UCID Roma al Meeting di Rimini – Venerdì 22 agosto 2025

UCID Roma al Meeting di Rimini – Venerdì 22 agosto 2025

Con #La Partita del Futuro UCID Roma fa un invito ad ascoltare, accogliere e indagare con sguardo attento, la visione della città da parte di chi la vivrà negli anni venturi. Un’occasione per interrogarsi — ed interrogare la città — su come la Capitale possa essere vissuta, gestita e percepita come Bene Comune.

Non solo stimolando i giovani a progettare attivamente il futuro della loro città, ma anche promuovendo una staffetta generazionale, capace di unire l’energia delle nuove generazioni con l’esperienza e il senso di responsabilità delle generazioni adulte, in un’alleanza intergenerazionale orientata al prendersi cura reciproco, alla crescita spirituale dell’umanità che si ritrova nella città eterna, al processo di sviluppo urbano sostenibile ed al passo con i tempi di Roma.

Un progetto che prende ispirazione a partire dal Giubileo della Speranza, di cui è stato tappa lo scorso 2 aprile. Al Meeting di Rimini, il 22 agosto, ne darà la testimonianza la Consigliera Professoressa Cinzia Rossi.

Buone Vacanze!

Cari Consoci, cari Amici,

con la conclusione di questa prima parte dell’anno desideriamo esprimerVi la nostra gratitudine per il cammino condiviso.

In questi mesi, grazie al Vostro contributo, abbiamo vissuto insieme esperienze significative: momenti di incontro, confronto, crescita e condivisione che hanno dato valore alla nostra vita associativa e rafforzato il legame tra di noi.

Ora arriva il tempo dell’estate, occasione per rallentare un po’, recuperare energie, stare con le persone care e ritrovare l’entusiasmo per i progetti che verranno.

Anche la nostra sezione si prende una pausa: la segreteria resterà chiusa dal 1° al 31 agosto, ma siamo già al lavoro per ripartire a settembre con nuovi progetti e nuove opportunità.

A tutti Voi e alle Vostre famiglie l’augurio di un’estate serena.

Un caro saluto,

Giorgio Gulienetti
Presidente UCID Sezione di Roma

“Un terzo grande polo bancario italiano?” di Giovanni Scanagatta

UN TERZO GRANDE POLO BANCARIO ITALIANO?

Giovanni Scanagatta*

Si sta discutendo molto sulla nascita di un terzo grande polo bancario italiano, accanto a Unicredit e Banca Intesa San Paolo. Per un terzo polo, si parla dell’acquisizione o del controllo da parte di Monte dei Paschi di Siena di Mediobanca che detiene una quota significativa di Assicurazioni Generali. Naturalmente, Mediobanca cerca di resistere contro questa operazione con vari mezzi, tra cui la possibile acquisizione della banca in seno a Generali e la contestazione del rapporto di scambio (OPS) tra azioni Mediobanca e azioni MPS. Si tratta certo di una operazione che stupisce, ricordando che Mediobanca ha sempre rappresentato il salotto buono della finanza italiana. In questo contesto, va considerato anche il ruolo futuro di Milano come capitale economica italiana, alla luce dei recenti problemi di Milano riguardanti il suo sviluppo immobiliare: villaggio olimpico, stazione centrale, san Siro e coì via. Quale idea abbiamo del ruolo futuro di Milano sul piano nazionale e internazionale?

Ma andiamo con ordine restando sul tema.

  1. Premessa

La notizia di un possibile interesse di Monte dei Paschi di Siena (MPS) per Mediobanca ha sicuramente colto molti di sorpresa, soprattutto considerando la storia recente di MPS, spesso associata a difficoltà finanziarie, interventi pubblici e ristrutturazioni. Tuttavia, per comprendere meglio il contesto, è importante distinguere tra percezione pubblica e realtà finanziaria e strategica attuale.

Ecco i punti chiave per spiegare come e perché MPS potrebbe “comprare” o puntare a una fusione con Mediobanca:

MPS non è più la banca fallimentare del passato

  • Dopo il salvataggio pubblico del 2017, in cui lo Stato italiano è diventato azionista di maggioranza (oggi detiene circa il 39%), MPS ha attraversato un processo di risanamento.
  • Negli ultimi anni, ha chiuso i bilanci in utile, ha migliorato la qualità del credito (riducendo le sofferenze) e ha abbattuto costi con operazioni di efficientamento.
  • Anche le agenzie di rating hanno aggiornato i giudizi in positivo.

 

  1. Ma che tipo di operazione si tratta?

Non si parla necessariamente di “acquisizione classica”

È più probabile che si tratti di un’operazione di fusione o aggregazione tra pari, magari con una regia pubblica/politica, che coinvolga anche altri attori.

Il Tesoro italiano potrebbe usare la quota pubblica in MPS come leva per creare un polo bancario nazionale.

