{"id":13874,"date":"2026-01-11T10:17:49","date_gmt":"2026-01-11T09:17:49","guid":{"rendered":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/?p=13874"},"modified":"2026-01-15T10:30:45","modified_gmt":"2026-01-15T09:30:45","slug":"diffusione-del-telelavoro-nellindustria-e-nei-servizi-la-spinta-del-covid-e-il-mantenimento-dei-traguardi-raggiunti-a-cura-di-giovanni-scanagatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/2026\/01\/11\/diffusione-del-telelavoro-nellindustria-e-nei-servizi-la-spinta-del-covid-e-il-mantenimento-dei-traguardi-raggiunti-a-cura-di-giovanni-scanagatta\/","title":{"rendered":"&#8220;Diffusione del telelavoro nell&#8217;industria e nei servizi: la spinta del Covid e il mantenimento dei traguardi raggiunti&#8221; di Giovanni Scanagatta"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;2_3,1_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_column type=&#8221;2_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>DIFFUSIONE DEL TELELAVORO NELL\u2019INDUSTRIA E NEI SERVIZI: LA SPINTA DEL COVID E IL MANTENIMENTO DEI TRAGUARDI RAGGIUNTI<\/u><\/strong><\/p>\n<p><em>Giovanni Scanagatta*<\/em><\/p>\n<ol>\n<li><strong>La diffusione del telelavoro in Italia<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Come \u00e8 noto, il Covid ha impresso una grande spinta alla diffusione del telelavoro nel nostro Paese, soprattutto nel settore dei servizi ma anche in quello dell\u2019industria. Il fenomeno ha mostrato grande dinamismo anche nel settore dell\u2019insegnamento a distanza, sia nelle scuole di ogni ordine e grado che nelle universit\u00e0. Dopo il Covid, i tassi di diffusione si sono mantenuti e, in alcuni casi, sono aumentati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fenomeno naturalmente ha diverse conseguenze: non \u00e8 pi\u00f9 necessario spostarsi da casa al luogo di lavoro con risparmio di tempo, non si inquina a causa degli spostamenti, \u00e8 pi\u00f9 semplice conciliare gli impegni di lavoro con quelli della famiglia e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il seguente grafico mostra la diffusione del lavoro a distanza nell\u2019industria e nei servizi prima del Covid, nel 2023 e nel 2024. Viene inoltre indicata la distribuzione per classi di addetti (fonte Centro Studi Confindustria, Indagine sul lavoro del 2025).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima del Covid, la diffusione del telelavoro era piuttosto bassa con percentuali inferiori al 10% nell\u2019industria; i servizi superavano di poco questa percentuale. Si nota una correlazione positiva in funzione delle classi di addetti delle imprese: poco superiore al 5% nella classe di addetti 1-15; intorno all\u20198% nella classe 16-99 e 20% nella classe con 100 addetti e pi\u00f9. Dopo il Covid, osserviamo un vero e proprio salto della diffusione del telelavoro. L\u2019industria supera il 25% e i servizi si avvicinano al 40%. Si accentuano le differenze in funzione della dimensione delle imprese: 23% quelle con 1-15 addetti, 35% le imprese con 16-19 addetti e quasi il 70% le imprese con 100 addetti e pi\u00f9. Tra il 2023 e il 2024 i servizi hanno migliorato la loro posizione nei confronti dell\u2019industria, come le imprese di maggiori dimensioni (16-99 addetti e 100 addetti e pi\u00f9).<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 <a href=\"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2026\/01\/grafico.jpg\"><strong>\u00a0GRAFICO<\/strong><\/a><\/p>\n<p>\u00a0E\u2019 interessante un confronto con gli altri Paesi dell\u2019Unione Europea ed extra- UE riguardo alla diffusione del telelavoro.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong> <\/strong><strong>I Paesi dell\u2019Unione Europea<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Nel 2023 circa 22 % degli occupati nell\u2019UE ha lavorato da casa almeno occasionalmente, in aumento rispetto ai livelli pre-pandemia (circa 13 % nel 2019).<\/p>\n<p>Variazioni tra Stati membri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Paesi Bassi e Nordici: i tassi pi\u00f9 elevati \u2013 ad esempio i Paesi Bassi raggiungono oltre il 50 % degli occupati che lavorano da casa almeno in parte. Svezia, Finlandia, Danimarca, Lussemburgo: tra il 40 % e il 45 %. Germania: circa 24 %. Italia e Spagna: valori significativamente pi\u00f9 bassi (&lt; 15 %), sebbene in crescita rispetto al passato. Europa orientale (Romania, Bulgaria): le percentuali pi\u00f9 basse, attorno al 2-3 %.