Il rinnovo delle cariche nazionali dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (UCID) giunge in uno dei momenti più complessi della storia contemporanea. Guerre, tensioni geopolitiche, rivoluzione digitale, intelligenza artificiale, crisi ambientale, disuguaglianze crescenti e profonde trasformazioni del lavoro interrogano il mondo dell’economia e chiamano gli imprenditori a una responsabilità che va ben oltre il risultato economico.
È in questo contesto che l’assemblea nazionale ha recentemente affidato la guida dell’UCID a Paolo Porrino, imprenditore piemontese, che succede a Gian Luca Galletti. Al suo fianco sono stati nominati Luigi Gentile come Segretario generale e il Cardinale Angelo Bagnasco Consulente ecclesiastico nazionale, chiamato ad accompagnare spiritualmente il cammino dell’associazione.
L’assemblea ha inoltre eletto i componenti del Collegio dei Probiviri, organo arbitrale dell’UCID nazionale, nelle persone di Giovanni Scanagatta, Marcello Carli e Paolo Bonazzi, ai quali spetta il compito di garantire il rispetto dello Statuto e dei principi ispiratori dell’associazione.
Non si tratta soltanto di un normale avvicendamento ai vertici. Il nuovo assetto rappresenta un’occasione per rilanciare la missione dell’UCID, che da oltre settant’anni propone una visione dell’impresa fondata sulla centralità della persona, sulla dignità del lavoro, sulla solidarietà e sulla destinazione universale dei beni, pilastri della Dottrina sociale della Chiesa.
Dalla Rerum Novarum di Leone XIII alla Quadragesimo Anno, dalla Mater et Magistra alla Populorum Progressio, fino alla Centesimus Annus, alla Caritas in Veritate e alla Fratelli Tutti, il Magistero sociale ha sempre indicato nell’economia uno strumento al servizio dell’uomo e non il contrario. L’impresa è chiamata a essere comunità di persone prima ancora che organizzazione produttiva; luogo di partecipazione, innovazione e promozione della dignità umana.
In questa prospettiva si inserisce anche il magistero di Papa Leone XIV, che nella Magnifica Humanitas richiama con forza la necessità di uno sviluppo autenticamente umano, capace di coniugare progresso tecnologico, responsabilità etica e cura della persona. L’innovazione, afferma il Pontefice, non può mai trasformarsi in dominio dell’uomo sull’uomo, ma deve diventare occasione di fraternità, giustizia e servizio al bene comune. È un richiamo particolarmente significativo in un tempo in cui l’intelligenza artificiale, la finanza globale e le grandi trasformazioni produttive impongono nuove domande sulla tutela del lavoro, sulla distribuzione della ricchezza e sulla responsabilità sociale delle imprese.
L’UCID è chiamata a raccogliere questa sfida, offrendo agli imprenditori e ai dirigenti cristiani un luogo di formazione, confronto e testimonianza. Non per proporre modelli ideologici, ma per tradurre nella vita economica quotidiana quei principi di sussidiarietà, solidarietà, partecipazione e giustizia che costituiscono il cuore della Dottrina sociale della Chiesa.
La presidenza di Paolo Porrino si apre dunque con una responsabilità significativa: rafforzare la presenza dell’UCID nel dibattito culturale ed economico del Paese, favorire il dialogo tra istituzioni, mondo produttivo e società civile e promuovere una cultura dell’impresa sui territori che sappia coniugare competitività e responsabilità, profitto e dignità della persona, innovazione e inclusione.
In un tempo attraversato da profonde incertezze, il rinnovamento dei vertici dell’UCID assume così il significato di un nuovo impegno a testimoniare che la Dottrina sociale della Chiesa non appartiene soltanto alla riflessione teologica, ma costituisce oggi una bussola preziosa per costruire un’economia più giusta, una società più coesa e un autentico bene comune.
Giovanni Scanagatta
Roma, 13 luglio 2026