{"id":13811,"date":"2025-12-10T12:46:08","date_gmt":"2025-12-10T11:46:08","guid":{"rendered":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/?p=13811"},"modified":"2025-12-15T12:47:46","modified_gmt":"2025-12-15T11:47:46","slug":"tra-cristologia-storica-e-simbolismo-esistenziale-una-critica-a-gesu-e-cristo-vito-mancuso-di-giovanni-scanagatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/2025\/12\/10\/tra-cristologia-storica-e-simbolismo-esistenziale-una-critica-a-gesu-e-cristo-vito-mancuso-di-giovanni-scanagatta\/","title":{"rendered":"Tra cristologia storica e simbolismo esistenziale: una critica a \u201cGes\u00f9 e Cristo&#8221; (Vito Mancuso) di Giovanni Scanagatta"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;2_3,1_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221;][et_pb_column type=&#8221;2_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<p><strong><u>TRA CRISTOLOGIA STORICA E SIMBOLISMO ESISTENZIALE: UNA CRITICA A \u201cGESU\u2019 E CRISTO\u201d DI VITO MANCUSO<\/u><\/strong><\/p>\n<p><em>Giovanni Scanagatta* <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel suo ultimo libro, <em>Ges\u00f9 e Cristo<\/em>, Vito Mancuso riprende una distinzione che ha attraversato pi\u00f9 di un secolo di ricerca biblica e teologica: quella tra il <em>Ges\u00f9 storico<\/em> e il <em>Cristo della fede<\/em>. L\u2019autore non si limita a descrivere la tensione, ma vi costruisce sopra un\u2019intera architettura teologica, restituendo al \u201c<em>Cristo<\/em>\u201d un valore prevalentemente simbolico e all\u2019etica di Ges\u00f9 la centralit\u00e0 normativa dell\u2019esperienza cristiana. Proprio questa operazione, alquanto spiazzante, merita un\u2019analisi critica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<ol>\n<li><strong> Ges\u00f9 senza kerygma? Il limite di un\u2019eccessiva polarizzazione<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Mancuso adotta una separazione netta tra Ges\u00f9 e Cristo, presentando il primo come maestro etico e il secondo come elaborazione teologica della comunit\u00e0 credente. Questa impostazione sembra derivare da una linea esegetica analizzata da autori come Bultmann, ma Mancuso la radicalizza ulteriormente sottraendo quasi del tutto a Ges\u00f9 qualsiasi dimensione escatologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema, sul piano teologico, \u00e8 duplice:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>elimina la continuit\u00e0 tra <em>evento Ges\u00f9<\/em> e <em>proclamazione apostolica<\/em>, continuit\u00e0 che la maggior parte della ricerca non riduce a una mera invenzione post-pasquale;<\/li>\n<li>rende difficile spiegare perch\u00e9 una figura considerata solo come maestro morale abbia generato una tradizione cristologica cos\u00ec forte e immediata.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rischio \u00e8 di ricadere in un nuovo <em>Ges\u00f9 liberale<\/em>, eticizzato, modellato sull\u2019orizzonte antropologico dell\u2019autore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<ol start=\"2\" style=\"text-align: justify\">\n<li><strong> Una cristologia \u201cbassa\u201d che fatica a reggere la struttura del Nuovo Testamento<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019interpretazione del Cristo come \u201cprincipio simbolico dell\u2019unit\u00e0 dell\u2019essere\u201d permette a Mancuso di proporre una visione inclusiva e universalista, coerente con la sua filosofia della coesione. Tuttavia, da un punto di vista cristologico, questa lettura presenta almeno tre criticit\u00e0:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li><em>Evidente distanza dal dato neotestamentario<\/em>:<br \/>Le cristologie presenti in Filippesi 2, Colossesi 1, Giovanni 1 e nel corpus paolino non possono essere facilmente ridotte a un\u2019elaborazione simbolica della comunit\u00e0. La maggior parte degli studiosi rileva che gi\u00e0 le prime formulazioni cristiane sono fortemente elevate.<\/li>\n<li><em>Problema della mediazione salvifica<\/em>:<br \/>Se Cristo diventa simbolo, la domanda rimane senza fondamento ontologico. Che cosa significa \u201csalvare\u201d in un sistema dove non esiste un\u2019azione reale di Dio nella storia, ma solo un simbolo ispiratore?<\/li>\n<li><em>Perdita del nesso pasquale<\/em>:<br \/>La risurrezione viene interpretata come passaggio simbolico e non come evento. Questo svuota la logica interna del cristianesimo primitivo, che trova nella Pasqua non un archetipo esistenziale, ma un fatto fondativo.