionali, spesso definiti &#8220;extraprofitti\u201d. La dinamica dei tassi di interesse ha avuto un effetto sui bilanci degli istituti di credito. Gli interessi sui prestiti sono cresciuti rapidamente, mentre la remunerazione dei depositi \u00e8 rimasta a lungo quasi ferma. Questo differenziale &#8211; definito come margine di interesse &#8211; ha prodotto guadagni straordinari per il sistema bancario, a fronte di un costo sociale elevato: imprese e famiglie hanno dovuto sostenere oneri pi\u00f9 pesanti per mutui e finanziamenti, in un contesto economico gi\u00e0 fragile. Il settore energetico italiano \u00e8 storicamente dominato da pochi grandi operatori \u2014 tra cui Eni, Enel, Edison e altri gruppi internazionali \u2014 che operano in un contesto di oligopolio naturale. La crisi energetica del 2022, esplosa con la guerra in Ucraina e la conseguente impennata dei prezzi di gas e petrolio, ha evidenziato come questo tipo di mercato tenda ad amplificare gli utili delle imprese dominanti quando la volatilit\u00e0 dei prezzi cresce. Nonostante i costi di approvvigionamento siano stati in parte calmierati nel tempo, i bilanci delle principali aziende energetiche hanno mostrato profitti record. La ragione \u00e8 semplice: i prezzi finali al consumatore non si sono adeguati con la stessa rapidit\u00e0 con cui sono diminuiti i costi di produzione, generando margini straordinari. In un contesto di oligopolio, la concorrenza non \u00e8 sufficiente a riequilibrare automaticamente il mercato. Una tassazione sugli extraprofitti energetici e delle banche, dunque, rappresenta una misura correttiva volta a compensare le distorsioni di mercato e a restituire parte del valore accumulato a favore della collettivit\u00e0. I proventi di questa imposta potrebbero essere destinati a politiche di transizione ecologica e digitale, maggiori spese sociali, interventi di sostegno alle famiglie vulnerabili contro il caro-bollette e il costo dei mutui. Il problema dell&#8217;aumento della tassazione sulle imprese energetiche e sulle banche sta nel fatto che il maggiore carico fiscale sar\u00e0 facilmente scaricato sui prezzi finali ai consumatori e ai clienti perch\u00e9 in regime di oligopolio il potere sta nelle mani dell&#8217;offerta e non della domanda: allo stesso modo di un aumento dei costi diretti, anche l&#8217;aumento della tassazione sulle imprese energetiche e sulle banche pu\u00f2 diventare un fattore inflazionistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 poi il problema dell&#8217;elusione fiscale. Secondo il rapporto di Tax Justice Network tra il 2016 e il 2021 l&#8217;Italia ha perso 22 miliardi di dollari di tasse che sarebbero dovute entrare nelle casse pubbliche. Soldi rimasti invece nei bilanci di grandi multinazionali che hanno registrato i propri profitti in Paesi dove le imposte sono pi\u00f9 leggere: cinque dei primi dieci paradisi fiscali pi\u00f9 utilizzati dalle multinazionali per pagare meno imposte si trovano proprio nel continente europeo. Svizzera, Olanda, Jersey (l&#8217;isola pi\u00f9 grande del Canale della Manica, tra il Regno Unito e la Francia), Irlanda e Lussemburgo sono nella top ten mondiale delle giurisdizioni che favoriscono gli evasori fiscali delle grandi corporation. Dunque, se la strada di una maggiore tassazione degli enormi profitti delle imprese energetiche e delle banche \u00e8 irta di ostacoli e pu\u00f2 essere controproducente, l&#8217;opzione alternativa potrebbe essere quella di una politica di concertazione per spingere le imprese e le banche ad investire di pi\u00f9 sul territorio nazionale riducendo i dividendi che vengono distribuiti agli azionisti e ad abbassare i prezzi finali dell&#8217;energia e il costo del credito a imprese e famiglie. In sintesi, maggiori investimenti e prezzi pi\u00f9 bassi in cambio di un aumento molto leggero della tassazione. Nel settore energetico, poich\u00e9 lo Stato detiene ancora il 30% del capitale di Eni ed Enel, forse potrebbe essere pi\u00f9 facile: queste imprese potrebbero aumentare gli investimenti in ricerca e in innovazione e potrebbero spingere al ribasso i prezzi di gas, benzina e elettricit\u00e0. Di conseguenza, le altre imprese si dovrebbero adeguare: i benefici per gli utenti\/consumatori diventerebbero rilevanti su ampia scala. Per concludere, crediamo che la strada maestra per arginare queste distorsioni del mercato oligopolistico che favoriscono il conseguimento di profitti enormi penalizzando famiglie e piccole imprese sia una nuova politica dei redditi basata sulla concertazione con le grandi aziende energetiche e con le banche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">* <em>Professore di Politica economica e monetaria all\u2019Universit\u00e0 di Roma \u201cLa Sapienza\u201d<br \/><\/em><em>**Gruppo Moneta Fiscale <\/em><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avvenire, 9 novembre 2025 LA PROPOSTA: SE AUMENTANO GLI INVESTIMENTI, MAGGIORI BENEFICI PER GLI UTENTI\u00a0 Banche ed energia, la concertazione conviene pi\u00f9 della extra-tassazione Giovanni Scanagatta* Stefano Sylos Labini** Negli ultimi anni, il dibattito sulla tassazione degli extraprofitti delle banche e delle grandi imprese energetiche \u00e8 tornato al centro dell&#8217;agenda politica ed economica italiana. 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