<\/p>\n<p>Differenze strutturali intra-UE<br \/>Le variazioni riflettono la diversit\u00e0 nei settori produttivi (pi\u00f9 servizi avanzati nei Paesi nordici e occidentali), nel grado di digitalizzazione e nella cultura del lavoro flessibile.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>Paesi Extra-UE: tendenze globali<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli USA oltre il 22-23 % della forza lavoro ha svolto telelavoro almeno parzialmente (2024), con molte offerte di lavoro ibride o remote gi\u00e0 strutturate nel mercato. Il modello ibrido \u00e8 dominante e preferito dalla maggior parte dei lavoratori, con la maggior parte dei posti di lavoro tecnici e professionali che includono opzioni flessibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Asia-Pacifico<br \/>Australia e Nuova Zelanda mostrano livelli relativamente alti di lavoro da casa (circa 33-36 %), simili o superiori a molti Paesi europei. Giappone e Corea del Sud hanno tassi pi\u00f9 bassi, con la cultura aziendale pi\u00f9 tradizionale che favorisce ancora la presenza in ufficio e tassi stimati di telelavoro significativamente inferiori.<\/p>\n<p>4. <strong>Trend globale pi\u00f9 ampio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Studi globali indicano che Nord America, Europa e Australia guidano l\u2019adozione del telelavoro, mentre l\u2019Asia orientale e molte economie emergenti mantengono livelli pi\u00f9 bassi. Anche a livello mondiale si osserva una stabilizzazione dopo i picchi pandemici: molti lavoratori ora adottano modelli ibridi piuttosto che esclusivamente da casa.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 5. Confronto sintetico (Italia vs EU vs extra-UE)<\/strong><\/p>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<td>Area \/ Paese<\/td>\n<td>Tasso telelavoro post-Covid<\/td>\n<td>Caratteristiche degne di nota<\/td>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Italia<\/td>\n<td>bassa\/media (\u2248 &lt;15 % nei dati recenti)<\/td>\n<td>figura tra i Paesi UE con minore diffusione formale di telelavoro<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>EU27 media<\/td>\n<td>\u2248 22 %<\/td>\n<td>Adozione diffusa ma con grande variabilit\u00e0 interna<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Paesi Bassi \/ Nordici<\/td>\n<td>\u2248 40-52 %<\/td>\n<td>Leader europei, forti sistemi di servizi e digitalizzazione<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>USA<\/td>\n<td>\u2248 22-23 % (telelavoro) + alta quota di ibrido<\/td>\n<td>) Modello ibrido molto diffuso, forte ruolo del settore privato<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Australia \/ NZ<\/td>\n<td>\u2248 33-36 %<\/td>\n<td>Livelli simili a quelli europei avanzati<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Giappone \/ Corea<\/td>\n<td>basso (sotto 20 % e spesso molto inferiore)<\/td>\n<td>Culture lavorative pi\u00f9 orientate alla presenza fisica<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<ol start=\"6\"><\/ol>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><strong>Considerazioni finali<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia mantiene tassi di telelavoro pi\u00f9 bassi rispetto a molti Paesi UE occidentali e extra-UE sviluppati, riflettendo la struttura economica, la digitalizzazione e norme contrattuali specifiche.<br \/>Il Nord Europa e i Paesi Bassi mostrano \u00a0livelli pi\u00f9 elevati nell\u2019UE, spesso legati a settori di servizi avanzati e forte domanda di flessibilit\u00e0. Gli USA e Australia confermano che il telelavoro, particolarmente in forma ibrida, \u00e8 ormai una componente stabile dei sistemi lavorativi post-pandemia. In molte aree extra-UE (es. Asia orientale) il lavoro da casa resta residuale, spesso per motivi culturali, normativi o di natura del lavoro stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">*<em>Professore di Politica economica e monetaria all\u2019Universit\u00e0 di Roma \u201cLa Sapienza\u201d<\/em><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DIFFUSIONE DEL TELELAVORO NELL\u2019INDUSTRIA E NEI SERVIZI: LA SPINTA DEL COVID E IL MANTENIMENTO DEI TRAGUARDI RAGGIUNTI Giovanni Scanagatta* La diffusione del telelavoro in Italia Come \u00e8 noto, il Covid ha impresso una grande spinta alla diffusione del telelavoro nel nostro Paese, soprattutto nel settore dei servizi ma anche in quello dell\u2019industria. 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