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<ol start=\"3\" style=\"text-align: justify\">\n<li><strong> Antropologia teologica: forza o cedimento?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno dei contributi pi\u00f9 noti del pensiero di Mancuso \u00e8 la sua antropologia spirituale, centrata sul concetto di libert\u00e0 e sull\u2019idea di un universo orientato verso la coesione. Nel libro, questa visione sincretista diventa la chiave per reinterpretare Cristo come \u201cforma suprema dell\u2019umanizzazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prospettiva solleva questioni teologiche importanti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><em>teleologia cosmica non dimostrata<\/em>: la concezione evolutiva dell\u2019essere verso l\u2019armonia non trova un fondamento n\u00e9 nelle Scritture n\u00e9 in una teologia della creazione classica;<\/li>\n<li><em>insufficiente distinzione tra ordine naturale e soprannaturale<\/em>: Mancuso rifiuta la trascendenza ontologica del Logos, ma mantiene un linguaggio spirituale che sembra richiedere proprio ci\u00f2 che teologicamente esclude;<\/li>\n<li><em>riduzione del mistero cristiano al paradigma etico<\/em>: l\u2019esperienza sacramentale, ecclesiale ed escatologica risulta marginale, come se la dimensione morale potesse esaurire l\u2019intera esperienza cristiana.<\/li>\n<\/ul>\n<ol start=\"4\" style=\"text-align: justify\">\n<li><strong> Ecclesiologia implicita: l\u2019assenza problematica<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">La posizione di Mancuso implica un modello di Chiesa radicalmente decentrato rispetto alla tradizione: comunit\u00e0 etica, non corpo di Cristo; luogo di ricerca spirituale, non spazio sacramentale della presenza. Questa impostazione risulta teologicamente problematica:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>contraddice la struttura sacramentale della fede cristiana, basilare in tutte le confessioni storiche (non solo cattolica);<\/li>\n<li>svuota di significato la nozione di Tradizione come trasmissione vivente dell\u2019esperienza apostolica;<\/li>\n<li>rende superflua l\u2019istituzione ecclesiale, ridotta a \u201cfacilitatore morale\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Il risultato \u00e8 una cristologia che regge solo in una Chiesa che non \u00e8 pi\u00f9 Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<ol start=\"5\" style=\"text-align: justify\">\n<li><strong> Conclusione<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Ges\u00f9 e Cristo <\/em>di Mancuso \u00e8 un testo provocatorio e molto discutibile sul piano teologico. In Mancuso il linguaggio religioso tradizionale sembra diventare opaco. Dal punto di vista teologico, il suo progetto presenta limiti sostanziali:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>riduce la cristologia a un\u2019antropologia spirituale,<\/li>\n<li>indebolisce la dimensione ontologica del Cristo,<\/li>\n<li>sottrae alla Pasqua il suo carattere di evento,<\/li>\n<li>e propone un cristianesimo senza vera ecclesiologia.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Il risultato \u00e8 un sistema difficilmente compatibile con il cristianesimo storico nelle sue forme bibliche, patristiche e conciliari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un libro, in definitiva, che lascia aperta la domanda decisiva:<br \/>\u201cse Cristo \u00e8 solo simbolo, cosa resta del Cristianesimo come evento\u201d? La risposta \u00e8 una sola: \u201cla vera Fede non pu\u00f2 separare la figura e il messaggio di Ges\u00f9 di Nazareth dalla realt\u00e0 del cristianesimo nei suoi duemila anni di storia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">*<em>Professore di Politica economica e monetaria all\u2019Universit\u00e0 di Roma \u201cLa Sapienza\u201d<\/em><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221;][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TRA CRISTOLOGIA STORICA E SIMBOLISMO ESISTENZIALE: UNA CRITICA A \u201cGESU\u2019 E CRISTO\u201d DI VITO MANCUSO Giovanni Scanagatta* Nel suo ultimo libro, Ges\u00f9 e Cristo, Vito Mancuso riprende una distinzione che ha attraversato pi\u00f9 di un secolo di ricerca biblica e teologica: quella tra il Ges\u00f9 storico e il Cristo della fede. 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