{"id":14122,"date":"2026-02-27T12:55:44","date_gmt":"2026-02-27T11:55:44","guid":{"rendered":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/?p=14122"},"modified":"2026-03-03T12:56:58","modified_gmt":"2026-03-03T11:56:58","slug":"dalla-nato-allunione-europea-di-difesa-di-giovanni-scanagatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/2026\/02\/27\/dalla-nato-allunione-europea-di-difesa-di-giovanni-scanagatta\/","title":{"rendered":"&#8220;Dalla Nato all&#8217;Unione Europea di difesa?&#8221; di Giovanni Scanagatta"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;2_3,1_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;2_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.5&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p><strong><u>DALLA NATO ALL\u2019UNIONE EUROPEA DI DIFESA<\/u><\/strong><strong>?<\/strong><\/p>\n<p><em>Giovanni Scanagatta*<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ipotesi di annessione della Groenlandia agli Stati Uniti d\u2019America, pur estrema, rappresenta un segnale rivelatore delle profonde trasformazioni in atto negli equilibri geopolitici transatlantici. Un evento di questo tipo potrebbe infatti mettere seriamente in discussione il ruolo stesso della NATO e accelerare un processo gi\u00e0 in corso: il progressivo disimpegno strategico degli Stati Uniti dalla sicurezza del continente europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratterebbe di una svolta storica che imporrebbe all\u2019Unione Europea di compiere finalmente un salto di qualit\u00e0 in una delle sue dimensioni pi\u00f9 delicate e finora incompiute: la difesa comune. L\u2019esperienza insegna che l\u2019Unione \u00e8 stata capace di decisioni realmente storiche solo sotto la pressione di grandi crisi. \u00c8 accaduto con la crisi dei debiti sovrani del 2011, ed \u00e8 accaduto nuovamente con la pandemia da Covid-19. \u00c8 auspicabile che anche la questione della sicurezza e della difesa europea diventi un\u2019altra di queste occasioni decisive per il futuro dell\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Unione Europea, gigante economico e politico, continua infatti a rimanere un nano strategico. Questa asimmetria non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile in un mondo caratterizzato dal ritorno della competizione tra grandi potenze, dalla guerra convenzionale nel continente europeo e dall\u2019incertezza circa la solidit\u00e0 delle garanzie di sicurezza esterne. Delegare integralmente la difesa significa, in ultima analisi, rinunciare a una parte essenziale della propria sovranit\u00e0 politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo contesto, l\u2019Unione Europea ha il dovere storico di onorare il grande pensiero dei padri fondatori. Vale la pena ricordare che la Comunit\u00e0 Europea di Difesa (CED) fu un ambizioso progetto di integrazione militare promosso nei primi anni cinquanta e sostenuto dalla Francia, dall\u2019Italia di Alcide De Gasperi, dal Belgio, dall\u2019Olanda e dal Lussemburgo, successivamente esteso alla Germania Ovest. Il progetto fall\u00ec a causa dell\u2019opposizione politica francese, maturata in seguito a un ripensamento strategico e all\u2019allargamento della NATO alla Repubblica Federale Tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ancora una volta, la storia europea mostrava la difficolt\u00e0 di superare paure nazionali e calcoli utilitaristici di breve periodo. Non diversamente era accaduto al termine della Prima guerra mondiale, con il Trattato di Versailles del 1919, quando il primo ministro francese Clemenceau sostenne condizioni durissime alla Germania, accettando solo con riluttanza la proposta americana di creare la Societ\u00e0 delle Nazioni. John Maynard Keynes si oppose con forza a quella pace punitiva, arrivando a dimettersi dal suo incarico di rappresentante del Regno Unito, consapevole delle conseguenze destabilizzanti che quelle scelte avrebbero prodotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi la storia si presenta nuovamente a un appuntamento fondamentale. L\u2019occasione \u00e8 quella di dare vita a una vera Unione Europea di Difesa (UED), fondata su un fondo unico alimentato dai contributi dei 27 Stati membri e dotato della possibilit\u00e0 di emettere debito comune per integrarne le risorse. Un simile fondo potrebbe partire con una dotazione dell\u2019ordine di mille miliardi di euro, pari a circa il 5% del Prodotto Interno Lordo dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un approccio comune consentirebbe economie di scala, riduzione delle duplicazioni nazionali e una maggiore efficienza complessiva della spesa militare. Per fare un esempio concreto, il contributo dell\u2019Italia a un fondo europeo di queste dimensioni sarebbe pari a circa 27 miliardi di euro, con un risparmio enorme rispetto ai circa 110 miliardi di euro che l\u2019Italia dovrebbe sostenere da sola per raggiungere lo stesso obiettivo di spesa in rapporto al PIL. Al tempo stesso, una difesa europea rafforzerebbe l\u2019industria strategica continentale e la credibilit\u00e0 internazionale dell\u2019Unione. Un altro notevole vantaggio \u00e8 rappresentato dalla maggiore possibilit\u00e0 di ripristinare i rapporti economici e commerciali con la Russia, fondamentali per lo sviluppo della grande Europa, come gi\u00e0 sosteneva John Maynard Keynes nel 1919 alla fine della prima guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Naturalmente, una simile scelta richiede coraggio politico, visione di lungo periodo e la capacit\u00e0 di spiegare ai cittadini che la difesa comune non \u00e8 un\u2019alternativa allo Stato sociale, ma una sua condizione di possibilit\u00e0 in un mondo sempre pi\u00f9 instabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci auguriamo che l\u2019Unione Europea non perda anche questo appuntamento storico e si dimostri all\u2019altezza del pensiero lungimirante dei suoi padri fondatori. In caso contrario, come metteva in guardia Joseph Ratzinger, l\u2019Europa rischia di uscire progressivamente dalle grandi traiettorie della storia, condannandosi a una marginalit\u00e0 politica e strategica.<\/p>\n<p>\u00a0*<em>Professore di Politica economica e monetaria all\u2019Unitelma \u201cSapienza\u201d dell\u2019Universit\u00e0 di Roma<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DALLA NATO ALL\u2019UNIONE EUROPEA DI DIFESA? Giovanni Scanagatta* L\u2019ipotesi di annessione della Groenlandia agli Stati Uniti d\u2019America, pur estrema, rappresenta un segnale rivelatore delle profonde trasformazioni in atto negli equilibri geopolitici transatlantici. Un evento di questo tipo potrebbe infatti mettere seriamente in discussione il ruolo stesso della NATO e accelerare un processo gi\u00e0 in corso: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":41,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[59],"tags":[],"class_list":["post-14122","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-riflessioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14122","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/wp-json\/wp\/v2\/users\/41"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14122"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14122\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14128,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14122\/revisions\/14128"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14122"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14122"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14122"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}