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Novara, lettera aperta di Alessandro Crespi

Carissimi,
con un sentimento di gratitudine lascio la presidenza dell’UCID di Novara dopo ben 15 anni di guida associativa, avendo ormai superato ogni limite temporale consentito dagli statuti via via succeduti.
La gratitudine nasce dalla coscienza di aver vissuto un periodo straordinario della mia esistenza, periodo che dal 1985 (anno della mia entrata in UCID) ad oggi rappresenta una buona fetta della mia vita.
Vorrei sottolineare come a volte il consiglio di qualcuno possa rappresentare un dono di grande valore e del quale ne siamo spesso inconsapevoli fruitori.

Devo ad Adriano Rivolta il suggerimento di entrare a far parte di questa Unione e gli sono debitore riconoscente per avermi dato l’opportunità di conoscere una realtà associativa che ancor oggi dopo 25 anni ritengo assolutamente originale, innovativa e profondamente formativa della persona nella sua interezza sia professionale che spirituale.

Con Adriano Rivolta è stato solo un inizio seguito da tanti incontri, relazioni, conoscenze, amicizie via via maturate nel corso degli anni dentro e fuori dall’UCID ma grazie all’UCID stessa.

Posso serenamente dire che ho potuto incontrare tantissime persone ognuna con il suo patrimonio di capacità, qualità e attitudini che mi hanno certamente aiutato a conoscere e conoscermi meglio e anche a formarmi nella capacità di giudizio verso il prossimo.

Ho avuto anche il dono di poter accompagnare, creando rapporti spesso di amicizia,  quasi tutti i Relatori dei nostri incontri grazie ai viaggi in auto prima e dopo gli incontri stessi.

Ne ricordo tre in particolare: con il giudice Anzani da e per Como; con Ernesto Olivero del Sermig da e per Torino (con l’autostrada MI-TO bloccata nella notte) e con  il professor Zamagni, da e per Bologna, tutti viaggi notturni con rientro a Milano nelle prime ore della mattinata successiva.

Devo un grazie a tutti i Consiglieri e in particolare ai vicepresidenti, al segretario, al tesoriere, ai Delegati, e a tutti gli Amici, che ho avuto al fianco, senza i quali nulla di ciò che è stato fatto poteva essere fatto perché nel piccolo o nel grande ciascuno ha trasmesso forse inconsapevolmente qualcosa di straordinariamente importante.

Non li nomino ad uno ad uno per il rischio di dimenticarne qualcuno ma ognuno deve sapere quanto il suo contributo sia stato unico ed insostituibile.

Nei miei ringraziamenti che esondano di gratitudine, vorrei sottolineare l’apporto straordinario del nostro Consulente Ecclesiastico don Gianni Colombo per noi tutti consigliere illuminato, propositore lucido ed instancabile, e per me in particolare anche un caro amico sincero per il quale devo grazie a Dio per averlo avuto presente in tutti questi anni di presidenza UCID.

Ho avuto la gioia di celebrare con voi i cinquant’anni di vita dell’UCID di Novara con le giornate straordinarie vissute a Ginevra, grazie al contributo prezioso di Gaudenzio Vanolo, in coincidenza con il pari festeggiamento del cinquantesimo del CERN, la successiva visita al museo nazionale della Croce Rossa e il prestigioso incontro con la realtà del Palazzo dell’ ONU, ex Società delle Nazioni, un tempo il più attivo centro internazionale di conferenze al mondo.

In occasione dell’Assemblea del 9 novembre scorso per il rinnovo del Consiglio Direttivo ho con voi elencato alcuni filoni culturali affrontati nel corso degli ultimi anni che qui mi piace ricordare perché visti a posteriori, sono stati talvolta profetici e ci donano oggi non  poca fierezza per il lavoro compiuto.

2005    Centralità della Persona e Bene Comune.

2006    Il Bene- avere e il …Mal- essere.

2007    Donna Famiglia, Donna Lavoro.

2008    La Formazione come Investimento

2009    Fare Impresa nella cura del corpo e dello spirito

2010    Persone con una vita quotidiana d’eccellenza ed abitate dallo straordinario.

Ma anche, Il senso della Responsabilità, Il bisogno di Testimonianza, La Qualità della vita, L’Ora et Labora, … Il Lavoro come Dono. …..

Alla fierezza di aver compiuto un buon lavoro in termini di conoscenza, formazione e informazione devono affiancarsi, in quanto soci appartenenti all’UCID, concrete azioni e testimonianze conseguenti senza le quali il percorso di ogni socio UCID resterebbe monco, parziale ed incompleto.

Nel nostro tempo dove la società ha veramente sete di nuovo, bisogno di senso, ricerca di valore autentico, l’UCID sembrerebbe proprio la meglio deputata ad offrire una novità nel modo di interpretare ed affrontare i temi veramente complessi che ci riguardano da vicino.

Nelle nostre attività lavorative, certo non possiamo a priori promettere posti di lavoro, brillanti carriere, salari promettenti, garanzie di occupazione ma possiamo offrire dignità alle persone, possiamo trasmettere il senso di responsabilità, provvedere al bisogno ed alla necessità di continue e virtuose relazioni, ricercare con vigore e rigore la giustizia verso noi stessi innanzitutto e verso gli altri contribuendo  alla realizzazione di quel Bene Comune di cui l’uomo è il primo fondamentale  fruitore.

Credo per esperienza diretta, nel ruolo istituzionale che l’UCID nazionale mi ha riservato con la realizzazione delle Giornate Wojtyla, (una ricerca nei Gruppi del  territorio nazionale di imprenditori d’eccellenza che vivono il lavoro come dono sullo sfondo della Dottrina Sociale della Chiesa) che le imprese individuate in soli tre anni di “Giornate”, riescono ad ottenere risultati straordinari proprio in termini di occupazione, profitto, sviluppo e concorso al bene comune.

Tornando alla nostra UCID di Novara, non so se in altre Associazioni si respira un clima familiare come il nostro, attraverso il piacere della appartenenza, la gioia dell’incontro, il comune entusiasmo per la crescita associativa.

Da noi questo avviene ormai naturalmente grazie anche alle gite fatte insieme, agli incontri “fuori porta” che ci hanno consentito di conoscere realtà artistiche e perché no gastronomiche delle quali eravamo all’oscuro pur avendole magari vicine alle nostre stesse residenze.

Credo che il grande patrimonio fin qui raccolto, debba essere conservato come un prezioso tesoro anche perché ha richiesto fatica ed impegno da parte di tutti noi.

Per il nostro presente, è tempo di raccolto ma anche di nuova semina; per il futuro affidiamo al Signore tutta la provvidenza di cui la nostra Unione ha bisogno. … ……. “ … non abbiate paura! ..”

Con questo messaggio di speranza che lascio al nuovo Consiglio e a tutti voi, vi saluto con gioia perché so che saremo comunque sempre uniti dentro e fuori questa nostra bella Istituzione d’appartenenza.

BUON NATALE A TUTTI  !

Alessandro Crespi

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