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Cinquantesima Giornata Mondiale della Pace

LA NONVIOLENZA: STILE DI UNA POLITICA PER LA PACE

Il messaggio di Papa Francesco per la giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2017 è passato sotto silenzio.
La Giornata Mondiale della Pace è stata istituita da Paolo VI nel 1967, lo stesso anno della pubblicazione della grande Enciclica sociale Populorum progressio.
Il messaggio si articola in cinque punti e la conclusione, dedicati ad un mondo frantumato, alla buona notizia, al più potente della violenza, alla radice domestica della nonviolenza, all’invito di Papa Francesco e alla Conclusione.
Papa Francesco inizia con un breve excurs storico, ricordando le due guerre mondiali del secolo scorso che hanno portato distruzione e morte fino ad arrivare ai nostri giorni con un grande numero di conflitti, conosciuti e meno conosciuti. Questa situazione viene definita da Papa Francesco terza guerra mondiale a prezzi, con una violenza che ci ha purtroppo assuefatti con una specie di globalizzazione dell’indifferenza. Guerre che portano ad immani sofferenze e a migrazioni forzate che colpiscono soprattutto le donne e i bambini nei cui confronti siamo chiamati ad autentici gesti di solidarietà.
Papa Francesco colloca i tempi di violenza che stiamo vivendo nel cuore della buona novella che ci ha portato Gesù, sapendo che le intenzioni cattive escono dal cuore degli uomini. Dobbiamo ascoltare l’esortazione di San Francesco d’Assisi. “La pace che annunziate con la bocca, abbiatela ancor più copiosa nei vostri cuori”.
La nonviolenza non deve essere intesa come resa, disimpegno e passività, ma si deve trattare di una nonviolenza attiva, come ci ha insegnata Madre Teresa di Calcutta.
Papa Francesco ricorda i casi di nonviolenza attiva che nella storia hanno portato molto frutto: Gandhi, Martin Luther King e molti altri. Pertanto questo impegno a favore delle vittime dell’ingiustizia e della violenza non è un patrimonio esclusivo della Chiesa Cattolica, ma è proprio di molte tradizioni religiose. La violenza è una profanazione del nome di Dio e solo la pace è santa.
La nonviolenza e lo spirito di solidarietà nascono all’interno della famiglia, come indicato nell’Esortazione apostolica Amoris Laetitia sull’amore nella famiglia. Per questo le politiche di nonviolenza devono cominciare tra le mura domestiche per poi diffondersi all’intera famiglia umana. L’obiettivo deve essere lo sviluppo integrale dell’uomo come indicato dalla Caritas in veritate di Benedetto XVI e quello dell’ecologia integrale che riguarda non solo l’ambiente ma tutte le attività dell’uomo sia come singola che come comunità.
Per la strategia della costruzione della pace abbiamo il bellissimo manuale del Discorso della montagna con le otto beatitudini. Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio.
In linea con questo spirito, Papa Francesco ricorda l’istituzione del nuovo Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale che prende avvio all’inizio del nuovo anno.
Papa Francesco conclude il Messaggio invocando la Vergine Maria, Regina della Pace. L’invocazione riguarda tutti gli uomini di buona volontà e quindi credenti e non credenti, per la salvezza del mondo.
Niente è impossibile se ci rivolgiamo a Dio nella preghiera. Tutti possono essere artigiani della pace.

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