“I Beni Comuni ci indicano che NATALE è” di Cinzia Rossi

“I Beni Comuni ci indicano che NATALE è” di Cinzia Rossi

Gentilissimi Soci,

in occasione delle prossime festività natalizie condividiamo con piacere l’articolo “I Beni Comuni ci indicano che NATALE è”, scritto dalla nostra Consigliera Cinzia Rossi e pubblicato sulla rivista Eco in Città.

Augurandoci che queste parole possano essere di ispirazione e accompagnamento in questo periodo dell’anno, cogliamo l’occasione per porgere a tutti Voi l’augurio di un sereno Santo Natale e un nuovo anno ricco di speranza.

La Segreteria UCID Sezione di Roma

 

I Beni Comuni ci indicano che NATALE è, di Cinzia Rossi – Eco in città I Beni Comuni ci indicano che NATALE è, di Cinzia Rossi – Eco in città

Santa Messa per il Natale UCID – Lunedì 15 dicembre 2025

Santa Messa per il Natale UCID – Lunedì 15 dicembre 2025

Con gratitudine condividiamo un ricordo della Santa Messa per il Natale UCID celebrata nella nostra casa spirituale, la Chiesa di Sant’Agnese in Agone, seguita da un momento conviviale di auguri.

Un tempo di raccoglimento, relazione e comunità, reso possibile dall’accoglienza di Monsignor Paolo Schiavon, Rettore di Sant’Agnese in Agone e dalla presenza di Don Luca Angelelli, Consulente Ecclesiastico UCID Roma, che accompagnano con profondità il cammino della nostra associazione.

Momenti come questi rafforzano il senso di appartenenza e ci preparano con spirito di unità al prossimo appuntamento associativo: l’Assemblea UCID del 19 gennaio, importante occasione di condivisione e partecipazione per la vita dell’UCID.

 

Tra cristologia storica e simbolismo esistenziale: una critica a “Gesù e Cristo” (Vito Mancuso) di Giovanni Scanagatta

TRA CRISTOLOGIA STORICA E SIMBOLISMO ESISTENZIALE: UNA CRITICA A “GESU’ E CRISTO” DI VITO MANCUSO

Giovanni Scanagatta*

Nel suo ultimo libro, Gesù e Cristo, Vito Mancuso riprende una distinzione che ha attraversato più di un secolo di ricerca biblica e teologica: quella tra il Gesù storico e il Cristo della fede. L’autore non si limita a descrivere la tensione, ma vi costruisce sopra un’intera architettura teologica, restituendo al “Cristo” un valore prevalentemente simbolico e all’etica di Gesù la centralità normativa dell’esperienza cristiana. Proprio questa operazione, alquanto spiazzante, merita un’analisi critica.

  1. Gesù senza kerygma? Il limite di un’eccessiva polarizzazione

Mancuso adotta una separazione netta tra Gesù e Cristo, presentando il primo come maestro etico e il secondo come elaborazione teologica della comunità credente. Questa impostazione sembra derivare da una linea esegetica analizzata da autori come Bultmann, ma Mancuso la radicalizza ulteriormente sottraendo quasi del tutto a Gesù qualsiasi dimensione escatologica.

Il problema, sul piano teologico, è duplice:

  • elimina la continuità tra evento Gesù e proclamazione apostolica, continuità che la maggior parte della ricerca non riduce a una mera invenzione post-pasquale;
  • rende difficile spiegare perché una figura considerata solo come maestro morale abbia generato una tradizione cristologica così forte e immediata.

Il rischio è di ricadere in un nuovo Gesù liberale, eticizzato, modellato sull’orizzonte antropologico dell’autore.

  1. Una cristologia “bassa” che fatica a reggere la struttura del Nuovo Testamento

L’interpretazione del Cristo come “principio simbolico dell’unità dell’essere” permette a Mancuso di proporre una visione inclusiva e universalista, coerente con la sua filosofia della coesione. Tuttavia, da un punto di vista cristologico, questa lettura presenta almeno tre criticità:

  1. Evidente distanza dal dato neotestamentario:
    Le cristologie presenti in Filippesi 2, Colossesi 1, Giovanni 1 e nel corpus paolino non possono essere facilmente ridotte a un’elaborazione simbolica della comunità. La maggior parte degli studiosi rileva che già le prime formulazioni cristiane sono fortemente elevate.
  2. Problema della mediazione salvifica:
    Se Cristo diventa simbolo, la domanda rimane senza fondamento ontologico. Che cosa significa “salvare” in un sistema dove non esiste un’azione reale di Dio nella storia, ma solo un simbolo ispiratore?
  3. Perdita del nesso pasquale:
    La risurrezione viene interpretata come passaggio simbolico e non come evento. Questo svuota la logica interna del cristianesimo primitivo, che trova nella Pasqua non un archetipo esistenziale, ma un fatto fondativo.

  1. Antropologia teologica: forza o cedimento?

Uno dei contributi più noti del pensiero di Mancuso è la sua antropologia spirituale, centrata sul concetto di libertà e sull’idea di un universo orientato verso la coesione. Nel libro, questa visione sincretista diventa la chiave per reinterpretare Cristo come “forma suprema dell’umanizzazione”.

