{"id":14287,"date":"2026-04-09T11:45:13","date_gmt":"2026-04-09T09:45:13","guid":{"rendered":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/?p=14287"},"modified":"2026-04-14T11:46:19","modified_gmt":"2026-04-14T09:46:19","slug":"lofferta-di-oro-una-distinzione-fondamentale-tra-produzione-mineraria-e-riciclo-di-giovanni-scanagatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezioneroma\/2026\/04\/09\/lofferta-di-oro-una-distinzione-fondamentale-tra-produzione-mineraria-e-riciclo-di-giovanni-scanagatta\/","title":{"rendered":"&#8220;L&#8217;offerta di oro: una distinzione fondamentale tra produzione mineraria e riciclo&#8221; di Giovanni Scanagatta"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;2_3,1_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221;][et_pb_column type=&#8221;2_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<p><strong><u>L\u2019OFFERTA DI ORO: UNA DISTINZIONE FONDAMENTALE TRA PRODUZIONE MINERARIA E RICICLO<\/u><\/strong><\/p>\n<p><em>Giovanni Scanagatta*<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel dibattito sull\u2019oro, si tende spesso a considerare l\u2019offerta come un blocco unico, una quantit\u00e0 complessiva che oscilla ogni anno tra le 4.500 e le 5.000 tonnellate. In realt\u00e0, questa visione nasconde una distinzione fondamentale, quasi strutturale: l\u2019oro che proviene dalle miniere e quello che ritorna sul mercato attraverso il riciclo sono due fenomeni profondamente diversi, governati da logiche economiche opposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019oro estratto dalle miniere rappresenta la componente \u201creale\u201d dell\u2019offerta. \u00c8 il risultato di investimenti industriali, decisioni strategiche di lungo periodo e vincoli geologici. Aprire una nuova miniera richiede anni, spesso decenni, tra esplorazione, autorizzazioni, sviluppo e messa in produzione. Questo significa che la produzione mineraria \u00e8 intrinsecamente rigida: non pu\u00f2 reagire rapidamente ai cambiamenti del prezzo. Anche quando il prezzo dell\u2019oro sale in modo significativo, l\u2019effetto sull\u2019offerta si manifesta solo con un ritardo di diversi anni. Inoltre, la qualit\u00e0 dei giacimenti tende a diminuire nel tempo, aumentando i costi e limitando ulteriormente la capacit\u00e0 di espansione. Tutto questo rende l\u2019oro da miniere una variabile lenta, prevedibile, quasi \u201cinerziale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Completamente diversa \u00e8 la natura dell\u2019oro da riciclo. Questo non deriva da nuova produzione, ma dalla fusione di oro gi\u00e0 esistente: gioielli, lingotti, monete, componenti industriali. A differenza delle miniere, il riciclo \u00e8 estremamente sensibile al prezzo. Quando il valore dell\u2019oro aumenta, famiglie e investitori sono incentivati a vendere: vecchi gioielli vengono fusi, riserve accumulate vengono smobilizzate. Al contrario, quando il prezzo \u00e8 basso o si prevede un ulteriore rialzo, l\u2019oro viene trattenuto. Il risultato \u00e8 una componente dell\u2019offerta altamente elastica e reattiva, capace di adattarsi quasi in tempo reale alle condizioni di mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa differenza si riflette chiaramente nei dati storici. La produzione mineraria globale si muove lentamente, con variazioni contenute e un trend di crescita che negli ultimi anni ha raggiunto una sorta di plateau intorno alle 3.500\u20133.700 tonnellate annue. Il riciclo, invece, oscilla in modo molto pi\u00f9 marcato: pu\u00f2 superare le 1.600\u20131.700 tonnellate nei periodi di prezzi elevati e scendere sotto le 1.200 quando il mercato \u00e8 meno favorevole. In termini econometrici, l\u2019elasticit\u00e0 al prezzo del riciclo \u00e8 elevata (intorno a 0,7\u20130,9), mentre quella della produzione mineraria \u00e8 molto pi\u00f9 bassa nel breve periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa dualit\u00e0 ha implicazioni cruciali per il funzionamento del mercato dell\u2019oro. In particolare, il riciclo svolge una funzione di \u201cammortizzatore\u201d. Quando il prezzo sale troppo rapidamente, l\u2019aumento del riciclo immette nuova offerta sul mercato, contribuendo a stabilizzare le quotazioni. Al contrario, le miniere non svolgono questo ruolo nel breve periodo: la loro rigidit\u00e0 le rende incapaci di rispondere tempestivamente agli shock.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si pu\u00f2 quindi dire che il mercato dell\u2019oro \u00e8 governato da una tensione tra due forze: da un lato una componente strutturale, lenta e vincolata (le miniere), dall\u2019altro una componente ciclica, flessibile e quasi finanziaria (il riciclo). \u00c8 proprio questa interazione che spiega perch\u00e9 il prezzo dell\u2019oro, pur essendo influenzato da fattori macroeconomici e geopolitici, presenta una dinamica relativamente stabile rispetto ad altre materie prime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Comprendere la differenza tra oro da miniere e oro da riciclo non \u00e8 solo un esercizio teorico, ma una chiave di lettura fondamentale per interpretare il mercato. Significa riconoscere che non tutta l\u2019offerta \u00e8 uguale: una parte \u00e8 lenta, prevedibile e legata all\u2019economia reale; l\u2019altra \u00e8 veloce, reattiva e profondamente connessa al comportamento degli investitori. Ed \u00e8 proprio questa seconda componente, spesso sottovalutata, a determinare gli equilibri di breve periodo e a rendere l\u2019oro un asset unico nel panorama delle materie prime.<\/p>\n<p>*<em>Professore di Politica economica e monetaria all\u2019Universit\u00e0 di Roma \u201cLa Sapienza\u201d<\/em><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_3&#8243; _builder_version=&#8221;4.22.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; theme_builder_area=&#8221;et_body_layout&#8221;][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019OFFERTA DI ORO: UNA DISTINZIONE FONDAMENTALE TRA PRODUZIONE MINERARIA E RICICLO Giovanni Scanagatta* &nbsp; Nel dibattito sull\u2019oro, si tende spesso a considerare l\u2019offerta come un blocco unico, una quantit\u00e0 complessiva che oscilla ogni anno tra le 4.500 e le 5.000 tonnellate. 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