In questo scenario, MPS potrebbe diventare una “piattaforma” per aggregare altri istituti.

  1. Mediobanca è un obiettivo strategico

Mediobanca ha partecipazioni importanti (es. Generali), influenza su Piazze Affari e un business ben diversificato tra wealth management, corporate & investment banking.

Avere il controllo (o anche solo una forte alleanza) con Mediobanca vuol dire avere accesso a leve finanziarie e politiche significative nel sistema economico italiano.

 

  1. La mano pubblica e il “progetto sistema”

Da tempo si parla della volontà dello Stato italiano di creare un terzo polo bancario per affiancare Intesa Sanpaolo e UniCredit.

Un’aggregazione tra MPS e un’altra realtà (come Mediobanca o Banco BPM) potrebbe essere parte di questa strategia.

Operazioni di questo tipo possono essere indirizzate o facilitate dal MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze), anche per valorizzare la partecipazione pubblica e poi uscire dal capitale MPS.

  1. Le risorse ci sono?

MPS da sola non ha la forza finanziaria per lanciare un’OPA (offerta di pubblico acquisto) su Mediobanca.

Tuttavia, con alleanze strategiche (con fondi, banche d’affari o altri soggetti come Cassa Depositi e Prestiti), o tramite fusione per scambio di azioni, si può realizzare un’operazione di integrazione.

È anche possibile che si stia valutando una partecipazione incrociata o accordi di governance, non una vera e propria acquisizione.

La reazione scettica del mercato ( calo del titolo MPS alla notizia) riflette le perplessità su chi comanda chi, e se ci sia coerenza industriale e strategica. Ma dal punto di vista della logica politica e finanziaria (non solo bancaria), un’operazione simile potrebbe rientrare in una logica di sistema per rafforzare la finanza italiana.

  1. Sviluppi recenti

La Banca centrale europea (BCE) ha autorizzato MPS a presentare un’offerta su Mediobanca, anche per acquisire una partecipazione fino al 50%, o addirittura una quota di controllo in modo “de facto”.

L’offerta è totalmente in azioni (OPS): 2,533 azioni MPS per ogni azione Mediobanca (equivalente a una valutazione di circa 14,6 miliardi di euro.

Mediobanca ha contestato il valore: secondo i suoi advisor, il fair value si aggira su 3,71 azioni MPS per azione Mediobanca, circa il 32% in più rispetto all’offerta (per un valore di circa 20 miliardi di euro).

Mediobanca definisce l’operazione “non razionale” e potenzialmente distruttiva di valore per il proprio modello di business . In risposta, ha presentato un’alternativa strategia focalizzata su Banca Generali, e si è impegnata a un piano di ritorno agli azionisti da 5,7 miliardi di euro in tre anni.

MPS punta a ottenere almeno il 35 % del capitale Mediobanca, soglia sufficiente a esercitare influenza dominante senza necessità del 66 %.

Lo Stato italiano ha ancora una partecipazione diretta (circa il 12%) in MPS.

Il governo e forti istituzioni (famiglie Delfin/Del Vecchio e Caltagirone) appoggiano MPS come parte della strategia per creare un “terzo polo” bancario nazionale, dopo Intesa e UniCredit.

Esistono indagini in corso su alcuni passaggi, tra cui la vendita del 15 % di MPS e il ruolo della BCE nella gestione dell’OPS.

L’offerta è partita ufficialmente il 14 luglio e resterà aperta fino all’8 settembre.

Se MPS raggiungerà il 35–50 % del capitale, potrà presentare alla BCE un piano di integrazione industriale entro sei mesi.

  1. Sintesi finale

7.1 La BCE ha approvato la manovra, MPS ha lanciato l’offerta di scambio azionario (OPS).

7.2 Mediobanca la ha rigettata come sottostimata e strategicamente rischiosa, difendendosi con alternative.

7.3 MPS punta al controllo “de facto” con una quota del 35 %.

7.4 L’operazione è parte di un piano politico e di consolidamento del sistema bancario italiano, ma non mancano i rischi legali, regolamentari e di governance.

       

      *Professore di Politica economica e monetaria all’Università di Roma “La Sapienza”.

      Assemblea ordinaria Soci UCID Roma e Cena Sociale – Lunedì 7 luglio 2025

      Assemblea ordinaria Soci UCID Roma e Cena Sociale – Lunedì 7 luglio 2025

      Lunedì 7 luglio, presso il Circolo degli Esteri di Roma, si è tenuta l’Assemblea dei Soci UCID di Roma, un importante momento di confronto, condivisione e rinnovata coesione attorno ai valori che ci uniscono.

      È stata l’occasione per fare il punto sulle attività svolte e per rinnovare il nostro impegno come imprenditori, dirigenti e professionisti ispirati dalla Dottrina Sociale della Chiesa.