La prospettiva solleva questioni teologiche importanti:

  • teleologia cosmica non dimostrata: la concezione evolutiva dell’essere verso l’armonia non trova un fondamento né nelle Scritture né in una teologia della creazione classica;
  • insufficiente distinzione tra ordine naturale e soprannaturale: Mancuso rifiuta la trascendenza ontologica del Logos, ma mantiene un linguaggio spirituale che sembra richiedere proprio ciò che teologicamente esclude;
  • riduzione del mistero cristiano al paradigma etico: l’esperienza sacramentale, ecclesiale ed escatologica risulta marginale, come se la dimensione morale potesse esaurire l’intera esperienza cristiana.
  1. Ecclesiologia implicita: l’assenza problematica

La posizione di Mancuso implica un modello di Chiesa radicalmente decentrato rispetto alla tradizione: comunità etica, non corpo di Cristo; luogo di ricerca spirituale, non spazio sacramentale della presenza. Questa impostazione risulta teologicamente problematica:

  • contraddice la struttura sacramentale della fede cristiana, basilare in tutte le confessioni storiche (non solo cattolica);
  • svuota di significato la nozione di Tradizione come trasmissione vivente dell’esperienza apostolica;
  • rende superflua l’istituzione ecclesiale, ridotta a “facilitatore morale”.

Il risultato è una cristologia che regge solo in una Chiesa che non è più Chiesa.

  1. Conclusione

Gesù e Cristo di Mancuso è un testo provocatorio e molto discutibile sul piano teologico. In Mancuso il linguaggio religioso tradizionale sembra diventare opaco. Dal punto di vista teologico, il suo progetto presenta limiti sostanziali:

  • riduce la cristologia a un’antropologia spirituale,
  • indebolisce la dimensione ontologica del Cristo,
  • sottrae alla Pasqua il suo carattere di evento,
  • e propone un cristianesimo senza vera ecclesiologia.

Il risultato è un sistema difficilmente compatibile con il cristianesimo storico nelle sue forme bibliche, patristiche e conciliari.

Un libro, in definitiva, che lascia aperta la domanda decisiva:
“se Cristo è solo simbolo, cosa resta del Cristianesimo come evento”? La risposta è una sola: “la vera Fede non può separare la figura e il messaggio di Gesù di Nazareth dalla realtà del cristianesimo nei suoi duemila anni di storia”.

*Professore di Politica economica e monetaria all’Università di Roma “La Sapienza”

Protocollo d’intesa UCID Roma e Caritas Diocesana – Martedì 25 novembre 2025

Protocollo d’intesa UCID Roma e Caritas Diocesana – Martedì 25 novembre 2025

Siamo lieti di annunciare la firma di un protocollo d’intesa tra UCID Roma e Caritas Diocesana. Un passo importante che unisce due realtà che condividono gli stessi valori.

Questo accordo nasce dalla volontà di mettere a servizio del bene comune le reciproche competenze, energie e sensibilità al fine di realizzare iniziative concrete a favore di chi vive situazioni di fragilità.

Oggi, presso la sede del Vicariato di Roma, una nostra Delegazione, composta dal Consulente Ecclesiastico Don Luca Angelelli, dalla Vicepresidente Virginia Desirée Zucconi , dal Segretario Dario Pasquariello, dal Presidente Giovani Saverio D’Addato, dal Consigliere Daniele Di Giorgio e dal Socio Fabio Migliorelli, è stata accolta dalla Delegazione della Caritas, guidata dal Direttore Giustino Trincia, per la firma del protocollo.

Un grazie sincero a tutti coloro che hanno reso possibile questo incontro, in particolare al nostro Socio Fabio Migliorelli per l’impegno profuso!

 

Protocollo d’Intesa UCID Roma e Caritas Diocesana

UCID ACADEMY 2025 – Roma “Tecnologie e Futuro del lavoro: le Startup come motore dell’innovazione” – Mercoledì 3 dicembre 2025

UCID ACADEMY 2025 – Roma “Tecnologie e Futuro del lavoro: le Startup come motore dell’innovazione” – Mercoledì 3 dicembre 2025

UCID Roma è lieta di invitarVi al quarto incontro del percorso di formazione e confronto promosso da UCID Giovani Nazionale e dal Centro Angelo Ferro di Genova.

L’iniziativa è rivolta a imprenditori, manager e professionisti di oggi e di domani, con l’obiettivo di offrire strumenti utili per comprendere i cambiamenti in corso e individuare le chiavi per governarli con successo, anche attraverso le testimonianze di esperti e imprenditori.

UCID ACADEMY 2025 – ROMA
Tecnologie e Futuro del lavoro: le Startup come motore dell’innovazione

Mercoledì 3 dicembre 2025 ore 18.00

Sala Pia – Università Lumsa
Via Porta di Castello, 44 – Roma

Benvenuto
Saverio D’Addato, Presidente Giovani UCID Roma

Saluti

Mons. Gianni Fusco, Animatore Spirituale Movimento UCID Giovani Nazionale e Docente LUMSA
Dario Pasquariello, Segretario UCID Roma

Interventi

On. Maurizio Sacconi, già Ministro del Lavoro
Claudio Cipollini, Referente Unioncamere con ricerca sulle startup in Italia
Gerardo Lancia, Responsabile Cluster e Community Innovazione di LazioInnova
Valerio Rositani, Founder startup AppyPilgrim
Valentina Castellani, Founder startup Deliwash

Coordinamento lavori

Giorgio Gulienetti, Past President UCID Roma

 

RSVP [email protected]

Vi aspettiamo!