“Un confronto tra la Caritas in Veritate di Benedetto XVI e la Magnifica Humanitas di Leone XIV” di Giovanni Scanagatta
UN CONFRONTO TRA LA CARITAS IN VERITATE DI BENEDETTO XVI E LA MAGNIFICA HUMANITAS DI LEONE XIV
Giovanni Scanagatta*
Il confronto tra Magnifica Humanitas (2026) e Caritas in Veritate (2009) è particolarmente fecondo perché entrambe le encicliche affrontano il rapporto tra sviluppo umano e trasformazioni storiche, ma lo fanno a partire da due rivoluzioni diverse: quella della globalizzazione tecno-economica per Benedetto XVI e quella dell’intelligenza artificiale per Leone XIV.
- Continuità di fondo: la centralità della persona
Entrambi i Pontefici si oppongono a ogni forma di riduzionismo dell’essere umano.
Per Benedetto XVI, il problema fondamentale è uno sviluppo che pretende di essere autosufficiente rispetto alla verità sull’uomo e su Dio. Lo sviluppo autentico deve essere “integrale”, cioè riguardare tutte le dimensioni della persona: economica, sociale, culturale, spirituale e religiosa.
Per Leone XIV, il rischio è ancora più radicale: l’essere umano può essere ridotto a dato, algoritmo, funzione calcolabile. L’enciclica insiste sul fatto che l’IA non possiede coscienza, responsabilità morale, relazioni autentiche o esperienza vissuta; pertanto non può mai essere equiparata alla persona umana.
In entrambe le encicliche la dignità umana precede e giudica la tecnica.
- La tecnica: da tema importante a questione centrale
Qui emerge la differenza più significativa.
Benedetto XVI: la tecnica come dimensione dello sviluppo
In Caritas in Veritate, la tecnica occupa una posizione di grande rilievo, culminando nel celebre capitolo VI, “Lo sviluppo dei popoli e la tecnica”.
Si tratta di una novità storica nel magistero sociale: per la prima volta un intero capitolo di un’enciclica è dedicato alla tecnica come questione teologica, antropologica ed etica.
Benedetto osserva che: a) la tecnica è espressione della creatività umana; b) non è mai neutrale; c) tende però a trasformarsi in ideologia; d) induce l’uomo a credere di essere l’unico artefice di sé stesso.
La domanda fondamentale è:
l’uomo governa la tecnica o viene governato da essa?
Per Benedetto il problema non è ancora una tecnologia specifica, ma la mentalità tecnocratica che rischia di dominare la politica, l’economia e persino la bioetica.
Leone XIV: l’intelligenza artificiale come paradigma della tecnica contemporanea
Leone XIV raccoglie precisamente l’eredità di Benedetto XVI e la sviluppa.
Laddove Benedetto parlava della tecnica in generale, Leone si concentra sulla sua forma oggi più avanzata e pervasiva: l’intelligenza artificiale.
L’intero terzo capitolo di Magnifica Humanitas è dedicato a: 1) paradigma tecnocratico; 2) potere digitale; 3) algoritmi; 4) IA; 5) transumanesimo; 6) postumanesimo.
Se Benedetto temeva che la tecnica diventasse un criterio assoluto di giudizio, Leone mostra come questo rischio si concretizzi negli algoritmi che: i) orientano decisioni sociali; ii) influenzano il lavoro; iii) concentrano il potere nelle mani di pochi soggetti; iv) possono essere impiegati in ambito militare; v) tendono a sostituire il discernimento umano.
Si potrebbe dire che Magnifica Humanitas rappresenta l’applicazione dell’analisi di Caritas in Veritate all’era dell’IA.
- Carità nella verità e umanità abitata da Dio
Le categorie teologiche principali sono differenti.
Benedetto XVI
La categoria decisiva è la caritas in veritate.
L’amore ha bisogno della verità per non ridursi a sentimentalismo.
La verità ha bisogno della carità per non diventare astrazione.
Lo sviluppo umano nasce dall’incontro di queste due dimensioni.
Leone XIV
La categoria decisiva è la magnifica humanitas.
L’essere umano è grande non perché tecnologicamente potenziato, ma perché creato da Dio e chiamato alla comunione con Lui.
Per questo Leone critica le prospettive transumaniste che identificano il progresso con il superamento biologico dell’uomo.
Dove Benedetto difende la verità dello sviluppo umano, Leone difende la stessa verità contro il rischio di una ridefinizione algoritmica dell’umano.
- Lo sviluppo dei popoli
Anche qui vi è una forte continuità.
Benedetto XVI
Lo sviluppo dei popoli è il tema centrale dell’intera enciclica.
Riprendendo Populorum Progressio, Benedetto insiste sul fatto che il sottosviluppo non è soltanto economico ma soprattutto umano. Lo sviluppo, come affermava Polo VI, e il nuovo nome della pace.
Leone XIV
Lo sviluppo rimane essenziale, ma assume una nuova forma.
Il problema non è più soltanto l’accesso ai mercati o alle risorse.
Si aggiungono: accesso ai dati; controllo degli algoritmi; proprietà delle infrastrutture digitali; distribuzione dei benefici dell’IA.
Leone denuncia infatti il rischio che dati, piattaforme e sistemi algoritmici siano concentrati nelle mani di pochi attori globali.
In questo senso, si può parlare di una nuova questione sociale: la questione algoritmica.
- Sintesi conclusiva
Una formula efficace potrebbe essere la seguente:
Caritas in Veritate è la grande enciclica sullo sviluppo umano integrale nell’epoca della globalizzazione; Magnifica Humanitas è la grande enciclica sulla custodia dell’umano nell’epoca dell’intelligenza artificiale.
Oppure, in termini di sviluppo del magistero:
- Benedetto XVI si chiede: come può la tecnica servire lo sviluppo dei popoli senza dominare l’uomo?
- Leone XIV si chiede: come può l’intelligenza artificiale servire l’uomo senza ridefinire ciò che significa essere uomo?
Da questo punto di vista, il capitolo VI di Caritas in Veritate (“Lo sviluppo dei popoli e la tecnica”) appare quasi profetico: esso prepara il terreno teorico e antropologico sul quale Leone XIV costruisce l’intera riflessione di Magnifica Humanitas. La seconda può essere letta come uno sviluppo organico della prima, nel passaggio dalla “questione della tecnica” alla “questione dell’intelligenza artificiale”.
*Professore di Politica economica e monetaria all’Università di Roma “La Sapienza”