      A seguire, la tradizionale Cena Sociale, che rappresenta da sempre un momento di autentica convivialità, dove l’amicizia e lo spirito associativo trovano piena espressione.

      Un sentito ringraziamento va al Ministro Plenipotenziario Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del MAECI, per la generosa ospitalità nella splendida cornice del Circolo degli Esteri, che ha reso la serata ancora più speciale.

      Desideriamo inoltre ringraziare calorosamente l’onorevole Roberta Angelilli, Vicepresidente e Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lazio, il dottor Francesco Marcolini, Presidente di Lazio Innova, e l’onorevole Massimo Milani, Segretario Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, per la loro presenza e per il continuo sostegno dimostrato in questi anni partecipando attivamente, come relatori, a diversi eventi organizzati da UCID Roma.

      Grazie anche a tutti i Soci e Amici che hanno partecipato con entusiasmo. Insieme continueremo a costruire una rete solida dando concretezza, ogni giorno, ai nostri valori.

       

      “Papa Leone XIV e la Dottrina Sociale della Chiesa per la costruzione del Bene Comune universale” a cura di Giovanni Scanagatta

      PAPA LEONE XIV E LA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA PER LA COSTRUZIONE DEL BENE COMUNE UNIVERSALE

      Giovanni Scanagatta*

      Introduzione

      L’elezione di Papa Leone XIV nel maggio 2025 ha suscitato un rinnovato interesse per la Dottrina Sociale della Chiesa, un campo teologico e pastorale che affonda le sue radici nell’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII (1891). Con la scelta del nome, Leone XIV ha voluto riaffermare l’impegno della Chiesa nella promozione della giustizia sociale, della dignità umana e del bene comune universale, rispondendo alle sfide contemporanee poste dalla globalizzazione, dalla digitalizzazione e dalle disuguaglianze crescenti.

      La Dottrina Sociale della Chiesa: Fondamenti e Sviluppi

      La Dottrina Sociale della Chiesa si è evoluta nel tempo, affrontando le questioni sociali emergenti e adattandosi ai cambiamenti storici e culturali. A partire dalla Rerum Novarum, che trattava della condizione dei lavoratori nel contesto della prima rivoluzione industriale, i successivi pontefici hanno approfondito temi come la giustizia sociale, la solidarietà, la sussidiarietà e la destinazione universale dei beni.

      Il Bene Comune Universale: Un Concetto Fondamentale

      Il bene comune universale è un principio centrale nella Dottrina Sociale della Chiesa. Esso si riferisce all’insieme delle condizioni sociali che permettono a ogni individuo e comunità di raggiungere la propria perfezione più pienamente. Papa Leone XIV ha sottolineato che la Chiesa offre il suo patrimonio di Dottrina Sociale per rispondere alle sfide della nuova rivoluzione industriale e degli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro.

      La Destinazione Universale dei Beni: Un Principio Fondamentale

      Un principio fondamentale della Dottrina Sociale è la destinazione universale dei beni. Questo principio afferma che Dio ha destinato la terra e tutto ciò che essa contiene all’uso di tutti gli uomini e popoli, affinché i beni creati pervengano a tutti con equo criterio, guidati dalla giustizia e accompagnati dalla carità. Papa Leone XIV ha richiamato questo principio, sottolineando che i beni devono essere utilizzati non solo per il profitto individuale, ma per il bene di tutta l’umanità.

      La Famiglia come Fondamento del Bene Comune

      Papa Leone XIV ha anche posto l’accento sul ruolo centrale della famiglia nella costruzione del bene comune. Ha esortato i governanti a riconoscere il valore sociale ed economico della famiglia, sostenendola non come privilegio confessionale, ma come infrastruttura naturale del bene comune. Questo messaggio si inserisce in un contesto più ampio, in cui la Chiesa riafferma la propria differenza come servizio all’uomo, non per imporsi, ma per testimoniare.

      La Dottrina Sociale come Cammino Comune

      Nel suo discorso del 17 maggio 2025 alla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, Papa Leone XIV ha sottolineato che la Dottrina Sociale della Chiesa non è un insieme di verità imposte, ma un cammino comune verso la verità, frutto di ricerca, dialogo e discernimento. Ha evidenziato la necessità di un approccio aperto e corale, capace di rispondere alle sfide contemporanee con impegno, rigore e serenità.

      Conclusione

      Papa Leone XIV ha riaffermato con forza l’impegno della Chiesa nella promozione della giustizia sociale, della dignità umana e del bene comune universale. La sua visione si inserisce in una tradizione che affonda le radici nell’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII e si sviluppa attraverso i successivi insegnamenti dei pontefici. In un mondo segnato da nuove sfide globali e da guerre, la Dottrina Sociale della Chiesa continua a offrire orientamenti per costruire una società più giusta, solidale e orientata al bene di tutti nella pace.

       

       *Professore di Politica economica e monetaria all’Università di Roma “La Sapienza”