{"id":602,"date":"2020-04-03T21:31:44","date_gmt":"2020-04-03T19:31:44","guid":{"rendered":"http:\/\/ucid.it\/sezionevicenza\/?p=602"},"modified":"2020-04-03T21:31:44","modified_gmt":"2020-04-03T19:31:44","slug":"le-quattro-lezioni-della-crisi-del-covid-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ucid.it\/sezionevicenza\/2020\/04\/03\/le-quattro-lezioni-della-crisi-del-covid-19\/","title":{"rendered":"LE QUATTRO LEZIONI DELLA CRISI DEL COVID-19"},"content":{"rendered":"<p>Ha scritto Erodoto: \u201cTa pathemata mathemata\u201d, le sofferenze [quelle serie] insegnano. Cosa ci sta insegnando la terribile crisi che dal 21 febbraio ci sta perseguitando?<\/p>\n<p>Primo. Dobbiamo riconoscerlo: negli ultimi decenni, la cultura, anche quella blasonata, ha di fatto posto in disparte quella virt\u00f9 cardinale che \u00e8 la prudenza. Anzi, si \u00e8 voluto far credere che prudente \u00e8 il soggetto che teme di prendere decisioni, perch\u00e9 avverso al rischio. Ma la prudenza \u2013 l\u2019<em>auriga virtutum<\/em>\u00a0secondo l\u2019Aquinate, perch\u00e9 guida tutte le altre virt\u00f9 \u2013 \u00e8 esattamente il contrario. \u00c8 piuttosto la virt\u00f9 del voler guardare lontano per mirare al bene comune. Perch\u00e9 si \u00e8 atteso fino al 21 febbraio per prendere i primi timidi provvedimenti quando si sapeva da oltre un mese e mezzo che in Cina (e subito dopo in Corea del Sud) il virus andava mietendo vittime? Perch\u00e9 si \u00e8 fatto credere che la pandemia fosse un caso di cigno nero, cio\u00e8 un evento imprevedibile, quando invece era stato previsto da almeno tre anni? (Cfr. la dichiarazione di Anthony Fauci, Direttore dell\u2019Istituto Nazionale per le malattie infettive, USA, su\u00a0<em>Healio<\/em>, genn. 2017) Perch\u00e9 non si \u00e8 tenuto conto del fatto, arcinoto, che il tratto iniziale della curva esponenziale che descrive l\u2019andamento temporale dell\u2019infezione \u00e8 quasi piatto, il che ha indotto a credere che non ci fosse motivo di preoccuparsi pi\u00f9 di tanto?<\/p>\n<p>Secondo. La pandemia ci sta facendo comprendere la profonda differenza tra\u00a0<em>government<\/em>\u00a0e\u00a0<em>governance<\/em>. (Purtroppo la lingua italiana possiede un solo vocabolo: governo). Government \u00e8 l\u2019istituzione politica cui spetta l\u2019ultima parola, come si \u00e8 soliti dire; governance, invece, dice dei soggetti e dei modi in cui le decisioni finali prese dal governo devono essere concretamente realizzate per conseguire l\u2019obiettivo dichiarato. Chi l\u2019ha detto che la funzione implementativa vada affidata alla sola burocrazia o ad altri organi dello Stato? Solo chi non conosce o non crede al principio di sussidiariet\u00e0 (circolare) pu\u00f2 pensare questo. E dire che il nuovo articolo 118 della Costituzione (introdotto nel 2001) parla esplicitamente di sussidiariet\u00e0, rinviando ai corpi intermedi della societ\u00e0 (art. 2 della Costituzione) il compito di intervenire fin dalla fase di coprogettazione degli interventi e non solo in quella della cogestione degli stessi. Un solo esempio (per ragioni di spazio) di mancata applicazione del principio di sussidiariet\u00e0. Il prof. Giuseppe Pellicci, direttore dell\u2019Istituto Europeo di Oncologia di Milano (un Ente di Terzo Settore) ha dichiarato: \u201cCon pi\u00f9 di 290 colleghi abbiamo offerto di aprire i nostri laboratori in tutta Italia e mettere a disposizione macchine e personale. Insieme possiamo analizzare i tamponi necessari. Solo in Lombardia saremmo in grado di passare dai circa centomila attuali a cinquecentomila\u201d. (<em>Corriere della Sera<\/em>, 26 marzo 2020). Ma l\u2019offerta non \u00e8 stata accolta. Penso anche al Servizio Civile Universale, a questo \u201cesercito del bene comune\u201d, come \u00e8 stato definito. Ci sono 80.000 giovani che nell\u2019ultimo bando non hanno trovato posto per fare un anno di servizio civile volontario per la mancanza di copertura finanziaria, peraltro modesta. Perch\u00e9 non provvedere subito alla bisogna? E cos\u00ec via con tanti altri esempi.<\/p>\n<p>Terzo. La salute di una persona e di una popolazione \u00e8 funzione di cinque variabili. Certamente la sanit\u00e0 \u00e8 la prima di queste, le altre quattro sono: gli stili di vita, le condizioni lavorative, l\u2019ambiente (ecologico), la famiglia. L\u2019errore che continuiamo a commettere \u00e8 quello di pensare che la nostra salute dipenda\u00a0<em>unicamente<\/em>\u00a0dalle strutture sanitarie. \u00c8 bens\u00ec vero che questa crisi ha messo a nudo non poche carenze e inefficienze del nostro sistema sanitario, alle quali occorrer\u00e0 porre rimedio in fretta. Ma se non prestiamo attenzione alle altre variabili potr\u00e0 accadere che i tassi di mortalit\u00e0 e di morbilit\u00e0 non declineranno di certo. Per farmi capire: non si muore e non ci si ammala solo a causa del virus, ma anche per la denutrizione (o malnutrizione) o per il senso di isolamento sociale che deriverebbero da una eventuale grave e lunga recessione economica. Con l\u2019aggravante che, mentre il virus colpisce tutti indistintamente, le nuove povert\u00e0 andrebbero a colpire gli scarti umani, come li ha chiamati papa Francesco. Che fare allora? Occorre intervenire, sin da ora, senza aspettare la fine della pandemia (prevista per l\u2019inizio dell\u2019autunno), affinch\u00e8 il governo dia vita ad un gruppo di lavoro formato da persone\u00a0<em>competenti, libere da ogni legame di partito e di affari, con forte motivazione intrinseca<\/em>, al quale chiedere di elaborare, in un lasso di tempo di non pi\u00f9 di tre mesi, un piano di rinascita nazionale. Il gruppo dovr\u00e0 darsi da s\u00e9 le regole per lo svolgimento della propria missione, senza interferenza alcuna dall\u2019esterno. Il piano verrebbe poi affidato al governo e al parlamento che decideranno in merito. (A scanso di equivoci, un piano non \u00e8 una lista di proposte \u2013 ce ne sono gi\u00e0 fin troppe \u2013 ma un insieme articolato di<em>\u00a0progetti<\/em>).\u00a0 Sarebbe questo un esempio concreto di quella democrazia deliberativa (che non \u00e8, beninteso, la democrazia decidente) verso la quale il nostro paese dovr\u00e0 andare se vorr\u00e0 vedere l\u2019alba di un nuovo giorno.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 infine una quarta lezione da trarre, quella riguardante l\u2019urgenza di ripensare in radice i Trattati Europei, perch\u00e9 l\u2019Unione Europea ha bisogno di un \u201csupplemento d\u2019anima\u201d. Non saranno le tecnicalit\u00e0, pur necessarie, a salvare l\u2019Unione. Ma di ci\u00f2, in un\u2019altra occasione.<\/p>\n<p>Termino ricordando che la possibilit\u00e0 \u00e8 sempre la combinazione di due elementi: le opportunit\u00e0 e la speranza. \u00c8 sbagliato pensare che perch\u00e9 qualcosa possa realizzarsi sia necessario intervenire solamente sul lato delle opportunit\u00e0, cio\u00e8 delle risorse e degli incentivi. Occorre piuttosto insistere sull\u2019elemento della speranza, che non \u00e8 mai utopia. Essa si alimenta con la creativit\u00e0 dell\u2019intelligenza politica e con la purezza della passione civile. \u00c8 la speranza che sprona all\u2019azione e all\u2019intraprendere, perch\u00e8 chi \u00e8 capace di sperare \u00e8 anche chi \u00e8 capace di agire per vincere la paralizzante apatia dell\u2019esistente. \u201cTutto andr\u00e0 bene!\u201d<\/p>\n<p><strong>Stefano Zamagni<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha scritto Erodoto: \u201cTa pathemata mathemata\u201d, le sofferenze [quelle serie] insegnano. 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